Varese, la truffa del secolo: compra una villa da 1,3 milioni. Ma non esiste...
- Postato il 31 maggio 2026
- Italia
- Di Libero Quotidiano
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Varese, la truffa del secolo: compra una villa da 1,3 milioni. Ma non esiste...
Come in “Il mattatore”, il film di Dino Risi in cui Vittorio Gassman seduceva le sue vittime con il talento del grande imbroglione, anche questa storia ruota attorno alla più antica delle tentazioni: l’affare troppo bello per essere vero. Stavolta il palcoscenico non era la Roma della commedia all’italiana, ma il verde riservato del Varesotto. E al centro della scena c’era una villa di lusso, elegante, reale. Solo che non era mai finita all’asta e nessuno aveva intenzione di svenderla. Il resto, secondo gli investigatori, sarebbe stato un copione costruito con precisione chirurgica: documenti falsi, atti giudiziari contraffatti, conti correnti e trasferimenti di denaro per oltre 1,3 milioni di euro.
A scoprire la truffa immobiliare internazionale sono stati i finanzieri del Comando provinciale di Varese, che nei giorni scorsi hanno eseguito un sequestro preventivo disposto dal gip del Tribunale di Milano nell’ambito di un’inchiesta coordinata dalla Procura meneghina. Indagato è un cittadino italiano accusato di truffa aggravata, falso e autoriciclaggio.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, tra febbraio e ottobre del 2024 l’uomo avrebbe agganciato un cittadino svedese residente negli Stati Uniti, convincendolo a investire in un’operazione immobiliare. Si sarebbe presentato come un esperto operatore del settore, capace di muoversi tra aste giudiziarie e acquisizioni riservate. La proposta era di quelle difficili da ignorare: acquistare una villa di pregio nell’ambito di una procedura esecutiva a un prezzo inferiore rispetto al reale valore di mercato.
Per rendere credibile l’operazione, l’indagato avrebbe falsificato documentazione bancaria e perfino provvedimenti giudiziari, confezionando una messinscena talmente accurata da convincere l’investitore straniero a effettuare tre distinti bonifici per oltre 1,3 milioni di euro. Carte intestate, timbri e atti ufficiali avrebbero contribuito a costruire l’immagine di una trattativa blindata, dietro la quale però, sostengono gli inquirenti, non esisteva alcuna reale compravendita.
Una volta incassato il denaro, sempre secondo la ricostruzione della Guardia di Finanza, le somme sarebbero state trasferite su conti correnti riconducibili all’indagato e a una società collegata, per poi essere frammentate attraverso ulteriori movimenti bancari con l’obiettivo di ostacolare la ricostruzione della provenienza illecita del denaro.
Il gip di Milano, accogliendo la richiesta della Procura, ha disposto il sequestro di tre conti correnti sui quali i finanzieri hanno trovato disponibilità residue per circa 570 mila euro, molto meno rispetto al profitto contestato, in gran parte già disperso.
L’operazione, spiegano le Fiamme Gialle, conferma quanto il mercato immobiliare di lusso possa trasformarsi in terreno fertile per frodi sempre più sofisticate. Il procedimento resta nella fase delle indagini preliminari e la responsabilità dell’indagato dovrà essere eventualmente accertata con sentenza definitiva. Una storia che, ancora una volta, dimostra quanto il richiamo dell’affare perfetto possa trasformarsi nella più costosa delle illusioni.
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