Vibo, scontro in Consiglio sui depositi costieri, salta la proposta di una task force
- Postato il 23 giugno 2026
- Notizie
- Di Quotidiano del Sud
- 0 Visualizzazioni
- 7 min di lettura
Il Quotidiano del Sud
Vibo, scontro in Consiglio sui depositi costieri, salta la proposta di una task force
Acceso dibattito in Consiglio sul Piano di emergenza esterno che riguarda la Meridionale Petroli, titolare dei depositi costieri al porto di Vibo Marina, con l’opposizione che parla di “effetto domino” e invoca la sicurezza dell’area e il sindaco Romeo che cerca di stringere i tempi per la svolta
VIBO VALENTIA – Un Consiglio comunale straordinario e urgente, quello di ieri, convocato in un clima di forte apprensione a ridosso della stagione estiva, ha riacceso i riflettori sulla sicurezza industriale e sul destino urbanistico della frazione Marina dove al centro del dibattito politico, sollevato compattamente dai gruppi di minoranza, si incrociano due scadenze cruciali: la procedura di aggiornamento del Piano di Emergenza Esterna (P.E.E.) dello stabilimento “Meridionale Petroli S.r.l.” – le cui osservazioni pubbliche scadranno inderogabilmente il 28 giugno 2026 – e la richiesta di una mappatura integrata dei rischi che includa anche il limitrofo depositi costieri dell’Eni situato in Viale delle Industrie.
L’iniziativa assembleare, nata dall’ordine del giorno sottoscritto da undici consiglieri comunali di Forza Italia, Fratelli d’Italia, Cuore Vibonese, Insieme al Centro e Identità Territoriale, ha costretto l’aula a confrontarsi su scenari di emergenza, simulazioni di evacuazione e, soprattutto, sulle strategie finanziarie necessarie per sbloccare lo storico trasferimento dei colossi petroliferi fuori dal tessuto urbano e portuale.
DEPOSITI COSTIERI A VIBO MARINA: L’AFFONDO DELL’OPPOSIZIONE CONTRO L’ESECUTIVO
I firmatari dell’ordine del giorno hanno insistito sulla necessità che l’istituzione comunale esamini i dettagli del nuovo piano della Prefettura prima della scadenza dei termini per le osservazioni cittadine. Lo sguardo delle minoranze, tuttavia, ha abbracciato l’intero perimetro industriale retroportuale. Il timore principale sollevato in aula riguarda il cosiddetto “effetto domino”: la stretta vicinanza geografica tra la Meridionale Petroli e i serbatoi dell’Eni potrebbe amplificare drammaticamente le conseguenze di un singolo incidente rilevante. Eventi catastrofici come incendi, esplosioni o rilasci di idrocarburi e sostanze pericolose in uno dei due siti rischierebbero di attivare una reazione a catena, con ripercussioni immediate sulle aree residenziali densamente popolate che circondano il polo industriale.
A rendere la discussione ancora più urgente è il fattore stagionale. L’opposizione ha ricordato in Consiglio che con l’arrivo dell’estate la popolazione di Vibo Marina sperimenta un massiccio incremento demografico in quanto al flusso dei residenti storici si sommano migliaia di turisti, diportisti, frequentatori del porto e avventori degli stabilimenti balneari e delle attività commerciali. Davanti a questa improvvisa concentrazione di persone, la tenuta delle vie di fuga, l’efficacia dei sistemi di allertamento acustico, l’individuazione delle aree di raccolta e la fluidità nel coordinamento dei soccorsi non possono più essere trattate come questioni puramente burocratiche, ma richiedono verifiche operative sul campo.
IL SINDACO ROMEO: «LA PRIMA BOZZA DEL PEE AVREBBE PARALIZZATO LA CITTÀ»
Chiamato a riferire, il sindaco Enzo Romeo ha risposto difendendo la concretezza dell’azione della sua Giunta, rifiutando logiche improntate agli slogan e svelando un retroscena inedito sulle complesse trattative intercorse con i tavoli istituzionali. Il primo cittadino ha rivelato che la primissima bozza del Piano di Emergenza Esterno giunta sul tavolo della Prefettura avrebbe avuto un impatto paralizzante e devastante sull’intera frazione costiera, poiché prevedeva una viabilità d’emergenza ridotta a sole due corsie totali – una d’andata e una di ritorno – abbinata alla chiusura permanente di Via Vespucci. Romeo ha spiegato di essere intervenuto presso il Prefetto, evidenziando che una simile configurazione avrebbe gettato la comunità nel caos e costretto lo stesso sindaco a valutare drastiche decisioni politiche.
Tramite l’intervento del Comune, le prescrizioni del P.E.E. sono state modificate e ricondotte a un assetto decisamente meno disagevole per la mobilità e la vita quotidiana dei cittadini. Il sindaco di Vibo ha comunque precisato in Consiglio di aver chiesto che venisse messo a verbale come l’adozione di questo piano protettivo, pur configurandosi come un atto dovuto per legge a tutela della pubblica incolumità, rappresenti l’ennesima dimostrazione tangibile dell’assoluta incompatibilità di tali depositi con il porto, confermando l’urgenza di un loro allontanamento definitivo.
IL VERTICE PRIVATO TRA IL SINDACO E IL PRESIDENTE DELLA MERIDIONALE PETROLI
Il passaggio più significativo della relazione del sindaco ha riguardato il futuro a medio termine dell’area retroportuale. Romeo ha informato l’aula di aver tenuto un vertice cruciale e strettamente riservato con il presidente della Meridionale Petroli, Ammaturo, alla presenza dei rappresentanti del Ministero competente e dell’Autorità di Sistema Portuale. In quel tavolo l’azienda ha ufficialmente abbandonato le storiche resistenze, dichiarandosi disponibile a sottoscrivere un protocollo d’intesa operativo per lo spostamento dei depositi, riconoscendo la serietà dei punti di partenza fissati dal Comune.
ROMEO IN CONSIGLIO ANNUNCIA IL COINVOLGIMENTO DEI PARLAMENTARI VIBONESI
Per stringere i tempi e blindare l’operazione, l’amministrazione comunale ha attuato una precisa mossa strategica sulle leve giuridiche ed economiche. La durata della concessione demaniale alla società petrolifera si ridurrebbe drasticamente: non più 15 anni come richiesto originariamente, ma appena quattro anni, un orizzonte temporale vincolante entro il quale tutte le parti dovranno completare l’iter di trasferimento. Per superare lo scoglio principale, rappresentato dai massicci investimenti necessari, Romeo ha attivato un asse politico diretto con Roma, coinvolgendo l’onorevole Giuseppe Mangialavori, presidente della Commissione Bilancio della Camera dei Deputati, il quale ha assicurato il proprio sostegno per l’intercettazione delle risorse finanziarie pubbliche.
L’operazione prevede una precisa sequenza tecnica e urbanistica. Nei prossimi tre o cinque mesi, l’Autorità di Sistema Portuale elaborerà uno studio di fattibilità per quantificare i costi esatti delle bonifiche ambientali e della complessa condotta sotterranea necessaria al funzionamento dei nuovi impianti. La destinazione finale si è individuata nell’area industriale di Portosalvo. Questo sito strategico è oggetto di un imponente intervento di messa in sicurezza dal rischio idrogeologico elevato, grazie a un finanziamento di 18 milioni di euro ottenuto dalla Protezione Civile. Non appena i cantieri per la sicurezza del suolo a Portosalvo saranno operativi, la Meridionale Petroli sarà obbligata a far partire il proprio piano aziendale di ricollocamento. Secondo la visione della Giunta, l’allontanamento definitivo delle cisterne spianerà la strada al rilancio turistico e alla rigenerazione urbana di Vibo Marina.
IL CONSIGLIO RESPINGE L’ISTITUZIONE DI UNA TASK FORCE PER DEPOSITI E PEE
Il dibattito in aula sui Depositi e sul Pee non si è concluso con una sintesi unitaria: il Consiglio comunale infatti non ha votato una delibera dell’opposizione che impegnava il sindaco di Vibo e la giunta a incaricare formalmente gli uffici tecnici comunali affinché attivino un raccordo immediato con la Protezione Civile.
L’obiettivo era la redazione di una corposa relazione tecnica indipendente che valuti il rischio industriale complessivo dell’area urbana e costiera di Vibo Marina. Questo studio non si sarebbe limitato a recepire i singoli piani aziendali, ma avrebbe esaminato in modo specifico l’impatto cumulativo dei depositi e le variabili legate all’effetto domino in caso di sinistro.
La Giunta, inoltre, avrebbe avuto l’obbligo di riferire con cadenza periodica di fronte all’assise cittadina per aggiornare la cittadinanza sia sull’evoluzione delle indagini tecniche di sicurezza sia sullo stato di avanzamento delle trattative per il trasferimento degli impianti a Portosalvo. Ma, come detto, il punto non è stato votato.
Il Quotidiano del Sud.
Vibo, scontro in Consiglio sui depositi costieri, salta la proposta di una task force