Venezia sulle orme di Como: calcio, soldi e idee in Laguna
- Postato il 8 agosto 2026
- Sport
- Di Libero Quotidiano
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Venezia sulle orme di Como: calcio, soldi e idee in Laguna
Il Bosco dello Sport viene su che è una meraviglia. Letteralmente. Il nuovo stadio di Venezia a Tessera, a pochi metri dal nuovo palazzetto che ospiterà la Reyer Venezia basket, è ancora un cantiere ma è già spettacolare. Dovrebbe fare scuola in Italia come impianto che si presenta, si progetta (la firma è di Populous) e si edifica (a guidare il cantiere c’è Costruzioni Bordignon) a passo spedito. Avrà 18.500 posti e dovrebbe essere pronto a inizio 2028, per cui il prossimo sarà l’ultimo campionato intero giocato al caro vecchio Penzo. Il Venezia non ne sarà proprietario ma si è aggiudicato la gestione per i prossimi 40 anni attraverso un canone annuo di 345mila euro più il 2,5% dei profitti. Trattasi di managerialità illuminata sia da parte del sindaco Simone Venturini sia nel club. D’altronde da maggio Francesca Bodie è stata nominata presidente del Venezia, «una dirigente specializzata in management sportivo e sviluppo immobiliare, tra i principali artefici di alcuni dei più importanti progetti infrastrutturali e commerciali nel mondo dello sport», si leggeva nel comunicato d’annuncio. Bodie ha sostituito Duncan Niederauer come presidente, rimasto con una quota di minoranza, ed è arrivata assieme a Tim Leiweke nell’ambito di una raccolta fondi da 100 milioni utile a rafforzare il club. A presentare i due manager è stato Aubrey Graham, in arte Drake, rapper superstar che aveva lavorato con loro prima di salvare il Venezia dalla bancarotta con quei famosi 40 milioni raccolti in pochi giorni. Drake ha un ruolo attivo anche attraverso Nocta, il suo brand nato nell’universo Nike e che da anni firma le maglie del club, sfornando dei gioielli di culto che rendono unico il Venezia nel panorama internazionale. Il progetto ricalca infatti quello del Como, da questo punto di vista: diventare una squadra di culto, sfruttando la città come meta internazionale con un club che ne valorizza le radici locali.
CRESCITA Poi conta la squadra e conterà mantenere la Serie A, anche se il Venezia che promette di crescere è nato dalla retrocessione di due stagioni fa. «Ci ha fatto male e sarebbe stato facile mettere tutto in discussione, ma abbiamo scelto di fare l’opposto perché eravamo convinti di aver costruito basi solide: giocatori forti e legati al territorio», ha spiegato a inizio estate il ds Filippo Antonelli, colui che ha unito le idee di brand mondiale della proprietà all’identità veneziana. A mister Stroppa, rimasto dopo la promozione per dare continuità tecnica, è stato consegnato ieri Sohm, arrivato in prestito con diritto di riscatto dalla Fiorentina. Di fatto il 25enne svizzero sostituisce Doumbia, ceduto a inizio mercato allo Sporting per oltre 20 milioni e prossimo azzurro nel giro del neo ct Mancini. un colpo importante come la conferma di Stankovic tra i pali, la presa di Bella-Kotchap e Moreno per la linea difensiva a tre, l’ingaggio di Correia dal Valencia sulla fascia e di Basic svincolato dalla Lazio al centro, l’arrivo di Akor Adams dal Siviglia per ben 16 milioni e di Rrahmani, centravanti kosovaro dallo Sparta Praga per circa 7 milioni. Nuovi arrivi che si sommano alla crescita di “vecchi” leader come Hainout, Kike e, soprattutto, Yeboah, autori di un ottimo precampionato con tanto di scalpo illustre sul Galatasaray, martoriato 3-0. Poche settimane fa a Falcade, sede del ritiro, i tifosi del Venezia respiravano un’aria diversa dal passato. Il senso di inferiorità ha lasciato posto all’eccitazione. un progetto che fa bene al cuore dei tifosi arancioverdi, ma anche all’intero calcio italiano.
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