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Vitalizi lucani, la sfida alla casta, le associazioni: «Privilegio inaccettabile»

  • Postato il 18 giugno 2026
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  • Di Quotidiano del Sud
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Vitalizi lucani, la sfida alla casta, le associazioni: «Privilegio inaccettabile»

Il Quotidiano del Sud
Vitalizi lucani, la sfida alla casta, le associazioni: «Privilegio inaccettabile»

Vitalizi lucani, la sfida alla casta, le associazioni denunciano «un privilegio inaccettabile». Consegnata la richiesta alla Consulta per abrogare i mini-assegni ai consiglieri.


I vitalizi della discordia tornano a scuotere i palazzi della politica lucana, ma questa volta la società civile ha deciso di tirare dritto fino alle urne. Nonostante il parziale dietrofront del Consiglio regionale, che ha recentemente cancellato la retroattività dei mini-assegni per evitare il tracollo d’immagine, la mobilitazione popolare non si ferma. Ieri mattina a Potenza, i rappresentanti del Comitato promotore hanno consegnato ufficialmente alla Consulta della Garanzia Statutaria della Regione Basilicata il nuovo quesito per il referendum abrogativo. L’obiettivo è uno solo: cancellare definitivamente l’articolo 11-quinquies della legge regionale n. 38/2002. Si tratta della norma, reintrodotta prima con la legge di stabilità a fine 2025 e poi ritoccata a febbraio 2026, che ha resuscitato i vecchi privilegi camuffandoli sotto la dicitura tecnica di “indennità di funzione” differita per gli ex consiglieri.

LA NOTA DEL COMITATO PROMOTORE E LA DENUNCIA: « VITALIZI LUCANI UN PRIVILEGIO INACCETTABILE»

Una mossa formale che riapre lo scontro frontale tra la cittadinanza e l’Assemblea legislativa dopo la bocciatura tecnica del primo quesito a marzo. Il Comitato, composto da esponenti di spicco dei sindacati e del mondo associativo lucano – tra cui Michele Sannazzaro, Paolo Pesacane, Angelo Summa e Rosario Gigliotti – ha diffuso una nota durissima che fotografa la distanza tra i palazzi e la realtà quotidiana dei cittadini.

«Nonostante la modifica della legge che ha annullato la retroattività della “indennità” e la presa di coscienza da parte dei consiglieri regionali che non hanno presentato richiesta del mini vitalizio nei termini stabiliti, sta di fatto che si tratta di un privilegio inaccettabile a fronte della grave crisi economica e sociale in cui si trova la nostra regione, con lavoratori precari, giovani, pensionati e famiglie che non riescono ad arrivare a fine mese» si legge nel testo ufficiale. Un quadro lucano reso ancor più drammatico «dal contesto internazionale e dal caro energia».

LA STRATEGIA LEGALE CONTRO IL MURO DI GOMMA DELLE ISTITUZIONI

La battaglia non e solo contro i costi della politica, ma punta a scardinare il “muro di gomma” istituzionale che da anni blocca gli strumenti di democrazia diretta in Basilicata. Lo Statuto regionale, approvato ormai nel lontano 2017, prevede il diritto al referendum, ma il Consiglio non ha mai varato una legge attuativa per permettere ai cittadini di votare. Per aggirare questo ostacolo, i promotori hanno attivato una strategia legale basata sulla vecchia legge regionale n. 40 del 21 maggio 1980, evidenziando che la norma è «ancora in vigore e applicabile». L’appello finale è un manifesto politico per il futuro della regione: «La legge va abrogata, affinché non vi siano privilegi di alcun tipo anche in futuro». Ora la palla passa alla Consulta statutaria.

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