Van Aert salta il Tour per un'infezione al gomito. In Irlanda muore il 16enne O'Brien: il fratello Liam lascia il Giro Next Gen
- Postato il 17 giugno 2026
- Di Virgilio.it
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Arriva una defezione pesante in vista del prossimo Tour de France: mancherà infatti Wout Van Aert, costretto a rinunciare alla grand boucle per via di un’infezione al gomito, diretta conseguenza di un problema che l’aveva già obbligato ad abbandonare in anticipo il Delfinato. “Sono profondamente deluso, ma non riuscirei a recuperare la giusta condizione, visti i tempi stretti che ci separano dal via della corsa francese”, ha spiegato il corridore fiammingo, che ha parlato all’interno di una nota diramata dalla Visma Lease a Bike dopo che già dalla giornata di ieri le voci su un possibile forfait di Van Aert s’erano fatte piuttosto insistenti.
- Van Aert, rammarico e rassegnazione: "Tempi troppo stretti"
- Al Giro del Belgio nuovi strumenti per allertare sui pericoli
- Tragedia in Irlanda: O'Brien muore scontrandosi con un camion
Van Aert, rammarico e rassegnazione: “Tempi troppo stretti”
Il corridore belga è l’ultimo vincitore di tappa del Tour, poiché lo scorso anno conquistò la tappa finale sugli Champs Elysees (staccò addirittura Pogacar sulla salita di Montmartre, messa per la prima volta nel circuito finale della frazione conclusiva della corsa gialla). Quest’anno però non ci sarà la possibilità di concedere il bis: “Il Tour era uno dei miei principali obiettivi stagionali, ma una caduta durante un allenamento ha mandato all’aria tutti i miei piani.
Purtroppo la ferita al gomito si è aggravata e mi costringerà a stare a riposo ancora per un po’, quindi impedendomi di mettermi nelle condizioni di poter aiutare la squadra al Tour. Adesso devo solo pensare a recuperare la condizione migliore e poi ripropormi al mio miglior livello per l’ultima parte della stagione”.
Dove Van Aert potrebbe decidere di correre la Vuelta, oltre a mettere nel mirino il mondiale di Montreal. Al suo posto la Visma dovrà inventarsi qualcosa di grosso, considerando che mancherà anche Christophe Laporte, altro profilo simile a Van Aert, che verrà sostituito da Per Strand Hagenes. Vingegaard perderà una pedina chiave per le tappe di montagna, ma la squadra perderà comunque un finisseur non di poco conto. Insomma, una tegola bella e buona, con vivo rammarico del 32enne fiammingo.
Al Giro del Belgio nuovi strumenti per allertare sui pericoli
La sicurezza resta comunque all’ordine del giorno nel ciclismo professionistico, e l’infortunio del belga è solo l’ultimo ad accendere i riflettori sul tema. Tanto che al Giro del Belgio, che scatta oggi in concomitanza con il Giro di Svizzera, verrà portata una rilevante novità tecnologica, allo scopo di migliorare la sicurezza del gruppo dei corridori: nei punti critici del percorso (vedi gli spartitraffico o le rotonde, molto frequenti da incontrare nelle strade del Nord), l’organizzazione ha previsto dei sistemi di avviso misti tra led luminosi lampeggianti e forti segnali acustici, che andranno a sostituire la bandiera bianca che veniva sventolata dalle moto di corsa.
L’obiettivo è di consentire ai corridori di rilevare in anticipo il pericolo, e quindi di poter reagire meglio a un’eventuale situazione ritenuta pericolosa. Se tutto andrà bene, potrebbe diventare la regola per tutte le corse.
Tragedia in Irlanda: O’Brien muore scontrandosi con un camion
Intanto però la scia di sangue sulle strade non si arresta: in Irlanda è di ieri la notizia della morte del 16enne Shane O’Brien, corridore che ha impattato contro un camion fermo lungo la statale N72 della contea di Waterford, nei pressi di Lismore. I soccorsi, seppur tempestivi, a poco sono serviti, se non a constatare il decesso dello sfortunato ragazzo, avvenuto sul colpo.
O’Brien si stava allenando con una bici da cronometro, e dunque viaggiava a velocità piuttosto sostenuta. Immediato il cordoglio del mondo professionistico, peraltro col Giro Next Gen colpito dalla tragica notizia: il fratello di Shane, cioè Liam, stava correndo la corsa italiana con la maglia della Lidl Trek Future Racing, ma non appena ha saputo la notizia ha immediatamente abbandonato la corsa, tornando in Irlanda.
Le autorità irlandesi hanno cominciato a indagare sulla dinamica dell’incidente, richiedendo a chiunque fosse transitato nella zona tra le 10,30 e le 11,15 del mattino di fornire le schede con le immagini delle dashcam presenti all’interno delle proprie automobili. Ma al di là di colpe o colpevoli, resta il dolore per un’altra tragedia evitabile.