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Usa: dopo il fentanyl ecco il kratom. Boom per la pianta psicoattiva non ancora vietata

  • Postato il 22 aprile 2026
  • Estero
  • Di Agi.it
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  • 3 min di lettura
Usa: dopo il fentanyl ecco il kratom. Boom per la pianta psicoattiva non ancora vietata
Usa: dopo il fentanyl ecco il kratom. Boom per la pianta psicoattiva non ancora vietata

AGI - L’uso di kratom, una sostanza vegetale con effetti simili agli oppioidi ad alte dosi, è in forte aumento negli Stati Uniti ed è associato a un crescente numero di casi gravi dal punto di vista medico. È quanto emerge da uno studio pubblicato sulla rivista Addiction e condotto da Ryan Feldman del Medical College of Wisconsin.

L’analisi, basata sui dati dei centri antiveleni statunitensi, mostra che le esposizioni al kratom sono passate da 19 casi nel 2010 a 1.242 nel 2023, con un incremento di oltre il 6.500%. Parallelamente, i casi con esiti medici gravi – definiti come eventi potenzialmente letali, con disabilità significativa o morte – sono cresciuti fino a 158 nel 2023, partendo da zero all’inizio del periodo osservato.

Ricovero ospedaliero

Secondo i ricercatori, circa un caso su sette tra quelli legati all’uso esclusivo di kratom richiede il ricovero ospedaliero, mentre uno su 16 necessita di cure intensive. La sostanza è inoltre associata a effetti avversi rilevanti, tra cui convulsioni, aritmie cardiache, danni epatici e problemi respiratori, con rischi amplificati quando viene assunta insieme ad altri farmaci.

Lo studio evidenzia anche differenze significative tra gli Stati americani: quelli che hanno vietato il kratom registrano tassi più bassi di esposizione e di esiti gravi rispetto a quelli che adottano regolamentazioni più permissive o non prevedono alcuna normativa. Gli autori sottolineano che il kratom non è attualmente regolato a livello federale negli Stati Uniti né approvato per uso medico, lasciando ai singoli Stati la responsabilità di disciplinarne l’utilizzo. In questo contesto, il crescente dibattito politico sulla regolamentazione è ostacolato dalla carenza di evidenze solide e indipendenti.

Nel complesso, concludono i ricercatori, l’aumento dell’uso e dei rischi associati indica che il fenomeno è destinato a rimanere rilevante nel prossimo futuro, rendendo necessarie ulteriori ricerche per guidare le decisioni normative e sanitarie.

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Autore
Agi.it

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