US Open, saluta anche Darderi: troppo Zverev per Luciano. Dopo 11 Slam nessun italiano giocherà la semifinale
- Postato il 8 settembre 2026
- Di Virgilio.it
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Abbandonato dal servizio, e così anche l’Italia abbandona Flushing Meadows. Perché da cosa nasce cose e l’epilogo dell’avventura di Luciano Darderi nell’ultimo slam della stagione non avrebbe potuto raccontare un finale diverso. Ai quarti va Zverev, come da pronostico, come da (temute) previsioni: 6-2 6-2 7-6 il punteggio di una partita decisa più di ogni altra cosa da quella percentuale troppo bassa di prime messe in campo da parte dell’italo-argentino (oltre che di punti raccolti con la seconda: appena 36%), che sapeva che avrebbe dovuto alzare il livello al servizio per poter sperare di avere una chance. Un proposito andato in fumo, e con esso anche i sogni di gloria di una nazione intera.
- Si interrompe la striscia di italiani in semifinale
- Due set a senso unico, poi anche Zverev fatica
- Darderi ottimista: "Punto a un bel finale di stagione"
Si interrompe la striscia di italiani in semifinale
Perché l’Italia a New York ha conosciuto sulla propria pelle quanto sia dura la vita senza Jannik Sinner che la prenda per mano. Per la prima volta dopo 11 slam consecutivi, non ci sarà un italiano a giocarsi una semifinale di un major. Di più: dopo 12 tornei di fila tra Masters 1000, ATP Finals e slam, nessun italiano approda ai quarti di finale.
Insomma, la temuta assenza del numero uno del mondo ha presentato il conto, considerate anche le non perfette condizioni di forma di Lorenzo Musetti e l’uscita certamente un po’ troppo anticipata di Cobolli, battuto da Blockx (quanti rimpianti per il romano: se non era un’occasione grossa, beh, poco ci mancava).
Darderi era l’ultima carta che rimaneva da giocare nel tabellone maschile, ma contro Zverev s’è dovuto piegare alla maggiore solidità del tedesco, che continua a sognare di concedere il bis stagionale dopo aver fatto suo a Parigi il primo slam in carriera. Tutto lascia presagire a una finale con Alcaraz, ma questo (almeno per ora) è un altro discorso.
Due set a senso unico, poi anche Zverev fatica
Darderi contro Zverev s’è battuto con le armi di cui disponeva, anche se nei primi due set qualcosa è mancato per riuscire a restare aggrappato alla sfida. Soprattutto è quel 46% di prime entrate ad aver condannato il 24enne di Villa Gesell a una battuta d’arresto (a quel punto) inevitabile: delle 104 prime servite, soltanto 48 sono entrate al primo colpo. Zverev se l’è fatto bastare, nel senso che ha spinto quando doveva in risposta e s’è ritrovato subito avanti 4-0 in un avvio di partita a senso unico.
Il dritto di Luciano non incide, Sascha sventaglia e cambia gioco a piacimento e la partita nel primo set è segnata, tanto che anche il secondo set si mantiene fedele al livello ammirato nel primo. Pare tutto scritto per un comodo 3-0, ma il terzo parziale di comodo per Zverev ha ben poco. Perché Darderi reagisce, comincia a trovare ritmo e campo con maggiore frequenza. Colleziona anche una palla break (annullata), poi però raggiunge il tiebreak dove pure la maggiore propensione a giocare certi tipi di partite sul cemento di Zverev ha la meglio, col 7-3 finale che consegna al tedesco l’abbordabile sfida con van de Zandschulp ai quarti.
[iol_placeholder type="social_twitter" url="https://x.com/Tiempodetenis1/status/2096752503719174642" profile_id="Tiempodetenis1" tweet_id="2096752503719174642"/]Darderi ottimista: “Punto a un bel finale di stagione”
“Luciano ha giocato un terzo set praticamente perfetto, quasi mi sorprendo di essere riuscito a vincerlo”, commenta a fine partita il numero 2 del mondo. “Nei primi due set ero troppo teso, e Sascha ha giocato veramente una gran bella partita” spiega Darderi.
“Nel terzo parziale ho dimostrato qual è il mio attuale livello di gioco e sono comunque soddisfatto di esserci riuscito. Sul 2-2 0-30 ho avuto l’opportunità per mettergli pressione, ma lui ha servito benissimo durante tutta la partita e non me l’ha concessa. Giocare di sera su un impianto così grande è un po’ straniante, ma Zverev è stato più bravo di me e questa è l’unica cosa che conta. Alla fine, nei tre slam sul cemento dove ho raggiunto gli ottavi, ho perso una volta da Sinner, una da Alcaraz, un’altra da Zverev. Insomma, ho perso dai migliori…”.
Pochi rimpianti, ma la consapevolezza che da qui a fine anno c’è il margine per tornare in top 20. “Avendo pochi punti da difendere, spero davvero di poter sfruttare l’opportunità e risalire. Adesso mi prendo qualche giorno di riposo, poi a Tokyo cercherò di tornare a fare bene da subito”. Un’ultima parte di stagione che per Luli potrebbe anche colorarsi di azzurro, visto che il suo nome in ottica Davis comincia a circolare con insistenza. “Vediamo, io ho sempre detto che se ci fosse l’opportunità di giocare con la maglia dell’Italia sarei felicissimo. Ma c’è ancora tempo per pensarci e da qui a novembre possono succedere tante cose”.