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Vertice UE-Balcani: dal Montenegro l’Unione rilancia l’allargamento, assente la premier Meloni

  • Postato il 5 giugno 2026
  • Di Panorama
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Vertice UE-Balcani: dal Montenegro l’Unione rilancia l’allargamento, assente la premier Meloni

Si è svolto oggi nella città costiera di Tivat, in Montenegro, il vertice Ue-Balcani occidentali. Un summit che ha visto la partecipazione di tutti i principali leader europei, tra cui il francese Emmanuel Macron, il tedesco Friedrich Merz, lo spagnolo Pedro Sanchez e il polacco Donald Tusk, oltre agli alti papaveri dell’Ue (Antonio Costa e Ursula von der Leyen).

Assente di alto rango la premier Giorgia Meloni, inizialmente attesa al vertice, a causa del protrarsi della cerimonia celebrativa del 212° Annuale di Fondazione dell’Arma dei Carabinieri a Reggio Calabria, il “Presidente del Consiglio dei Ministri, Giorgia Meloni, non potrà più partecipare al Vertice Ue-Balcani Occidentali, in corso a Tivat in Montenegro”, si legge in una nota diffusa da Palazzo Chigi.

Si trattava di un appuntamento importante per l’Italia, perché il vertice punta ad accelerare il processo di integrazione dei Paesi dell’area balcanica, con Montenegro, Albania e Serbia come principali indiziati per l’ingresso nell’Unione, più defilati, invece, Bosnia-Erzegovina, Macedonia del Nord e Kosovo.

Si tratta, in ogni caso, di Paesi vicini all’Italia e per cui Roma sostiene con forza una prospettiva di adesione “concreta e credibile”. Prospettiva che il Presidente del Consiglio UE Costa sostiene rimanere una priorità strategica dell’Unione e un investimento nella sicurezza e nella stabilità del continente.

L’agenda del summit

Il summit a Tivat segue quello del dicembre 2022 svoltosi in Albania e vede il Presidente del Consiglio Europeo António Costa e il Presidente montenegrino Jakov Milatović presiedere ai lavori.

Tra i temi trattati vi era anche il Piano di crescita, che ha visto i presenti valutare sia i progressi economici che l’implementazione delle riforme necessarie per sbloccare i finanziamenti europei volti a far convergere le economie locali con il mercato unico UE.

Spazio quindi per la Sicurezza e la Difesa, con l’obiettivo di valutare l’allineamento dei Paesi balcanici alla politica estera e di sicurezza comune (PESC) dell’UE, oltre alla cooperazione militare e supporto tramite lo Strumento europeo per la pace.

Infine tra i temi del vertice vi è stato anche quello del contrasto alla disinformazione e rafforzamento della sicurezza informatica regionale tramite progetti come lo Scudo democratico europeo.

La posizione italiana

Ancor più di Ucraina e Moldavia, i Paesi dei Balcani Occidentali sono il vero focus dell’Italia. I motivi sono facilmente identificabili: oltre ad essere tutti Paesi “amici” di Roma, l’Italia si conferma saldamente come il primo partner commerciale assoluto dell’Albania, assorbendo oltre un quarto dell’interscambio complessivo del Paese.

Roma è invece il secondo partner commerciale nel caso di Montenegro e Serbia, in entrambi i casi dietro la Germania, confermando però l’importanza strategica e commerciale dell’area per il nostro Paese.

Non a caso, secondo fonti di Palazzo Chigi sentite da Adnkronos, il dossier dei Balcani occidentali rappresenta uno dei terreni sui quali l’Italia punta a esercitare una funzione di primo piano all’interno dell’Unione. 

Roma è tra i principali sostenitori dell’accelerazione del processo di adesione, perché un’Unione europea pienamente coesa “non può prescindere dai Paesi dei Balcani occidentali, dalle loro identità e dal loro patrimonio storico”.

L’appuntamento è ora per il 15 giugno, data in cui a lato del Consiglio Affari Esteri dell’UE avrà inizio la Conferenza intergovernativa ufficiale per l’apertura del primo cluster negoziale di adesione per Ucraina e Moldavia.

Il pericolo, a cui l’Italia si oppone, è che questi due Paesi “passino davanti” ad altri più meritevoli di ingresso nell’UE, come lo stesso Montenegro. Ma si sa, spesso e volentieri l’ideologia prende il sopravvento sul buonsenso nei salotti di Bruxelles.

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Panorama

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