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Violenze, sanità e scuola: 80 i casi gestiti dal Garante dell’Infanzia, il 17% nel savonese

  • Postato il 12 maggio 2026
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  • Di Il Vostro Giornale
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Violenze, sanità e scuola: 80 i casi gestiti dal Garante dell’Infanzia, il 17% nel savonese

Il Consiglio regionale ha preso atto all’unanimità della relazione sulle attività del Garante dei diritti per l’infanzia e l’adolescenza – anno 2025 – da parte di Guia Tanda. Il Garante regionale dei diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza opera per la promozione, la protezione e la pubblica tutela dei diritti dei minori, tenendo conto del loro superiore interesse.

Nel corso del 2025 sono stati presi in carico 29 nuovi casi individuali, oltre a un fascicolo collettivo sanitario contenente oltre 50 segnalazioni relative alle liste d’attesa e all’accesso alle cure, per un totale stimato di circa 80 segnalazioni gestite dall’Ufficio del Garante.

Le categorie tematiche dei casi individuali presentano in alcuni casi sovrapposizioni (ad es. casi sia sanitari sia scolastici): i 29 casi si distribuiscono in 31 classificazioni tematiche complessive. L’Ufficio ha svolto attività di monitoraggio dei fascicoli del Tribunale per i Minorenni (circa 20 procedimenti) e di gestione delle problematiche connesse ai tutori e ai MSNA (circa 35 pratiche).

Riepilogo tematico dei casi 2025: Sanità e Accesso alle Cure (8 casi pari al 25,8% del totale); Tematiche Scolastiche ed Educative (7 casi pari al 22,6% del totale; Sostegno ai Minorenni in Situazioni Critiche (9 casi pari al 29 del totale); Discriminazione e Integrazione (3 casi pari al 9,7% del totale); Adozione e Post-adozione (2 casi pari al 6,5% del totale); Diritti Civili e Iniziative (2 casi pari al 6,5% del totale).

Il numero di casi individuali sanitari si è ridotto rispetto al 2024 (da 15 a 8), a conferma dell’efficacia delle prassi adottate. Tuttavia, il volume complessivo degli interventi in ambito sanitario è significativamente aumentato grazie al fascicolo collettivo con oltre 50 segnalazioni sulle liste d’attesa, che ha determinato un impatto positivo a beneficio di un numero molto più ampio di famiglie.

L’attività sul territorio – Distribuzione territoriale dei casi: i 29 casi individuali si distribuiscono su tutto il territorio regionale, con prevalenza nella provincia di Genova (48%), seguita da casi a rilevanza nazionale o interregionale (21%), dalla provincia di Savona (17%) e dalle province di La Spezia e Imperia (7% ciascuna).

L’esperienza dei Tutori volontari di minori stranieri (MSNA) – Secondo i dati del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, la Liguria registra circa 600 MSNA al 30 giugno 2025, pari al 3,7% del totale nazionale. Il quadro regionale si inserisce in un sistema di accoglienza particolarmente sollecitato e caratterizzato da una significativa presenza di strutture di prima accoglienza. Il Comune di Genova è il principale ente di presa in carico del territorio. Al 16 dicembre 2025 i MSNA in carico al Comune ammontavano a 507, con una presenza superiore all’intero 2024 per effetto di un minor numero di uscite e di una permanenza più prolungata nel sistema di accoglienza.

Il Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza della Regione Liguria ha svolto nel 2025 due edizioni dei corsi di formazione per tutori volontari MSNA (giugno e ottobre), formando complessivamente 41 nuovi tutori, dei quali 38 sono stati inseriti nell’elenco del Tribunale per i Minorenni.

In seguito, il Consiglio regionale ha preso atto all’unanimità della relazione sull’attività svolta dal Garante dei diritti delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale – anno 2025 – da parte di Doriano Saracino. Al 31 dicembre 2025 negli istituti di pena della Liguria c’erano 1398 detenuti rispetto alla capienza stimata di 1111, con un sovraffollamento del 125,8%. Di questi 1398 detenuti, 70 sono donne e 752 sono stranieri. La Liguria rientra nella fascia medio-alta insieme a Emilia-Romagna, Marche, Umbria, Lazio, Abruzzo, Campania e Basilicata. In Liguria gli istituti con il maggior indice di sovraffollamento sono: Genova Pontedecimo (53° istituto su 189 in Italia) seguito da Genova Marassi e La Spezia (rispettivamente 94° e 95°).

Nel corso del 2025 il Garante ha visitato ripetutamente gli istituti liguri, effettuando colloqui, alcuni ripetuti, con 313 persone detenute. Alle segnalazioni giunte tramite i colloqui, occorre sommare le 56 richieste giunte per posta e quelle giunte telefonicamente o per posta elettronica da familiari e legali delle persone detenute.

Tra le segnalazioni ricevute molte riguardano la tutela della salute, in particolare la gestione delle situazioni di patologie che necessitano di un intervento chirurgico o di trattamenti riabilitativi fisioterapici o ancora uno specifico regime alimentare. Il paziente in carcere ha spesso difficoltà ad accedere alle informazioni sulla propria salute: in alcuni istituti i referti degli esami medici non sono consegnati all’interessato, che non ha notizie, neppure indicative, sulle tempistiche di interventi e visite specialistiche prenotati.

Molti istituti non sembrano attrezzati per la gestione di pazienti disabili: a Pontedecimo, ove si può apprezzare la presenza di una cella per disabili che in altri istituti è assente, attività come la scuola, i laboratori, il teatro e il cortile sono ai piani inferiori, non raggiungibili da parte di chi si muove in carrozzina in quanto manca l’ascensore.

Molte delle segnalazioni hanno riguardato il tema del lavoro. Il modello prevalente è di tipo “domestico” con lavori che vanno dalle pulizie alla cucina e portavitto, lavanderia e manutenzione del fabbricato. Sono lavori a rotazione, che non garantiscono né uno stipendio adeguato – la retribuzione è normativamente inferiore di un terzo a quella contrattuale – né una qualifica spendibile al di fuori dell’istituto. Il sistema di lavoro a rotazione, inoltre, non viene considerato dall’Inps come requisito sufficiente per il riconoscimento della Naspi per i periodi di disoccupazione.

Per ragioni che vanno dall’igiene al sovraffollamento, è opinione del Garante regionale che una revisione architettonica degli istituti liguri sia necessaria e non procrastinabile. Per quanto riguarda le richieste di trasferimento reiterate, secondo il Garante la continua riallocazione è un ostacolo per la continuità dei programmi di trattamento volti alla risocializzazione del detenuto, genera difficoltà nel riconoscimento delle legittime strutture di autorità e mina la costruzione di un rapporto di fiducia con i funzionari giuridico pedagogici, gli altri operatori che a vario titolo prestano servizio in istituto e in generale le figure di ascolto.

Il Consiglio regionale ha, inoltre, preso atto all’unanimità della relazione sull’attività svolta dal Garante per la tutela delle vittime di reato nell’anno 2025, Andrea Campanile. Dalla raccolta ed elaborazione dei dati dell’ultimo anno, si è rilevato un incremento dei reati informatici evidenziando, pertanto, la necessità di fornire ai cittadini (in particolare alle fasce più anziane) una ulteriore maggiore conoscenza e comprensione degli strumenti digitali al fine di un uso maggiormente consapevole delle tecnologie digitali e dei mezzi di comunicazione.

Autore
Il Vostro Giornale

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