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VNL, perché Antropova ha scalzato Egonu nelle gerarchie di Velasco: non è una scelta improvvisata. USA fuori con la Cina!

  • Postato il 23 luglio 2026
  • Di Virgilio.it
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VNL, perché Antropova ha scalzato Egonu nelle gerarchie di Velasco: non è una scelta improvvisata. USA fuori con la Cina!

Beata abbondanza. Quella che nessun altro allenatore al mondo, tolto Julio Velasco, sa di poter avere. Perché in posto 2 l’Italia è coperta tanto nel presente, quanto nel futuro. Con Ekaterina Antropova che s’è presa di forza il ruolo di titolare, mettendo a sedere anche un mostro sacro come Paola Egonu. E aspettando che Merit Adigwe completi la sua naturale maturazione, visto che la carta identità dice che ha solo 20 anni, anche se per quanto visto nella prima parte di VNL la qualità per imporsi ad altissimo livello proprio non le manca. Ma questa è l’estate di Antropova. Di più: questa è l’Italia di Antropova. Che ha colto l’occasione e non vuole saperne di tornare indietro nelle gerarchie del commissario tecnico.

L’esperimento interrotto e una condizione migliore

Dopotutto è stato Velasco a “imporle” di anticipare i tempi e aggregarsi sin dalla fine di maggio al gruppo azzurro. Lo scopo era però “nobile”: provare a vedere se in posto 4 la giocatrice di origine russa avrebbe potuto rendere al meglio, così da poterla poi combinare assieme a Egonu una volta che Paola sarebbe tornata dalle vacanze. Un esperimento durato una decina di partite tra amichevoli e primi test di VNL, col risultato di una bocciatura (in realtà sarebbe più giusto affermare che Velasco ha preso la decisione di interrompere il progetto) dovuta al fatto che Kate in difesa migliorava di partita in partita, senza però riuscire a essere efficace come avrebbe voluto in attacco.

Insomma, niente combo stellare con Egonu, e nuovo dualismo obbligato per provare a far quadrare i conti in tutti i ruoli. Ma quel mese in più di lavoro della futura giocatrice dell’Eczacibasi alla fine ha pagato dividendi: Kate è tirata perfettamente a lucido e non ha motivo di restare fuori a guardare le compagne giocare. Egonu chiaramente non può essere al top, e pertanto Velasco la centellina negli sforzi e nello spazio che gli concede. Anche se fa notizia sapere che in posto 2 non sia Paola la titolare.

Velasco oggi non ha motivo di cambiare

Insomma, Antropova in questo momento merita di ricoprire il ruolo di opposto nello starting six azzurro. Il che non significa necessariamente che agli Europei, che scatteranno tra un mese, sarà ancora così: con altre 4 settimane di lavoro nelle gambe, Egonu avrebbe tutte le ragioni di rivendicare il suo posto da titolare. E per Velasco si riproporrà l’atavico dilemma su chi mettere dentro dall’inizio, e chi utilizzare con la carta (spesso decisiva) del doppio cambio.

Improbabile però che nelle battute finali di VNL si possa assistere a qualche novità: Antropova tra Hong Kong e Macao ha disputato partite di grande qualità, nelle quali ha firmato 128 punti (media di oltre 25 a partita) diventando un rompicapo impossibile da risolvere per tutte le difese affrontate.

Peraltro già un anno fa nella finale contro il Brasile l’ormai ex giocatrice di Scandicci si rivelò una sentenza: in quel caso Velasco gli preferì Egonu dall’inizio, ma fu l’ingresso di Kate (e Cambi) a capovolgere l’inerzia di una partita che per l’Italia si stava mettendo per il verso indesiderato, tanto da trovare spazio poi con continuità nel terzo e nel quarto set (l’Italia vinse 3-1). A Macao, insomma, le gerarchie saranno ben definite. Con la curiosità semmai che verrà rivolta a quel che accadrà poi in Svezia a fine agosto.

Col Brasile si gioca sabato alle 10. Poi Cina-Turchia

Una staffetta Antropova-Egonu è un lusso che soltanto Velasco (e quindi la nazionale italiana) può permettersi. Le altre selezioni, anche quelle arrivate in fondo a questa VNL, non hanno tutta questa scelta: il Brasile peraltro predilige affidare i palloni pesanti ad Ana Cristina e Bergmann (due schiacciatrici) piuttosto che a Rosamaria Montbellier, l’opposto titolare.

La Turchia di Santarelli ha Melissa Vargas e questa le basta, devastante come solo lei sa essere nel successo in rimonta sul Canada (vittoria per 3-1: 27 punti per la cubana naturalizzata turca). Mentre Gong e Tang, le due opposte cinesi schierate nella vittoriosa semifinale contro gli Stati Uniti (che da testa di serie numero 1 è già eliminata: 3-2 per le padrone di casa asiatiche), con tutto il rispetto non possono ambire a elevarsi allo stesso rango della coppia italiana.

Sabato mattina alle 10 italiane contro il Brasile torneranno entrambe in ufficio: oggi le consegne le smista Kate, ma se serve Paola sa come farsi trovare pronta. Ed è questa l’unica cosa che conta.

Autore
Virgilio.it

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