Videosorveglianza di ultima generazione a Carcare, periferia e vie di accesso al paese più monitorate
- Postato il 3 giugno 2026
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- Di Il Vostro Giornale
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Carcare. Videosorveglianza di ultima generazione a Carcare: il sindaco Rodolfo Mirri e il comandante della Polizia Locale Luca Pignone presentano il progetto di RRM Network, finalizzato a prevenire e contrastare efficacemente fenomeni di vandalismo, inciviltà e microcriminalità.
Carcare sta superando importanti criticità legate all’infrastruttura di trasmissione dati, implementando soluzioni avanzate a 60 GHz, nuovi punti di raccolta del segnale (come quello strategico di San Giovanni del Monte) e installando telecamere multi-focali e multi-ottiche ad altissima definizione, dotate di analisi video intelligente, visione notturna e protezione anti vandalo.
Questi interventi non solo eliminano i “colli di bottiglia” che limitavano l’efficacia del sistema, ma consentono una copertura più capillare del territorio – dal centro storico alle frazioni e alle principali vie di accesso – garantendo immagini fluide, in tempo reale e di qualità forense. Un salto di qualità che rafforza l’azione della Polizia Locale, supporta l’attività investigativa e contribuisce concretamente a elevare la sicurezza percepita dai cittadini.
Negli ultimi tempi Carcare ha dovuto fare i conti con graffiti e danni agli arredi urbani, spesso causati da giovanissimi. Ill sindaco ha dichiarato che “chi rompe paga”: ma come sta reagendo la comunità a questo richiamo alla responsabilità genitoriale?
“Fin dall’inizio ho voluto essere molto chiaro: Carcare è e deve continuare a essere un paese sicuro e rispettoso del bene pubblico. Gli atti vandalici non rappresentano la nostra comunità, ma comportano costi che ricadono su tutti i cittadini.
Ho però apprezzato il comportamento di alcune famiglie che, dopo un episodio di danneggiamento in un’area giochi pubblica, si sono presentate spontaneamente in Comune assumendosi la responsabilità dei fatti e offrendo il risarcimento dei danni – commenta Mirri – Questo è l’approccio corretto: meno conflitto e più educazione civica.
I genitori hanno un ruolo fondamentale nel trasmettere ai ragazzi il rispetto per il territorio e per gli spazi condivisi. Oggi, inoltre, grazie ai sistemi di videosorveglianza, siamo in grado di ricostruire con precisione quanto accade e di individuare i responsabili.”
E prosegue: “I contributi regionali rappresentano un investimento importante per la tutela della collettività. Nelle zone, dove si sono verificati ripetuti episodi di vandalismo, installeremo telecamere di ultima generazione con copertura a 360 gradi. Non si tratta di un controllo invasivo, ma di uno strumento di prevenzione e legalità. Chi rispetta le regole non ha nulla da temere: il nostro obiettivo è garantire maggiore sicurezza, trasparenza e tutela degli spazi pubblici.
Dopo il grave episodio di dicembre 2024 del proiettile recapitato presso la mia abitazione, è apparso evidente quanto sia necessario dotarsi di strumenti efficaci per identificare rapidamente i responsabili, sia dei piccoli atti vandalici sia di episodi potenzialmente più gravi.”
Sull iniziative prioritarie per rassicurare soprattutto le fasce più fragili della popolazione Mirri sottolinea: “Ci troviamo di fronte a fenomeni che non possono essere sottovalutati. Esiste una minoranza di giovani, spesso non residenti, che mette in atto comportamenti intimidatori e aggressivi, creando disagio tra i coetanei e preoccupazione tra i cittadini, in particolare gli anziani. Abbiamo già rafforzato i servizi serali della Polizia Locale, ma è evidente che il solo intervento repressivo non basta. Serve un’azione condivisa tra istituzioni, famiglie e scuola. E’ necessario coordinare interventi concreti per contrastare il degrado, il bullismo e quei fenomeni di microcriminalità che stanno incidendo negativamente sulla qualità della vita nel nostro centro cittadino.”
“In merito all’abbandono improprio dei rifiuti che compromette non solo l’immagine della città, ma anche le condizioni igienico-sanitarie, soprattutto nei mesi più caldi, grazie alla videosorveglianza siamo riusciti a individuare i responsabili di comportamenti reiterati e inaccettabili. Parallelamente stiamo effettuando verifiche sul corretto pagamento della Tari, perché non è giusto che i cittadini onesti debbano sostenere anche i costi generati dall’inciviltà altrui. Su questi temi manterremo la massima fermezza – afferma il sindaco – È prevista una ulteriore installazione di nuovi apparati Axis P1467-LE nelle zone più sensibili dotati di sistemi avanzati di analisi video. Non si tratta di una semplice sostituzione tecnologica, ma di un significativo salto di qualità nel sistema di sicurezza urbana. I nuovi dispositivi integrano funzionalità avanzate di analisi video che consentiranno di supportare in maniera più efficace il lavoro della Polizia Locale e delle Forze dell’Ordine, migliorando la capacità di ricostruzione degli eventi e di identificazione dei responsabili.
La tecnologia, se utilizzata con equilibrio e nel rispetto delle norme, rappresenta uno strumento fondamentale di prevenzione, legalità e tutela della comunità”.
“L’infrastruttura di trasporto dei segnali a Carcare necessitava di un ammodernamento, dal momento che mostrava segni di sofferenza determinati dal fenomeno del cosiddetto “collo di bottiglia” – spiega il comandante Luca Pignone – Il problema era puramente tecnico, ma comportava ricadute operative: una rete satura rallenta la ricezione delle immagini in tempo reale. Con l’aggiornamento tecnologico alla frequenza di 60 GHz sulle tratte principali, come quella tra le vasche dell’acquedotto, via Roma e il Palazzo Comunale, eliminiamo ogni ritardo nel flusso dati. Questo ci permette di avere immagini fluide e ad alta risoluzione proprio nel momento in cui dobbiamo intervenire o monitorare una situazione critica. Il nuovo punto di raccolta a San Giovanni del Monte funge da ‘snodo’ strategico per rilanciare il segnale dalle aree periferiche verso il centro, garantendo che nessuna zona sorvegliata rimanga isolata per mancanza di banda. Sotto il profilo strettamente tecnico-operativo e giuridico, il mio progetto prevede di sfruttare questa dorsale per triangolare il segnale radio, superando i vincoli morfologici del territorio. L’obiettivo è estendere la copertura di sicurezza urbana a quelle frazioni e aree di Carcare storicamente scoperte dalla videosorveglianza comunale. Nello specifico, l’infrastruttura consentirà di vigilare sull’intera zona dei Gaggioni, sulla variante di Via Maestri del Lavoro, sulla frazione Vispa, nonché sulle direttrici di confine con il territorio di San Giuseppe di Cairo e in Via Nizzareto, intercettando i flussi veicolari e pedonali provenienti da Pallare e Biestro. Dal punto di vista del diritto alla sicurezza urbana, questo ampliamento garantisce il principio di capillarità dell’azione di controllo, assicurando pari tutela anche alle zone periferiche e di transito intercomunale”.
“L’obiettivo consiste nella copertura totale della scena d’interesse. Una telecamera multi-ottica permette di riprendere a 360 gradi l’intera rotatoria e le vie d’accesso con un unico dispositivo, evitando angoli ciechi. Per la Polizia Locale, questo significa poter ricostruire con precisione la dinamica di un incidente o identificare con certezza un veicolo sospetto in transito, a prescindere dalla direzione di marcia. Come abbiamo visto per la zona del Ponte Vecchio, questi dispositivi di ultima generazione sono fondamentali non solo per la prevenzione, ma anche per fornire all’autorità giudiziaria prove nitide e inconfutabili – sottolinea Pignone – In quest’ottica di efficientamento, è attualmente in corso una specifica attività tecnica di sostituzione, nelle aree sensibili e nei principali varchi d’accesso al centro, delle vecchie telecamere fisse di contesto mono-focali con nuovi dispositivi multifocali ad altissima definizione. Operativamente, questa transizione tecnologica aumenta l’efficacia investigativa e di monitoraggio, permettendo un migliore e più nitido dettaglio nell’individuazione di persone e veicoli sospetti. Ad oggi, tutto il centro del paese è già interamente dotato di tali dispositivi multifocali, e il piano operativo prevede un loro ulteriore incremento in quelle micro-aree che risultano tuttora scoperte, consolidando la continuità della vigilanza urbana sul territorio comunale.”
Domanda: In passato si è discusso molto dell’uso di sistemi mobili come l’Autoscan. Oggi, con una rete di videosorveglianza fissa più potente e dotata di “dome anti vandalo” e visione notturna, come si equilibra l’uso della tecnologia tra la repressione delle infrazioni stradali e la tutela del decoro urbano, come nel caso dell’abbandono rifiuti?
E ancora: “La tecnologia deve essere uno strumento di legalità a tutto tondo, non un mezzo per ‘fare cassa’. Mentre l’Autoscan nasce per verifiche specifiche su assicurazioni e collaudi, il potenziamento della rete fissa con cupole anti sfondamento e alta qualità notturna ci permette di presidiare i punti sensibili della ‘movida’ e del centro storico 24 ore su 24. Questo è diventato essenziale anche per il contrasto all’inciviltà: oggi, grazie alla qualità dei fotogrammi, possiamo accertare violazioni come l’abbandono dei rifiuti direttamente dalle immagini. È una scelta necessaria per garantire che gli sforzi fatti per riqualificare aree come via Abba o le piazze del centro non vengano vanificati da pochi maleducati o malintenzionati. Per delineare chiaramente il quadro operativo e normativo, occorre operare una netta distinzione tecnica e giuridica tra i due sistemi. Il dispositivo mobile Autoscan viene impiegato dalla Polizia Locale per il controllo massivo di un numero cospicuo di veicoli in sosta, ovvero in assenza del conducente e del proprietario. Gli agenti di pattuglia, a seguito della ricezione di un alert automatico dal sistema, procedono alla verifica diretta e alla successiva contestazione delle violazioni. Tali sanzioni vengono regolarmente comminate ed emesse ai sensi e per gli effetti dell’art. 201 del Codice della Strada, che disciplina i casi di impossibilità della contestazione immediata. Al contrario, la rete di videosorveglianza fissa comunale persegue specifiche finalità istituzionali relegate in via esclusiva alla sicurezza urbana e alla vigilanza del territorio. In questo alveo, l’attività di contrasto al fenomeno dell’abbandono dei rifiuti viene oggi individuata e perseguita sulla base delle recenti modifiche apportate al Testo Unico dell’Ambiente (D. Lgs. 152/2006), il quale ha riformulato la rilevanza penale di tali condotte anche per i privati. L’iterazione di tali controlli avviene secondo specifiche modalità operative interne che garantiscono il pieno e rigoroso rispetto delle normative europee sulla Privacy (GDPR UE 2016/679) e dei provvedimenti del Garante, bilanciando l’efficacia dell’azione sanzionatoria con la tutela dei dati personali dei cittadini”.