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Università Link al Santa Corona, Natale e Arboscello (PD): “Bucci, Nicolò e Ripamonti hanno chiuso i corsi pubblici per dare spazio ai privati”

  • Postato il 21 agosto 2026
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  • Di Il Vostro Giornale
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Università Link al Santa Corona, Natale e Arboscello (PD): “Bucci, Nicolò e Ripamonti hanno chiuso i corsi pubblici per dare spazio ai privati”

Pietra Ligure. “La vicenda dell’arrivo della Link Campus University al Santa Corona di Pietra Ligure non è un episodio locale, né una semplice questione amministrativa, è il tassello ligure di una strategia nazionale: indebolire sanità e università pubbliche, dichiararle inefficienti, poi consegnare pezzi di formazione, spazi ospedalieri e futuro professionale dei giovani a soggetti privati”. Lo dichiarano i consiglieri regionali PD Davide Natale e Roberto Arboscello commentando la notizia dell’apertura dell’Università Link all’ospedale di Santa Corona.

“Oggi scopriamo il perché è stato chiuso il corso di laurea in scienze infermieristiche e quello di fisioterapia nel completo e assoluto silenzio della giunta regionale, senza che Bucci e l’assessore savonese Ripamonti abbiano mai mosso un dito per scongiurarne la chiusura. Il corso di fisioterapia a Pietra Ligure lo apre l’Università Link. Inoltre viene alla luce che la giunta regionale si è molto interessata e ha spinto per l’apertura del corso di Laurea in Medicina sempre a Pietra Ligure presentando, attraverso l’Asl, un bando per verificare l’interesse di qualche Università negli spazi dell’ospedale di Pietra Ligure. Spazi indispensabili per quelle Università che non hanno alle spalle un ospedale o clinica universitaria”.

“Qui cade la maschera. Il privato arriva e si appoggia al pubblico. Usa il prestigio, gli spazi, la casistica, i reparti, il lavoro degli operatori e la rete formativa del servizio sanitario. In poche parole privatizza le entrate e socializza i costi. Questa non è efficienza ma rendita. Bucci ha sferrato un bel pugno alla sanità e all’università pubblica, una grande mossa. Perché non ha deciso di potenziare l’Università pubblica, anche creando sinergie con altri atenei del nord ovest per dare forza a un settore straordinariamente nevralgico per le famiglie ma ha deciso di curvare in direzione del privato? Una scelta che non solo non condividiamo ma su cui chiederemo tutti i chiarimenti necessari perché ogni qualvolta le diverse iniziative interessano risorse pubbliche ci deve essere la massima chiarezza”.

I due consiglieri annunciano che presenteranno “un’interrogazione alla giunta per chiedere di pubblicare convenzioni, costi, spazi concessi, criteri, impatto su UniGe e sulla rete formativa pubblica. È indispensabile capire chi controlla, quale interesse generale viene servito, perché si è deciso di non investire nell’università ma ancora una volta permettere a chi più ha di affermarsi e chi meno ha di restare ad aspettare un altro anno per riprovare a entrare in un’ università, rimaste a numero chiuso, nonostante le favole di questa destra. Caro Bucci la sanità non è un franchising e il futuro dei giovani non può dipendere dal conto corrente delle famiglie”.

Autore
Il Vostro Giornale

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