US Open, Alcaraz non è pronto: ma il sorteggio può salvarlo. La previsione impietosa di Becker: “Gli ottavi sarebbero un successo”
- Postato il 27 agosto 2026
- Di Virgilio.it
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La gioia per il ritorno in campo di Carlos Alcaraz allo US Open ha lasciato in fretta spazio all’allarme sulle sue condizioni e ai dubbi sulle sue possibilità di poter essere davvero competitivo allo Slam newyorkese dopo le brutte uscite in allenamento contro Daniel Merida e Arthur Fils e nel doppio misto con Serena Williams. Lo spagnolo è apparso infatti ancora ben lontano da una condizione ottimale non solo per provare a difendere il titolo allo US Open, ma anche solo per poter fare un po’ di strada nel torneo, tanto che per Boris Becker sarebbe già un successo vederlo arrivare agli ottavi di finale.
- Alcaraz, nuovo allenamento nel giorno di pausa, ma si teme ancora il possibile ritiro
- Alcaraz spera nel sorteggio
- Becker: “Scelta non ideale. Gli ottavi sarebbero un successo”
Alcaraz, nuovo allenamento nel giorno di pausa, ma si teme ancora il possibile ritiro
I set d’allenamento persi contro Merida e (molto malamente) contro Fils hanno subito evidenziato quanto nonostante il polso sia ormai definitivamente guarito, Alcaraz sia ben lontano dalla miglior condizione e dall’intensità che lo ha sempre contraddistinto. La stessa impressione la si è avuta anche nel doppio misto dello US Open dove è stato trascinato da Serena Williams e nel quale – oltre a una comprensibile tensione per il ritorno in campo (per di più al fianco di una leggenda della racchetta) – è apparso non ancora pienamente competitivo, mostrando enormi limiti, soprattutto al servizio.
A queste uscite negative si è poi aggiunta la decisione di Alcaraz di rinunciare alla sessione di allenamento inizialmente prevista per domani facendo temere un suo possibile ritiro dal tabellone di singolare. Oggi è però arrivata la notizia di una nuova sessione programmata per le 18 italiane di giovedì 27 agosto. Il fatto che Carlos abbia deciso di non allenarsi un giorno per non rischiare di sovraccaricare il polso dopo i recenti impegni non può che comunque far scattare un campanello d’allarme in vista di un torneo impegnativo come lo US Open, nel quale sarà chiamato a scendere in campo ogni due giorni per dei match al meglio dei cinque set.
Alcaraz spera nel sorteggio
Ovviamente queste però sono solamente sensazioni che derivano da match non ufficiali (considerare il doppio misto dello US Open un torneo ufficiale appare ormai molto complicato), ma appare evidente come ad Alcaraz, oltre a un po’ di tempo per ritrovare la miglior forma atletica e la sua intensità, abbia bisogno anche di ritrovare fiducia in se stesso dopo oltre quattro mesi di astinenza.
Per questo motivo anche vincere una sola partita potrebbe aiutare enormemente Carlos a entrare nel ritmo e a ritrovare quella tranquillità mentale a lui necessaria per esprimersi al meglio. Fondamentale per Alcaraz sarà dunque un sorteggio favorevole allo US Open, magari contro una wild card o un giocatore delle qualificazioni (che però si presenterebbe in fiducia forte di tre vittorie consecutive), per evitare quei giocatori che pur non essendo teste di serie potrebbero rappresentare una seria minaccia per lui come Blockx, Berrettini, Norrie, Tirante, Kecmanovic, Landaluce, Merida e non solo.
Becker: “Scelta non ideale. Gli ottavi sarebbero un successo”
Nel corso dell’ultima puntata del podcast Becker-Petkovic, l’ex n°1 ATP ha espresso le sue perplessità sulle possibilità di Alcaraz di fare bene allo US Open, specificando comunque come lo spagnolo abbia fatto bene a tornare in campo a New York per ritrovare il più velocemente le sensazioni che solo un torneo ufficiale può trasmettere: “A un certo punto deve pur tornare a buttarsi nella mischia. Giocare al meglio dei cinque set, soprattutto con il caldo di New York e sul cemento, non è certo l’ideale per rientrare. Per me, non è il principale favorito. Sarebbe già un enorme successo per lui riuscire ad arrivare alla seconda settimana. Avrebbe vinto tre partite al meglio dei cinque set e potrebbe dire che il polso ha retto. Trovo sorprendente che i bookmakers considerino ancora Alcaraz il favorito. Sì, le quote non sono più così favorevoli come prima, ma è ancora il numero uno”.
Becker ha poi spiegato secondo lui quanto tempo potrebbe essere necessario ad Alcaraz per tornare ai livelli pre infortunio: “Io la vedo in maniera completamente diversa. Lo sottolineo ancora una volta: quattro mesi di stop sono dannatamente tanti. C’è un vecchio detto secondo cui serve almeno la metà del tempo trascorso lontano dai campi a causa di un infortunio per tornare al livello in cui ci si trovava prima di doversi fermare. In questo caso, sarebbero due mesi. E non mi auguro che sia così per lui. Ma sarebbe del tutto utopistico pensare che possa ritrovare subito la sua miglior condizione già agli US Open. Anche se, persino un Alcaraz non al massimo della forma può battere uno o due avversari”.