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VNL, l'Italia si complica la vita ma batte 3-2 la Serbia: Antropova fatica, Fahr e Obossa fanno felici Velasco

  • Postato il 18 giugno 2026
  • Di Virgilio.it
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VNL, l'Italia si complica la vita ma batte 3-2 la Serbia: Antropova fatica, Fahr e Obossa fanno felici Velasco

L’ha dovuta vincere non una, non due, ma tre volte questa partita, l’Italia di Julio Velasco. Che ha deciso di soffrire, ma di regalarsi comunque la quinta vittoria in 6 appuntamenti di VNL. Anche se il 3-2 sulla Serbia avrebbe potuto essere tranquillamente un 3-1, pensando all’incredibile sequenza di 9 punti consecutivi subiti nel finale di quarto parziale, tali da obbligare Antropova e compagne a rifare tutto daccapo. In una giornata in cui Kate ha sparato (spesso) a salve, a tirare la carretta sono state Fahr e Obossa, con Nervini salita di colpi a singhiozzo e Nwakalor a sua volta determinante quando più contava. Ora 24 ore di riposo, poi sabato mattina la sfida con gli USA, possibilmente senza ulteriori cali di concentrazione.

Obossa scatenata, Fahr non fa sconti: monologo azzurro

Velasco in avvio sceglie di partire con Cambi e Obossa in diagonale, Antropova e Nervini di banda, Farh e Nwakalor al centro e Fersino libero. Un paio di scambi “addormentati” servono solo a illudere le serbe, perché non appena l’Italia accende l’interruttore la musica cambia all’istante: Obossa firma un paio di punti pesanti in un parziale di 3-0 che obbliga il CT balcanico a fermare l’incontro, ma l’ondata azzurra prosegue imperterrita, regalando anche giocate d’autore (un’alzata in reverse di Cambi per un primo tempo brutale di Fahr strappa applausi con vinti).

Un paio di attacchi in parallela di Antropova scavano un solco sempre più ampio e nel finale di parziale i cambi di Velasco producono effetti benefici, con Scola e Giovannini che chiudono i conti con un ace ciascuna (25-14). E il secondo set si apre sulla falsariga di come s’era chiuso il primo: Italia dominante, soprattutto con Obossa che stampa muri come se piovesse (e attacchi a ripetizione).

La fuga è immediata (8-2), la Serbia è in balia delle onde e pasticcia oltre il dovuto. Una mini flessione azzurra contribuisce a ricucire il gap (9-5 con un errore, solitario, di Obossa), ma l’opposto azzurro si rimette subito al lavoro e riprende a martellare senza pietà. Quando anche Fahr decide di oscurare la vallata il divario torna a farsi “bulgaro”: i dieci errori al servizio delle rivali aiutano, ma anche Omoruyi entra e non fa rimpiangere le altre schiacciatrici. Un primo tempo di Fahr salda il conto sul 25-15 e marchia a fuoco una partita (sin lì) a senso unico.

Black-out a ripetizione: la Serbia trascina l’Italia al tiebreak

La parallela con la quale Antropova apre il terzo set prefigurerebbe un altro parziale a senso unico, ma almeno la Serbia decide di iscriversi alla partita. E lo fa con un parzialino di 3-0 col quale trova il primo vantaggio di serata, approfittando anche di un paio di sbavature di Omoruyi (5-7). Loveth si fa perdonare e a quota 8 la parità è ritrovata, poi sull’ace di Cajic che vale l’11-9 per le balcaniche arriva il primo time out di Velasco.

Ma l’inerzia di colpo si sposta dalla parte delle serbe: Kirov infila tre muri consecutivi e spedisce l’Italia a -6 (9-15), aprendo la prima vera crisi di giornata. Irrompono anche gli attacchi da posto 4 di Tica, che mantiene lo status quo e conduce le compagne verso un 25-18 relativamente tranquillo.

Nel quarto parziale però tutto sembra tornare “normale”: si sveglia anche Stella Nervini, sin lì rimasta un po’ in ombra, e sul 16-11 col quale stampa una clamorosa monster block (dopo due ace di Antropova) la pratica di giornata pare ormai bella che ultimata, peraltro con Obossa che infila il punto del 17-11. E invece la luce si spegne di nuovo, e in modo anche inspiegabile: da 21-16 per le azzurre si apre una sequenza di 9 punti consecutivi delle serbe, buona per spedire la partita al tiebreak e privare le ragazze di Velasco di un punto in classifica.

Obossa ritorna in cattedra quando serve: sabato ci sono gli USA

Al quinto però l’Italia torna a fare la partita: Nervini e Antropova allungano in avvio (4-1), Obossa e un errore di Zubic agevolano l’ulteriore fuga delle italiane (6-2). Cambi con un tocco di seconda e Fahr (pallonetto) spediscono le azzurre sul 9-4 e ancora una volta la pratica sembra quasi in ghiaccio, ma incredibilmente la Serbia ritrova la parità a quota 10.

La battaglia resta tale: due punti di Obossa e un muro di Nwakalor evitano a Velasco un’altra beffa, con Obossa che sulla seconda palla match viene murata ma “premiata” da un’invasione quasi impercettibile del muro serbo, scovata da Velasco al videocheck.

Finisce 15-12: Obossa (18 punti) e Fahr (17) trascinano le compagne a una vittoria sofferta, col rimpianto del quarto set lasciato alle serbe quando il più era ormai fatto. Da rivedere Antropova, fallosa tanto in attacco quanto al servizio. Insomma, si poteva fare meglio, ma quel che conta è che con questa fanno 5 vittorie. E soffrendo (a volte) c’è più gusto.

Autore
Virgilio.it

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