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Urbano Cairo, la surreale risposta: "La7 una rete anti-Meloni?"

  • Postato il 8 luglio 2026
  • Italia
  • Di Libero Quotidiano
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  • 4 min di lettura
Urbano Cairo, la surreale risposta: "La7 una rete anti-Meloni?"
Urbano Cairo, la surreale risposta: "La7 una rete anti-Meloni?"

"La7 non ha mai fatto sconti ai governi. Da quando sono editore ho ricevuto costantemente telefonate da chi governava.  Oggi La7 ha programmi che hanno attenzione a quello che avviene nel Paese e vogliamo ospitare tutti i protagonisti. Ne ho parlato con Mentana. Quando è arrivato a La7 nel 2010 la situazione non era molto diversa da oggi. La rete aveva un atteggiamento critico anche allora. Ora non hai più Lerner e Santoro, ma non mi pare che ci siano pericolosi bolscevichi. Noi siamo una rete apertissima a dare voce a tutti". Urbano Cairo risponde così alla domanda di un giornalista che, in occasione della presentazione dei palinsesti a Milano, aveva chiesto al patron se La7 fosse una rete anti-Meloni. 

Cairo ha poi celebrato i recenti successi della rete: "Siamo ormai sistematicamente la terza rete, in particolare nel prime time. È un risultato molto importante, oggi siamo sistematicamente davanti Italia1. Un risultato apprezzato anche dai nostri investitori. E ancora: "Squadra che vince non si cambia. Quando ottieni risultati positivi come quelli di La7 è difficile cambiare. Aggiungeremo una serie di speciali per cementare il palinsesto, che rimane quello che era con l'obiettivo di dare maggiore frizzantezza e vivacità con lo sviluppo di nostri spin off. Faremo ad esempio Piazzapulita 100, dopo l'esperimento dello scorso anno con inchieste coordinate da Formigli con vari giornalisti sul campo". 

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Il patron di La7 ha poi fatto sapere di aver ricevuto alcune offerte per la rete: "Ho ricevuto offerte per La7 nel 2020 e due anni fa, ma ho sempre declinato. Non mi interessa vendere La7". Infine, i giornalisti hanno incalzato Cairo su una sua eventuale discesa in politica, sulla quale l'imprenditore è rimasto cauto, senza però escludere nulla: "Entrare in politica, candidandosi come sindaco di Milano? Sì, è quello che sto pensando di fare. Sto cercando qualcuno che compri tutto e poi...", ha risposto con una battuta. E poi: "Perché no? Ma la politica è una cosa complicata. Molti imprenditori, professori o intellettuali criticano chi governa, convinti che farebbero meglio". "Poi - ha proseguito - scoprono di avere un buon consenso e nasce la tentazione di entrare in politica. Quando lo fanno però si accorgono che, a differenza dell'impresa, dove il terreno di gioco è chiaro e definito, la politica è un campo completamente diverso". 

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Autore
Libero Quotidiano

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