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US Open, favola Sebastian Gorzny: dal 5% di probabilità di sopravvivere ai 5 match point annullati a Collignon

  • Postato il 1 settembre 2026
  • Di Virgilio.it
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US Open, favola Sebastian Gorzny: dal 5% di probabilità di sopravvivere ai 5 match point annullati a Collignon

Che volete che siano 5 palle match salvate all’esordio assoluto in una partita dello slam in confronto a ciò che ha passato Sebastian Gorzny. Assolutamente nulla, pensando a ciò che la vita gli ha riservato quando aveva appena 15 anni (oggi ne ha 22) e una puntura di una zanzara per poco non poneva fine alla sua esistenza terrena. “Avevo il 5% di possibilità di sopravvivere”: questo dissero i medici alla famiglia del ragazzo, perché quel piccolo insetto aveva provocato un’infezione cerebrale difficilissima da curare. Sette anni dopo, Gorzny però in qualche modo sente che la vita gli ha ridato indietro qualcosa (e con gli interessi).

Una puntura provocò un’infezione cerebrale

Nel giorno che avrebbe potuto stravolgere per sempre l’esistenza di Sebastian e della sua famiglia c’era comunque un campo da tennis sullo sfondo. Si trovava a Kalamazoo, in Michigan, intento a disputare il campionato americano Under 16. Ma i 5 successivi giorni li avrebbe trascorsi in una camera d’ospedale, attaccato a una macchina, mentre i genitori se ne stavano con un rosario in mano, sperando che potesse risvegliarsi dal coma nel quale era stato indotto.

“Fortunatamente riuscii a riprendermi abbastanza in fretta e a risvegliarmi, così da tornare a respirare e fugare ogni dubbio sulle mie possibilità di ripresa”, spiega oggi il giocatore nativo di Fountain Valley, in California. “Quell’esperienza mi è servita perché mi ha restituito una nuova prospettiva, rendendomi consapevole di dover essere grato per ogni giorno e per ogni momento vissuto in questa vita”.

Che nel frattempo ha continuato ad avere il tennis come ragione principale: allora era soltanto una passione, oggi ormai è diventata anche un lavoro a tempo pieno. Che la vittoria su Collignon potrebbe far decollare (finalmente) definitivamente.

Contro Collignon un manuale di difesa tennistica

Gorzny agli US Open c’è arrivato grazie alla vittoria nel tabellone riservato ai giocatori universitari. La sua sarebbe una sorta di wild card, ma a ben vedere è stata la chiusura di un cerchio. Contro Collignon non aveva un solo favore del pronostico dalla sua parte, ma è riuscito a spingersi fino al quinto set e a vincere il tiebreak decisivo per 11-9, nell’euforia del campo 11 che per qualche minuto non ha avuto nulla da invidiare all’Arthur Ashe.

Il belga, numero 38 del mondo, battuto da quello che di base ha cominciato la settimana alla 731, ma che in una volta sola ha fatto un balzo di almeno 250 posizioni (è alla 468 virtuale, ma anche dovesse perdere al secondo turno la top 500 non gliela toglierebbe nessuno). Gorzny ha vinto dopo aver annullato ben 5 palle match al rivale, cosa che già gli è capitata di fare a maggio nella semifinale del torneo nazionale NCAA contro Duncan Chan: anche lì salvò 5 palle della partita a favore del rivale, andando poi a prendersi la qualificazione alla finale.

Quel 5 che ritorna nella storia, come la percentuale di sopravvivenza che i medici gli avevano concesso dopo quella maledetta puntura. O come i giorni trascorsi a letto, aspettando di riprendersi e ricominciare a vivere.

Sognava di sfidare Sinner, ma ora gli tocca Medvedev

Contro Daniil Medvedev, l’avversario di secondo turno, è facile immaginare che la favola di Sebastian possa giungere a naturale conclusione. Potrà comunque dire di aver giocato una partita in più rispetto a tanti suoi colleghi più illustri, vedi Djokovic e Fils, giusto per citare i più illustri che sono usciti al debutto. Vero è che Gorzny un certo background se l’era creato: in coppia con Alex Michelsen (giustiziere di Federico Cinà) nel 2022 vinse il doppio Junior a Wimbledon, e proprio Alex l’ha incrociato negli spogliatoi di Flushing Meadows, complimentandosi per l’exploit. “Da Junior quello forte ero io, l’avrò battuto un’infinità di volte”, ha commentato Seb dopo la vittoria su Collignon. “Lui però sta avendo una gran bella carriera in singolare, io invece sono molto più indietro”.

Magari non ancora per molto: il suo tennis tutto istinto, coraggio e spensieratezza (a volte “senza coscienza”) a New York ha funzionato, e chissà che non lo faccia anche in futuro. La prossima fermata sarà o sull’Ashe o sul Louis Armstrong, e anche questa sembra una storia uscita da una favola: “Sognavo di sfidare Sinner, ma sapere di affrontare Medvedev è altrettanto clamoroso, perché sino ad oggi l’ho visto solo in TV”.

Il russo cinque anni fa (ancora 5…) a Flushing Meadows vinse la finale contro Djokovic, al quale negò il grand slam nell’anno solare. Sembrò un’impresa impossibile, ma quella di Gorzny certamente lo è stata ancora di più. “Mi hanno raccontato che a un certo punto mi tolsero i tubi, perché i medici pensavano che non ce l’avrei più fatta”. Erano i 5 match point per la vita: alla fine quella partita l’ha vinta Seb. E quella con Medvedev non potrà mai esserne all’altezza.

Autore
Virgilio.it

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