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Verona, passo carraio antifascista? "Abbiamo scherzato": la sinistra si copre di ridicolo

  • Postato il 1 giugno 2026
  • Politica
  • Di Libero Quotidiano
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  • 4 min di lettura
Verona, passo carraio antifascista? "Abbiamo scherzato": la sinistra si copre di ridicolo
Verona, passo carraio antifascista? "Abbiamo scherzato": la sinistra si copre di ridicolo

Toh, adesso il Comune di Verona ci ripensa. «Come è emerso», dice infatti l’assessore al Commercio della giunta dem della città veneta Alessia Rotta, «l’esplicita richiesta di sottoscrivere la “clausola antifascista” per la pratica del passo carrabile è un’iperbole. Eventualmente correggeremo il regolamento o la sua applicazione»: ché sì, d’accordo, non è una retromarcia su tutta la linea e non è un contrordine-compagni immediato, però è già qualcosa.

Almeno il Pd veronese si è reso conto della figuraccia. Quella misura (peraltro presentata proprio da Rotta quando era consigliere comunale due anni fa) «aveva un preciso significato e un obbiettivo preventivo sulla scorta di fatti accaduti nel nostro territorio, come raduni o feste inneggianti al fascismo».

 

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L’abbiamo scritto chiaro, qui a Libero, che con ogni evidenza si trattava di una stortura più burocratica che politica, però, signori, a ragionare per ideologie poi si finisce così, col parcheggio bloccato sotto casa e concesso solo a chi è disposto a ripudiare il Ventennio del secolo scorso. Dài, per favore.

«Ci vuole la patente di guida per condurre un’automobile e ci vuole la patente di antifascismo per ottenere un passo carraio», dice invece il deputato di Fratelli d’Italia Giovanni Donzelli: «È l’ennesima follia della sinistra, anziché risolvere i problemi dei cittadini preferisce dedicarsi a queste assurde “battaglie” ideologiche. Cosa c’entra la “clausola antifascista” con un atto amministrativo?».

 

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È stato il nostro quotidiano, due giorni fa, a sollevare la questione, peraltro già denunciata dal consigliere comunale della lista Verona Domani Paolo Rossi: l’autodichiarazione di “antifa”, nel 2024, nella città sull’Adige, era stata integrata alla normativa municipale per l’uso e la concessione degli spazi pubblici. L’idea (già allora contestata dal centrodestra) era chiaramente quella di monitorare le concessioni di sale pubbliche e i gazebo in piazza, è finita però per scontentare diversi residenti che chiedevano solo un diritto di passo carraio sotto casa.

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Autore
Libero Quotidiano

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