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Vannacci e la ‘tassa sulle bestemmie’: “Applicare il Codice penale”

  • Postato il 26 agosto 2026
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  • Di Quotidiano del Sud
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In sintesi

Roberto Vannacci e il suo movimento Futuro Nazionale propongono l'applicazione rigorosa dell'articolo 724 del Codice penale italiano riguardante le bestemmie e gli oltraggi alle religioni. La proposta figura nel programma politico del partito, inserita nella sezione dedicata ai 'Valori non negoziabili'. L'iniziativa rispecchia un orientamento conservatore e religioso, mirato al rafforzamento delle norme contro gli insulti di natura blasfema, suscitando dibattito sul contrasto tra libertà di espressione e tutela dei valori religiosi nella società contemporanea.

Sintesi generata automaticamente con intelligenza artificiale a partire dal contenuto originale della testata. Standard editoriali.

Vannacci e la ‘tassa sulle bestemmie’: “Applicare il Codice penale”

Il Quotidiano del Sud
Vannacci e la ‘tassa sulle bestemmie’: “Applicare il Codice penale”

(Adnkronos) –
Roberto Vannacci vuole ‘tassare’ le bestemmie? Futuro Nazionale, il partito fondato dall’ex generale della Folgore, ha pubblicato online il suo programma. Nella seconda ‘puntata’ del documento, disponibile online, c’è un capitolo dedicato ai ‘Valori non negoziabili’. A pagina 83, quindi, il riferimento esplicito all'”articolo 724 del Codice penale (bestemmia e manifestazioni oltraggiose verso i defunti)” che “dovrà essere puntualmente applicato, con la verifica da parte delle Forze dell’Ordine e la segnalazione all’autorità giudiziaria”. “La mancata sanzione, per assuefazione o buonismo ideologico, delle violazioni del Codice penale in materia morale grave rappresenta un fattore di disgregazione delle virtù e, inoltre, di mancati introiti per le casse dello Stato, il quale potrebbe destinare tali proventi al sociale e ad iniziative utili per lo sviluppo del Paese”, si legge nella base ideologica e programmatica di Futuro Nazionale. 

Cosa prevede l’articolo 724 del Codice penale? “Chiunque pubblicamente bestemmia, con invettive o parole oltraggiose, contro la Divinità [o i Simboli o le Persone venerati nella religione dello Stato] è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 51 a euro 309. La stessa sanzione si applica a chi compie qualsiasi pubblica manifestazione oltraggiosa verso i defunti”. Bestemmiare non è più un reato dal 1999, con la depenalizzazione prevista dal decreto 507. Una bestemmia in pubblico è un illecito amministrativo punito con la sanzione pecuniaria da 51 a 309 euro che può essere comminata anche a chi insulta pubblicamente i defunti: inevitabile pensare alle conseguenze dell’applicazione della norma a Roma… 

Il Quotidiano del Sud.
Vannacci e la ‘tassa sulle bestemmie’: “Applicare il Codice penale”

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