US Open: Alcaraz fa già più paura di Zverev, ma un dettaglio delude. La frustrazione di Carlos e il duro sfogo: “È uno schifo”
- Postato il 3 settembre 2026
- Di Virgilio.it
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Le vittorie di Carlos Alcaraz nei primi due turni dello US Open hanno definitivamente scacciato tutti i dubbi sulle condizioni dello spagnolo, che nonostante gli oltre quattro mesi di assenza dal circuito appare già più brillante di altri pretendenti al titolo come Alexander Zverev. Un po’ di ruggine nel gioco di Alcaraz è comunque evidente, soprattutto in aspetto fondamentale del gioco come evidenziato dallo stesso Carlitos durante il match contro Jaime Faria.
- Segnali più che convincenti da Alcaraz
- Alcaraz può davvero essere il favorito allo US Open?
- Il dettaglio che delude Alcaraz e lo sfogo durante la sfida a Faria
Segnali più che convincenti da Alcaraz
Gli allenamenti con Merida e Fils e il torneo di doppio misto con Serena Williams avevano fatto scattare un po’ di preoccupazione sulle condizioni di Alcaraz. Preoccupazione che però Carlos ha subito scacciato con due belle vittorie su Safiullin e Faria nei primi due turni dello US Open. Soprattutto quella sul portoghese ci ha mostrato uno spagnolo particolarmente brillante dopo aver perso il primo set, mostrando un livello superiore a quello di tutti gli altri giocatori in tabellone e una buona resistenza fisica anche con l’allungarsi del match.
Alcaraz può davvero essere il favorito allo US Open?
Insomma, per quanto visto finora Alcaraz sembra seriamente poter puntare a difendere il titolo vinto l’anno scorso nonostante i quattro mesi abbondanti di assenza. Una sensazione amplificata anche dalle prestazioni dei suoi rivali diretti per lo US Open, con Zverev che dopo i deludenti Masters 1000 di Montreal e Cincinnati è andato a un passo dall’eliminazione all’esordio a New York contro Lorenzo Sonego e Ben Shelton che invece è stato finora protagonista di prestazioni un po’ altalenanti.
L’unico dubbio che persiste su Alcaraz riguarda la sua tenuta fisica in caso dovesse farsi strada nel torneo. La lunga assenza dai tornei potrebbe infatti avere effetti negativi sullo spagnolo, che col passare delle partite e dei set potrebbe iniziare ad accusare un po’ di stanchezza che potrebbe limitarlo nelle fasi conclusive dello US Open, torneo di per sé molto esigente in fatto di energie fisiche.
Il dettaglio che delude Alcaraz e lo sfogo durante la sfida a Faria
Se finora abbiano evidenziato l’incredibile livello a cui è riuscito fin da subito a esprimersi Alcaraz allo US Open, va anche evidenziato l’unico aspetto del suo gioco che ancora non convince appieno. Anzi, un fondamentale che ha deluso anche lo stesso Carlos, ovvero il servizio, il colpo che esattamente un anno fa aveva fatto eccome la differenza per la vittoria del titolo. Contro Faria infatti lo spagnolo non è ancora apparso un po’ incerto alla battuta, soprattutto con la prima, meno potente e precisa rispetto al passato e con cui ha vinto il 72% dei punti.
Una percentuale sufficiente, ma che in un match con tre set così dominata ci si attendeva di vedere più alta come quella dell’efficacia con la seconda (in questo caso un ottimo 70%), a dimostrazione di come ancora il servizio non sta funzionando come Alcaraz vorrebbe, tanto che dopo il set perso contro il portoghese Carlos si è sfogato con il proprio angolo: “Il mio servizio è una m***a”.