Violenza economica, a Bari la mostra fotografica che dà voce alle donne
- Postato il 31 agosto 2026
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Il Quotidiano del Sud
Violenza economica, a Bari la mostra fotografica che dà voce alle donne
“Economic Violence: Victim Speaks!”, si inaugura a Bari la mostra fotografica di Olga Diasparro che racconta le donne vittime di violenza economica; prosegue il progetto “Second Life” dell’APS G.I.R.A.F.F.A.
Un abuso subdolo, invisibile ma capace di azzerare l’autonomia personale e finanzaria delle donne: la violenza economica si racconta attraverso le immagini della mostra fotografica “Economic Violence: Victim Speaks!“, curata dall’avvocata e fotografa Olga Diasparro. L’esposizione si inaugura oggi, lunedì 31 agosto alle 18:30, al Centro Polifunzionale per gli Studenti dell’Università degli Studi di Bari in Piazza Cesare Battisti. Inserito nell’ambito di “Second Life” — progetto promosso dall’APS G.I.R.A.F.F.A. e sostenuto da Fondazione Con il Sud per il contrasto ai maltrattamenti di genere —, il percorso espositivo sarà visitabile fino al 5 settembre. L’evento di apertura vedrà la partecipazione delle istituzioni partner e la consegna del “Bollino Etico” a quattro realtà imprenditoriali del territorio virtuose nell’inserimento socio-lavorativo e nel riscatto di donne sopravvissute ad abusi e tratta.
LA VIOLENZA ECONOMICA
Attraverso una serie di ritratti fotografici, il progetto dà voce alle storie di donne che hanno vissuto sulla propria pelle la violenza economica: una delle forme di abuso più diffuse e allo stesso tempo meno riconosciute, meno visibile rispetto ad altre ma non per questo meno pervasiva. Si manifesta attraverso il controllo dello stipendio, la privazione dei beni di prima necessità, la manipolazione finanziaria o l’impedimento all’accesso al lavoro: comportamenti mirati a rendere la vittima dipendente e priva di autonomia, che agiscono nel tempo e spesso intrappolano le donne in relazioni abusive, private dei mezzi per potersene allontanare.
Ogni immagine della mostra restituisce un’esperienza di dolore, ma anche un percorso di resistenza e di rinascita. L’esperienza dell’autrice presso il Centro Antiviolenza “Paola Labriola” dell’APS G.I.R.A.F.F.A. ha reso possibile un contatto diretto con le storie delle vittime, dando origine a un lavoro che traduce in immagini gli atteggiamenti più ricorrenti della violenza economica e le sue conseguenze, spesso durature, sulla vita di chi la subisce.
LA MOSTRA E IL BOLLINO ETICO
A introdurre la mostra, insieme con l’autrice Olga Diasparro, saranno Maria Pia Vigilante presidente dell’APS G.I.R.A.F.F.A., Francesca Romana Recchia Luciani delegata alle politiche di genere dell’Università di Bari, e Teresa Masciopinto presidente di Fondazione Finanza Etica.
Nel corso dell’inaugurazione sarà inoltre consegnato il BOLLINO ETICO, il riconoscimento che G.I.R.A.F.F.A. attribuisce alle imprese che si impegnano concretamente per l’inserimento socio-lavorativo delle donne vittime di violenza, a quattro nuove realtà: la cooperativa sociale RI.GI.O.I.RE (Ricostruire Giustizia opportunità Inclusione Relazioni Emancipazione) nata a fine luglio da operatrici dell’APS G.I.R.A.F.F.A. e da donne vittime di violenza e di tratta per favorirne l’inserimento socio-lavorativo e l’autonomia economica; Biellebi srl, azienda leader nei prodotti da forno, partner di Second Life, che ha già accolto due donne con borsa lavoro.
E poi Ana Auxiliadora Estrela fondatrice, insieme con la figlia Laina de Jesus, del panificio-bistrot multietnico “Estrelas Bread & Food”, che da anni si dedica alla formazione, all’inclusione e alla partecipazione, con corsi gratuiti per donne rifugiate, laboratori di panificazione nel carcere femminile di Trani, percorsi di tirocinio, cene di quartiere e iniziative promosse insieme a una rete di associazioni del territorio. In fine Habari We Dorm ostello etico e sociale che nasce dal progetto Habari-nessuno è straniero, la prima struttura ricettiva turistica della città di Bari che ha come mission l’impiego di ragazze/i italiani e stranieri o con vulnerabilità.
UNA RETE CONCRETA E UN PROTOCOLLO D’INTESA
“Con il progetto Second Life abbiamo avuto la possibilità di attuare concretamente la rete tra tutti i soggetti istituzionali e non, per contrastare la violenza di genere con la sottoscrizione del protocollo in Prefettura grazie all’impegno del Prefetto Russo – ha dichiarato la presidente dell’APS G.I.R.A.F.F.A. Maria Pia Vigilante – Abbiamo rafforzato le azioni del CAV con l’apertura dello sportello all’interno della Casa delle Donne del Mediterraneo e ci siamo occupate di un aspetto importante per rendere le donne libere: l’inserimento socio-lavorativo, prima con la società Biellebi di Palo del Colle, partner del progetto, e poi facendo nascere una cooperativa di sole donne RI.GI.O.I.RE che costituirà per noi un punto di partenza per progettualità future.
Occuparsi di donne significa occuparsi di bambine e bambini e del loro benessere in assenza delle mamme. Questo è stato possibile grazie alla nostra partner di progetto, l’Associazione Idee che con Rossella Mesto ha dato alle mamme la possibilità di lavorare in tranquillità e al Percorso Giada dell’Ospedale XXIII che ha preso in carico le bambine ed i bambini vittime di violenza assistita. Alle aziende e società che ci sono vicine assumendo le donne – ha concluso l’avvocata Vigilante – consegneremo un bollino etico per sottolineare l’importanza del coinvolgimento delle donne nel lavoro anche per eliminare il gender gap e raggiungere la parità.
Un ringraziamento particolare va inoltre all’Università degli Studi di Bari e al CREIS – Centro Ricerca per l’Innovazione Sostenibile che ci hanno guidate e valutate nel tenere sempre la barra del timone dritta. Le immagini fotografiche realizzate da Olga Diasparro, restituiscono il senso del progetto nella sua interezza, in ossequio alle 4 “P” della Convenzione di Instanbul: Prevenzione, Protezione, Perseguimento, Politiche integrate”.
IL PROGETTO SECOND LIFE
Second Life è un progetto sostenuto da Fondazione con il Sud nell’ambito del bando “Contrasto alla violenza di genere 2021”. Capofila è l’APS G.I.R.A.F.F.A., in partenariato con Casa delle Donne del Mediterraneo, Azienda Ospedaliera Universitaria Policlinico di Bari, Comune di Bari, I.C. Davanzati-Mastromatteo, IC Japigia 1-Verga, Regione Puglia – Garante dei Diritti del Minore, CREIS – Centro Ricerca per l’innovazione sostenibile, Liceo Scientifico Salvemini, Ordine degli Psicologi della Regione Puglia, Ordine degli Assistenti sociali della Puglia, Ordine dei Giornalisti della Puglia, Roel Odv, Biellebi srl, Università degli Studi di Bari – Dipartimento di Studi Umanistici, Idee aps, Comitato Pari Opportunità degli Avvocati di Bari e Laboratorio COM.
Il progetto ha rafforzato le azioni del Centro Antiviolenza “Paola Labriola”, gestito dall’APS G.I.R.A.F.F.A., per far emergere e accompagnare un maggior numero di donne vittime di violenza maschile verso il recupero della propria autostima – con un focus specifico su alcuni quartieri di Bari dove le donne sono più restie a denunciare – avviando un innovativo percorso di lavoro sulla violenza economica e sull’inserimento socio-lavorativo, che ha coinvolto complessivamente 12 donne con particolari fragilità.
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