Vibo, la rabbia degli agricoltori: «Diteci a chi ci avete venduto»
- Postato il 6 ottobre 2026
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Il Quotidiano del Sud
Vibo, la rabbia degli agricoltori: «Diteci a chi ci avete venduto»
Caro carburanti, la protesta degli agricoltori. A Vibo la rivolta del gasolio mette sotto assedio i depositi. E dai bar di Vibo Marina arrivano i cornetti per i manifestanti
VIBO VALENTIA – «Diteci a chi ci avete venduto, diteci se dobbiamo bruciare la bandiera italiana». Sono parole durissime e che non lasciano spazio a fraintendimenti, quelle gridate a squarciagola da Antonio Mastroianni, agricoltore lametino giunto insieme ad altri colleghi a Vibo Marina. Decine di trattori e mezzi pesanti, da ieri – lunedì 4 ottobre 2026 – alle prime luci dell’alba, bloccano l’accesso e l’uscita delle autocisterne che fanno rifornimento presso i depositi di carburante di Eni e Meridionale Petroli. Insieme a loro, dall’altra parte della «barricata», gli uomini delle forze dell’ordine giunti sul posto per gestire il delicato momento che si sta vivendo a causa del caro carburante.
VIBO, LA PROTESTA DEGLI AGRICOLTORI
Padri di famiglia, agricoltori e uomini in divisa che oggi, a causa di una situazione giunta al limite, si ritrovano faccia a faccia, senza sapere quale sarà l’esito della vicenda. Ieri mattina, lunedì 4 ottobre 2026, a parlare a nome di tutta la categoria è stato, come già accennato, l’agricoltore di Gizzeria Antonio Mastroianni che, insieme agli altri manifestanti, era partito in piena notte per raggiungere lo strategico snodo stradale, con l’obiettivo di bloccare i rifornimenti di una delle più importanti aree di smistamento della Calabria.
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«MI SENTO UN FALLITO», LE VOCI DI CHI PROTESTA
«Dopo anni di sacrifici all’estero sono rientrato in Italia per costruire un’impresa che desse da vivere non solo a me, ma anche ai miei operai e alle loro famiglie. Oggi, invece, dopo tanti sacrifici, mi sento un fallito, ma tutto questo è inaccettabile!», ha gridato, in preda all’esasperazione, Mastroianni. Titolare di un’impresa agricola e di un frantoio, l’agricoltore di Gizzeria parla a nome dei colleghi presenti sul posto e non lesina critiche all’intera classe politica, regionale e nazionale. «I nostri politici ci hanno venduto al miglior offerente. Noi siamo gente pacifica, che non ama la guerra, oggi però ci troviamo in questa situazione perché paghiamo noi il prezzo di guerre nelle quali non c’entriamo nulla. Ci trattano da ignoranti – prosegue – ma non sanno che ormai nelle nostre famiglie ci sono fior di laureati che capiscono benissimo ciò che sta avvenendo».
LE RAGIONI DELLA PROTESTA DEGLI AGRICOLTORI
I manifestanti rivendicano da settimane diversi punti fondamentali per la sopravvivenza delle loro imprese, ma il principale resta la riduzione del prezzo dei carburanti, giunti a livelli ritenuti inaccettabili. «Ci hanno accusato – continua l’agricoltore – di condividere la protesta insieme a dei delinquenti, ma allora perché questi soggetti, additati come delinquenti, non sono in galera? Noi siamo lavoratori onesti e oggi dovremmo essere nelle nostre campagne a lavorare, invece, per colpa di chi ci amministra, siamo costretti ad abbandonare i nostri terreni e stare qui a manifestare per i nostri diritti».
LA SOLIDARIETÀ, DAI BAR DI VIBO CORNETTI PER GLI AGRICOLTORI
In tutto questo, la protesta sta ormai assumendo contorni sempre più difficili da gestire, sia per gli agricoltori sia per le forze dell’ordine, chiamate a vigilare in un contesto di crisi senza precedenti. Unica nota positiva della giornata è stato l’episodio che ha visto protagonisti i bar di Vibo Marina, che hanno voluto solidarizzare con la protesta degli agricoltori inviando loro vassoi ricolmi di cornetti e caffè.
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