Virus West Nile e Usutu, uccisione di 350 tra cornacchie, gazze e ghiandaie. Animalisti: “Ennesima decimazione di animali selvatici
- Postato il 14 giugno 2026
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- Di Il Vostro Giornale
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Liguria. “Gli animali selvatici si preparano ancora una volta a pagare il prezzo delle scelte della Regione Liguria. Con un decreto dell’11 giugno è stata autorizzata l’uccisione di 350 tra cornacchie, gazze e ghiandaie: le prime due catturate tramite trappole, le seconde abbattute con armi da fuoco e successivamente conferite all’Istituto Zooprofilattico per le analisi previste”.
Lo affermano il Partito Animalista Italiano (PAI) e l’Osservatorio Savonese Animalista (OSA).
“La motivazione indicata è la prevenzione della diffusione del virus West Nile e del virus Usutu, patologie trasmesse dalle zanzare e per le quali queste specie vengono considerate possibili vettori epidemiologici”.
Il Partito Animalista Italiano (PAI) e l’Osservatorio Savonese Animalista (OSA) ribadiscono che “la tutela della salute pubblica deve rappresentare una priorità assoluta per le istituzioni. Tuttavia, ritengono legittimo domandarsi se l’ennesima risposta basata sull’abbattimento di centinaia di animali sia davvero l’unica strada percorribile e se il principio di proporzionalità sia stato pienamente rispettato”.
“Secondo i dati disponibili, nel 2025 in Liguria è stato registrato un solo caso di virus West Nile e nessun caso di virus Usutu. Alla luce di questi numeri, appare quantomeno discutibile la scelta di ricorrere al livello massimo di abbattimenti consentito dalle direttive di riferimento, senza che siano state illustrate in modo chiaro all’opinione pubblica le ragioni che hanno portato ad adottare il provvedimento più severo possibile”.
“Ancora una volta si assiste a una gestione della fauna selvatica che sembra privilegiare l’eliminazione degli animali piuttosto che investire con decisione in prevenzione, monitoraggio, ricerca e strategie non cruente. Una tendenza che da anni caratterizza numerosi interventi sulla fauna ligure”.
“Lo stesso approccio riguarda i cormorani, spesso indicati come responsabili della diminuzione dei pesci destinati alla pesca sportiva. Nel 2025 erano state autorizzate 100 uccisioni; nel 2026 il numero è salito a 112”.
“Quando si parla di animali selvatici, la soluzione proposta è quasi sempre la stessa: abbattere. Si uccidono cinghiali, lupi, cormorani, corvidi e molte altre specie, mentre il dibattito sulle alternative resta troppo spesso marginale. Una società davvero moderna dovrebbe investire maggiormente nella prevenzione, nella convivenza e nella gestione scientifica dei problemi, ricorrendo all’abbattimento solo come estrema e comprovata necessità. La fauna selvatica non può continuare a essere considerata una variabile sacrificabile ogni volta che emergono criticità ambientali, sanitarie o economiche. Gli animali fanno parte del patrimonio naturale di tutti i cittadini e meritano rispetto, tutela e politiche più lungimiranti” concludono le associazioni animaliste.