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Usa e Cuba sempre più ai ferri corti: le prossime mosse e gli intrecci con Mosca

  • Postato il 21 maggio 2026
  • Di Panorama
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Usa e Cuba sempre più ai ferri corti: le prossime mosse e gli intrecci con Mosca

Donald Trump sta perdendo la pazienza con L’Avana. Il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha ufficialmente incriminato l’ex presidente cubano Raúl Castro: l’accusa è quella di aver ordinato l’abbattimento di due aerei civili nel 1996. Con questa mossa, Washington ha incrementato la propria pressione su Cuba, mentre i negoziati tra i due rivali restano fondamentalmente in stallo. Nelle scorse settimane, l’amministrazione Trump aveva offerto aiuti umanitari e sostegno infrastrutturale, chiedendo in cambio che il regime castrista liberasse i prigionieri politici e portasse l’isola nell’orbita geopolitica di Washington.

È in tal senso che, la settimana scorsa, il direttore della Cia, John Ratcliffe, si era recato a Cuba per parlare con alcuni alti funzionari del governo locale. La situazione non si era tuttavia sbloccata. Nel frattempo, mercoledì, la Cbs ha riferito che l’intelligence statunitense starebbe valutando come L’Avana potrebbe reagire a un eventuale attacco militare da parte di Washington. Pochi giorni prima, Axios aveva rivelato che, secondo i servizi segreti statunitensi, il regime castrista avrebbe acquistato 300 droni da Russia e Iran a partire dal 2023: droni che L’Avana starebbe ipotizzando di usare per colpire obiettivi americani.  

Insomma, la tensione continua a salire. E, in questo quadro, Mosca ha espresso solidarietà a Cuba. “Continueremo a fornire il massimo sostegno al fraterno popolo cubano durante questo periodo estremamente difficile. Riaffermiamo la nostra piena solidarietà a Cuba e condanniamo fermamente qualsiasi tentativo di grave interferenza negli affari interni di uno Stato sovrano”, ha dichiarato il ministero degli Esteri russo. “La Cina sostiene fermamente Cuba nella salvaguardia della sovranità e della dignità nazionale e nell’opposizione alle interferenze esterne”, ha affermato, dal canto suo, il governo di Pechino, criticando l’incriminazione di Castro.

Il nodo d’altronde è principalmente geopolitico. Da quando è tornato alla Casa Bianca l’anno scorso, Trump ha promosso una riedizione aggiornata della Dottrina Monroe, con il chiaro intento di estromettere il più possibile cinesi, russi e iraniani dall’Emisfero occidentale. Ebbene, dopo la cattura di Nicolas Maduro a gennaio, è chiaro come il regime castrista sia rimasto il principale punto di riferimento di Mosca e Pechino nell’area. Di questo il presidente americano è pienamente consapevole. E vuole quindi spingere Cuba entrare nell’orbita di Washington. In secondo luogo, per Trump, emerge anche un tema di politica interna. Uno Stato elettoralmente cruciale come quello della Florida è notoriamente ricco di elettori anticastristi che chiedono la linea dura contro L’Avana. Ricordiamo, sotto questo aspetto, che l’attuale segretario di Stato americano, Marco Rubio, della Florida è stato senatore. E che guarda con interesse alla possibilità di conquistare la nomination presidenziale repubblicana del 2028.

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Panorama

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