Vigilanza Rai, dimissioni di massa: l'ultima pagliacciata della sinistra
- Postato il 2 luglio 2026
- Italia
- Di Libero Quotidiano
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Vigilanza Rai, dimissioni di massa: l'ultima pagliacciata della sinistra
Tutti i componenti di opposizione della commissione di Vigilanza Rai hanno rassegnato le dimissioni. Il passo indietro riguarda, quindi, tutti i membri della bicamerale di M5s, Pd, Iv e Avs. Una decisione che segue il lungo stallo che investe la Vigilanza da oltre un anno, con la maggioranza che ha deciso di disertare buona parte dell'attività ordinaria non avendo mai incassato aperture dall'opposizione per la ratifica di Simona Agnes a presidente della Rai.
"Oggi ho consegnato ai presidenti del Senato e della Camera le mie dimissioni da Presidente della Commissione parlamentare di Vigilanza Rai", ha scritto su Facebook Barbara Floridia, ormai ex presidente della Vigilanza Rai. "È una decisione sofferta ma necessaria e inevitabile. Ho dovuto prendere atto che restare e denunciare non è servito. Non mi resta che dare un segnale forte dinanzi all'arroganza e all'uso spregiudicato che questa maggioranza fa delle istituzioni e delle Commissioni parlamentari. Sento vivo dentro di me l'onore e la disciplina che si devono al ruolo che rappresento, per queste ragioni non posso restare a guardare impotente", conclude.
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Come riporta il Corriere, a fine maggio la commissione aveva indetto una riunione, per scongiurare il prolungato sciopero della fame di Roberto Giachetti, ma i dossier principali erano rimasti congelati. Inoltre, la maggioranza continua a negare la possibilità di audizioni che non siano quelle del ministro della Cultura, Alessandro Giuli, e del responsabile della vendita degli immobili Rai.
I commissari hanno spiegato le motivazioni dietro la loro decisione in una lettera inviata ai presidenti: "La decisione è stata assunta come estrema ratio di fronte al punto di non ritorno in cui si trova oggi la Commissione parlamentare", scrivono. Quella degli ultimi anni è "L’idea di una RAI 'pertinenza' di una maggioranza, e non come bene comune dei cittadini". Dunque, concludono, "non è più possibile restare in Commissione in quanto è venuta meno proprio la parola 'vigilanza'. Un organismo svuotato, incapace di esercitare il proprio ruolo di garanzia, è di fatto diventato complice del declino della più grande azienda culturale del Paese".
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