Vibo, la Regione revoca oltre 2 milioni per “Luce nelle periferie”
- Postato il 7 settembre 2026
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Vibo, la Regione revoca oltre 2 milioni per “Luce nelle periferie”
VIBO VALENTIA – Il Comune di Vibo Valentia perde il finanziamento da 2 milioni 390 mila 145,87 euro destinato al progetto “Luce nelle periferie”. La Regione Calabria ha infatti annullato in autotutela l’ammissione dell’intervento al programma P.Art.E.C.I.P.O. – “Programmi Articolati e Coordinati in Periferie Organizzate”, cancellandolo dalla graduatoria definitiva degli interventi finanziati attraverso il Programma regionale FESR FSE+ 2021-2027.
La decisione è contenuta nel decreto dirigenziale numero 14757 dell’1 settembre 2026, adottato dal Dipartimento regionale per l’Inclusione sociale, la Sussidiarietà e il Welfare di Comunità.
Alla base del provvedimento c’è una carenza documentale relativa alla candidatura presentata. Nel fascicolo trasmesso alla Regione mancava la specifica dichiarazione del Responsabile unico del progetto (RUP), richiesta dall’avviso pubblico a pena di inammissibilità.
Il caso è emerso nell’ambito dei ricorsi presentati al Tar della Calabria dai Comuni di Rosarno, Montalto Uffugo e Catanzaro contro gli atti della procedura. In particolare, il Comune di Catanzaro aveva contestato una presunta disparità di trattamento rispetto a Vibo Valentia, ammessa al finanziamento nonostante, secondo il ricorso, fosse presente una situazione documentale analoga.
La Regione, alla luce dei ricorsi, ha quindi disposto un riesame della documentazione. Il nuovo esame, effettuato dalla Commissione di valutazione il 24 luglio scorso, ha accertato che nel fascicolo di Vibo non risultava la dichiarazione del RUP prevista dal bando. Il file denominato “Dichiarazione RUP – Conformità interventi” conteneva infatti, secondo quanto verificato dalla Commissione, un documento diverso: la dichiarazione relativa al rispetto del principio DNSH. Da qui l’avvio, il 27 luglio, del procedimento di annullamento in autotutela dell’ammissione al finanziamento.
Il Comune di Vibo Valentia aveva presentato le proprie controdeduzioni, chiedendo in via principale l’archiviazione del procedimento e, in subordine, la possibilità di regolarizzare la documentazione attraverso il soccorso istruttorio o la convalida dell’ammissione. Nelle osservazioni l’amministrazione comunale aveva sostenuto che si fosse trattato di un errore materiale di caricamento: il documento presente nel fascicolo avrebbe avuto la corretta denominazione, ma al suo interno sarebbe stato inserito per errore l’allegato DNSH. Il Comune aveva inoltre evidenziato l’esistenza di atti precedenti relativi alla disponibilità e alla destinazione degli immobili coinvolti nel progetto, tra cui quelli della delegazione di Piscopio e di Vena Media.
Argomentazioni che, però, la Regione non ha ritenuto sufficienti. Secondo il decreto, infatti, occorre distinguere tra l’esistenza materiale delle condizioni dichiarate e l’obbligo, imposto dall’avviso, di produrre entro il termine la specifica attestazione sottoscritta dal RUP. Il nome del file, si legge nel provvedimento, non può sostituire il contenuto effettivo del documento. Respinta anche la possibilità di ricorrere al soccorso istruttorio. Per la Regione non si trattava di una semplice incompletezza o irregolarità formale, ma dell’assenza vera e propria della dichiarazione richiesta. Una sua produzione successiva avrebbe quindi comportato la formazione e trasmissione postuma di un documento essenziale, incidendo sulle condizioni di ammissibilità della candidatura e sulla parità di trattamento tra i partecipanti.
La Regione ha inoltre valutato l’affidamento maturato dal Comune dopo l’ammissione, considerando la sottoscrizione della convenzione del 15 luglio 2026, la dichiarazione di avvio delle attività e la richiesta di anticipazione. Tuttavia, nel bilanciamento degli interessi, ha ritenuto prevalente l’interesse pubblico alla corretta applicazione delle regole del bando e alla parità di trattamento tra tutti i soggetti partecipanti.
Il decreto dispone così l’annullamento della precedente ammissione, l’esclusione di “Luce nelle periferie” dalla graduatoria definitiva e la rimozione del finanziamento da 2.390.145,87 euro. Di conseguenza diventa inefficace anche la convenzione sottoscritta tra Regione Calabria e Comune di Vibo Valentia il 15 luglio scorso, repertorio numero 3625. Resta ora da capire quale sarà la destinazione delle risorse liberate. La Regione ha previsto che un eventuale scorrimento o una rideterminazione della graduatoria, così come l’assegnazione delle somme rese disponibili, venga disposto con un successivo provvedimento, previa verifica delle condizioni previste dall’avviso e della disponibilità finanziaria.
Il Comune di Vibo Valentia, dal canto suo, potrà impugnare il provvedimento davanti al Tribunale amministrativo regionale entro 60 giorni. Oppure presentare ricorso straordinario al Presidente della Repubblica entro 120 giorni.
Il Quotidiano del Sud.
Vibo, la Regione revoca oltre 2 milioni per “Luce nelle periferie”