“Vivi, reattivi, provocatori” i giornalisti siciliani uccisi dalla mafia. Così sono stati ricordati in una celebrazione eucaristica a Palermo
- Postato il 7 maggio 2026
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- Di Paese Italia Press
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di Gian Piero Corso
Maggio PALERMO, 7 maggio 2026 – (gpc) La memoria dei Giornalisti siciliani uccisi dalla mafia è stata ricordata con una celebrazione eucaristica presieduta da Monsignor Corrado Lorefice, Arcivescovo di Palermo, presso la parrocchia di San Francesco di Sales a Palermo. Un evento promosso dall’Ucsi (Unione cattolica della stampa italiana) di Palermo e dall’Ufficio diocesano delle Comunicazioni Sociali.

Recentemente il Parlamento italiano ha istituito la Giornata nazionale in memoria dei giornalisti uccisi a causa della loro professione.
Don Corrado ha ricordato in maniera particolare gli otto giornalisti che hanno dato la vita, uccisi dalla mafia, in terra di Sicilia.
Cosimo Cristina (1960), Mauro De Mauro (1970), Giovanni Spampinato (1972), Mario Francese (1979), Peppino Impastato (1978), Giuseppe Fava (1984), Mauro Rostagno (1988) e Beppe Alfano (1993), “oggi i nostri 8 giornalisti siciliani uccisi dalla mafia, ci raggiungono ancora – ha detto il presule nella sua omelia -. Vivi, reattivi, provocatori, ci ‘gettano a fianco’ la loro esistenza versata, – donata – carica di frutti di vita, ci narrano e ci testimoniano la ‘parabola’ che è loro vita”.
Alla celebrazione eucaristica erano presenti le istituzioni con il presidente della Corte d’Appello di Palermo Antonio Balsamo, il magistrato Laura Vaccaro, il viceprefetto Angelo Alù, la dottoressa Giovanna Giaquinto per la Questura, il tenente colonnello Carlo Bozzi della Guardia di Finanza, il colonnello dei Carabinieri Aniello Schettino. E ancora l’assessore comunale Dario Falzone, il presidente del consiglio comunale di Palermo Giulio Tantillo, i vice Teresa Piccione e Pino Mancuso.

“Ci ritroviamo per ‘ri-cor-dare’ nell’Eucaristia i giornalisti siciliani uccisi dalla mafia e per sostenere con la solidarietà e la preghiera i giornalisti che, nel mondo, sono perseguitati o imprigionati a causa dello svolgimento del proprio dovere – ha continuato nella sua omelia il Vescovo -. Nel vangelo di Giovanni al capito 15 “per otto volte ritorna il verbo «rimanere», anzi «dimorare» (ménō). Un termine caro a un vero giornalista che per intrinseca vocazione è un ricercatore di notizie, di fatti e di eventi che prima di tutto lo toccano nella sua carne proprio perché toccano la carne di altri uomini e di altre donne, di Città, popoli, culture dell’unica famiglia umana che con lui abita la Casa comune. Un vero giornalista, un artigiano di un giornalismo libero, rimane sul pezzo, vi dimora, non è un mero e distaccato cronista ma segue una vicenda con attenzione e cura, tenendosi costantemente informato, si sporca le mani per approfondire i fatti, per aiutare ad interpretarli in verità”

«Leggi bbono i carti e parra cca ggenti»
Diceva così Mario Francese, “leggi bene le carte e parla con la gente”. “Oggi più che mai. E per questo papa Leone XIV nel Messaggio della LX Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, ha scritto: «Va tutelata la paternità e la proprietà sovrana dell’operato dei giornalisti e degli altri creatori di contenuto. L’informazione è un bene pubblico. Un servizio pubblico costruttivo e significativo non si basa sull’opacità, ma sulla trasparenza delle fonti, sull’inclusione dei soggetti coinvolti e su uno standard elevato di qualità. Tutti siamo chiamati a cooperare»”.
“Rimanere nei fatti significa indirizzare la storia degli uomini verso il suo riscatto, perché sia storia riscattata dal male, dalla menzogna, dall’ingiustizia. Perché sia storia carica di frutti di bene, di vita, di uguaglianza, di gioia, di speranza” ha concluso Monsignor Lorefice.
Numerosi i giornalisti presenti alla iniziativa che il Vescovo ha proposto di renderla un appuntamento fisso ogni anno.
“Un momento che, come giornalisti, abbiamo vissuto con intensità e gratitudine – ha detto Roberto Immesi, presidente dell’Ucsi Palermo – grazie anche alle tante presenze: il vicepresidente nazionale Mimmo Interdonato, quello regionale Gaetano Rizzo, il presidente dei garanti Antonio Foti, il presidente dell’Inpgi Roberto Ginex, la segretaria Fnsi Alessandra Costante, il consigliere Inpgi Vincenzo Lombardo, il segretario dell’Odg Sicilia Filippo Mulé, i revisori dell’Odg Sicilia Vittorio Corradino e Salvo Messina, il revisore Ucsi Gian Piero Corso, il revisore Ucsi Sicilia Luca Insalaco, il segretario di Assostampa Palermo Gianluca Caltanissetta, il consigliere Fnsi Giancarlo Macaluso. E ancora le socie e i soci dell’Ucsi Palermo ma anche tanti colleghi come Giulio Francese, Giuseppe Marinaro, Marta Genova, Leone Zingales, Peppino Lo Bianco, Francesco Inguanti, suor Fernanda Di Monte, Gabriella Ruiz”. (GPC)
Fonte e foto da chiesadipalermo.it
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