US Open, cosa succede alle stelle? Sinner e Rybakina ko, Alcaraz è un enigma, Sabalenka e Djokovic in crisi, Zverev non convince
- Postato il 21 agosto 2026
- Di Virgilio.it
- 0 Visualizzazioni
- 6 min di lettura
Generazione sintesi AI in corso…
Gli US Open si avvicinano e il torneo più importante dell’estate americana rischia di perdere gran parte del suo fascino. Jannik Sinner ha annunciato il forfait per i problemi al ginocchio, mentre Elena Rybakina rischia di dover alzare bandiera bianca dopo il ritiro a Cincinnati contro Iga Swiatek. Carlos Alcaraz, invece, sarà regolarmente a New York ma arriva allo Slam senza giocare da quattro mesi. E se Aryna Sabalenka ha conservato il numero uno del ranking, il momento della bielorussa è tutt’altro che positivo. Infine c’è Novak Djokovic, eliminato subito a Cincinnati e alle prese con una condizione fisica precaria, e non soltanto per ragioni anagrafiche. Insomma, lo Slam dei sogni rischia di diventare un incubo.
- Sinner, il problema al ginocchio lo ferma: niente US Open
- Rybakina, il ritiro con Swiatek fa scattare l’allarme: US Open a rischio
- Alcaraz torna dopo quattro mesi: il dubbio è la condizione fisica
- Sabalenka, il primato è salvo ma la crisi è profonda
- Djokovic, il caldo di New York può diventare un problema
- Zverev non convince: quante occasioni perse
Sinner, il problema al ginocchio lo ferma: niente US Open
La notizia peggiore è arrivata in giornata: Sinner non parteciperà agli US Open. Il numero uno della classifica ATP ha spiegato di non aver ancora recuperato completamente dal problema al ginocchio destro e di aver scelto di non correre rischi. Una decisione pesante, soprattutto considerando il momento della stagione e l’importanza dello Slam americano.
Il forfait dell’altoatesino modifica inevitabilmente gli equilibri del torneo. L’azzurro era uno dei grandi favoriti e tutti gli appassionati di tennis, già pregustavano una nuova sfida col rivale Alcaraz, che proprio grazie al successo in finale dello scorso anno gli soffiò titolo e primato. Per Sinner, ora, la priorità è una sola: recuperare completamente dal problema al ginocchio ed evitare che un infortunio possa condizionare anche la parte finale della stagione. Ma è chiaro che senza il re del ranking Flushing Meadows perde tanto, tantissimo.
[iol_placeholder type="social_instagram" id="DcTfdWaKDkG" max_width="540px"/]Rybakina, il ritiro con Swiatek fa scattare l’allarme: US Open a rischio
Anche Elena Rybakina rischia seriamente di non essere al via a New York. La kazaka si è ritirata durante il quarto di finale di Cincinnati contro Iga Swiatek, dopo aver accusato un problema al tendine d’Achille. Una situazione che ha immediatamente fatto scattare l’allarme in vista degli US Open, con gli esami che chiariranno l’entità dell’infortunio.
Il forfait sarebbe ancora più pesante considerando quello che Rybakina si stava giocando in Ohio. La kazaka aveva infatti la possibilità di sorpassare Sabalenka in vetta alla classifica WTA se fosse arrivata in finale. Il ritiro ha invece interrotto bruscamente la sua corsa. Ora tutto passa dagli accertamenti, ma le sensazioni sono negative. Gli US Open rischiano così di perdere una delle protagoniste più attese del torneo femminile.
Alcaraz torna dopo quattro mesi: il dubbio è la condizione fisica
Alcaraz ci sarà, ma la sua presenza non significa automaticamente che lo spagnolo arrivi agli US Open nelle condizioni migliori. Il grande interrogativo riguarda infatti la forma fisica del campione di El Palmar, fermo da circa quattro mesi a causa dell’infortunio al polso. Una pausa così lunga rappresenta un’incognita enorme alla vigilia dello Slam che scatterà domenica 30 agosto.
Carlos ha avuto tempo per recuperare e prepararsi, ma una cosa è il lavoro svolto lontano dai tornei, un’altra è affrontare gare ufficiali, con la pressione e l’intensità tipiche di New York. Il talento dell’ex numero uno non è certo in discussione, così come la sua capacità di esaltarsi nelle grandi occasioni. Ma la mancanza di ritmo partita potrebbe diventare il suo principale avversario nelle prime giornate del torneo.
[iol_placeholder type="social_instagram" id="DcRP-K0Db8r" max_width="540px"/]Sabalenka, il primato è salvo ma la crisi è profonda
Sabalenka ha conservato il primo posto nel ranking WTA grazie al ritiro di Rybakina, ma la crisi della bielorussa è ormai conclamata. La sconfitta contro la ceca Bejlek a Cincinnati ha rappresentato l’ennesimo passo falso di un periodo negativo che dura ormai da troppo tempo. Aryna sembra aver perso parte delle certezze che l’avevano accompagnata nei mesi precedenti quando era riuscita a centrare il Sunshine Double e arriva agli US Open con una pressione enorme, anche alla luce dei recenti sfoghi che hanno gettato ombre sulla sua condizione.
New York rappresenta per lei un appuntamento fondamentale: il torneo può diventare l’occasione per ritrovare fiducia oppure trasformarsi nel palcoscenico di una crisi ancora più profonda, anche perché ha vinto le ultime due edizioni del torneo sul cemento americano. Inutile girarci intorno: per calare il tris serve la vera Sabalenka, non la sbiadita controfigura scesa in campo negli ultimi mesi.
Djokovic, il caldo di New York può diventare un problema
C’è poi Djokovic, arrivato a Cincinnati con grandi aspettative e uscito subito di scena contro l’argentino Tirante. Una sconfitta sorprendente, aggravata da una prestazione condizionata anche dalle difficili condizioni ambientali. Durante il match Nole è arrivato anche a vomitare. Al termine della partita il serbo ha spiegato di avere da tempo problemi soprattutto quando deve giocare con caldo e umidità elevati.
Ed è proprio questo l’aspetto che preoccupa maggiormente in vista degli US Open. New York, infatti, può presentare condizioni climatiche molto impegnative, soprattutto nelle sessioni diurne. Djokovic resta Djokovic e non può mai essere escluso dalla rosa dei favoriti quando si parla di uno Slam. Ma dopo Cincinnati arriva nella Grande Mela con un interrogativo che preoccupa i suoi tifosi: il suo fisico riuscirà a reggere le condizioni americane?
Zverev non convince: quante occasioni perse
Infine Alexander Zverev, che avrebbe dovuto sfruttare l’assenza di Alcaraz dal circuito per dimostrare una volta per tutte di meritare un posto stabile nell’élite del tennis mondiale. Invece, dopo la finale di Wimbledon persa contro Sinner, il tedesco ha imboccato una strada decisamente diversa. Prima la brutta eliminazione all’esordio a Montreal, poi la sconfitta contro Tommy Paul a Cincinnati: due risultati che hanno riacceso i dubbi sulla sua continuità e sulla capacità di compiere quel salto di qualità che gli viene chiesto ormai da anni.
Il trionfo al Roland Garros sembrava poter rappresentare la svolta definitiva, la conferma di aver finalmente superato i suoi limiti nei grandi appuntamenti. E invece Sascha è ricaduto nei soliti errori, proprio quando avrebbe dovuto mettere pressione a Sinner e approfittare dell’assenza di Alcaraz. Agli US Open avrà un’altra occasione, l’ennesima: dovrà dimostrare sul campo di essere un top player.