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Unical, Future-Art, l’arte e l’educazione per contrastare la tratta di esseri umani

  • Postato il 25 luglio 2026
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Unical, Future-Art, l’arte e l’educazione per contrastare la tratta di esseri umani

Il Quotidiano del Sud
Unical, Future-Art, l’arte e l’educazione per contrastare la tratta di esseri umani

A Lisbona il content-meeting del progetto europeo Future-Art sulla tratta che coinvolge Unical, i giovani protagonisti della prevenzione.


RENDE – Utilizzare l’arte, l’educazione e le tecnologie digitali per aiutare i giovani a riconoscere i rischi della tratta di esseri umani e a diventare protagonisti attivi nel prevenire lo sfruttamento degli esseri umani. È questa la sfida di FUTURE-ART – Sentinels of the Future: Together to Eradicate Human Trafficking, progetto europeo finanziato nell’ambito del programma Erasmus+ e avviato nel settembre 2025. Il progetto, della durata di 36 mesi, ha ricevuto un finanziamento europeo complessivo di 400 mila euro, e riunisce sette partner. Il partenariato, Coordinato dal Conservatoire National des Arts et Métiers di Parigi, comprende Les Militants des Savoirs (Francia), Spin System (Belgio), INNOPOLIS Centre for Innovation and Culture (Grecia), l’Università della Calabria (Dipartimento di Culture, Educazione e Società e il Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali) (Italia), IPS – Innovative Prison Systems (Portogallo), SEHA (Turchia).

Come prevenire la tratta

Il progetto nasce dalla consapevolezza che la tratta di esseri umani non rappresenta soltanto un fenomeno criminale, ma una grave violazione dei diritti fondamentali della persona, alimentata da povertà, esclusione sociale, disuguaglianze, sfruttamento lavorativo, sessuale e condizioni di vulnerabilità. Particolarmente esposti sono giovani migranti, minori non accompagnati e persone che vivono situazioni di fragilità economica, familiare o sociale.

FUTURE-ART intende intervenire prima che lo sfruttamento si verifichi, rafforzando le conoscenze e le capacità di giovani, educatori, operatori del settore sociale e organizzazioni della società civile a riconoscere le persone vittime di tratta. Il progetto prevede attività di ricerca, percorsi educativi, laboratori artistici, strumenti digitali, campagne pubbliche e iniziative di partecipazione civica. L’arte viene utilizzata come linguaggio universale, capace di superare le barriere linguistiche e culturali e di affrontare un tema complesso senza ridurlo a una semplice trasmissione di informazioni.

Due giornate di studi

Dopo il lancio ufficiale del progetto, avvenuto a Parigi il 28 e 29 ottobre 2025, e il successivo incontro di lavoro svoltosi a Istanbul nel febbraio 2026, il consorzio si è riunito nuovamente a Lisbona il 2 e 3 luglio 2026. Il meeting, ospitato dal partner portoghese IPS – Innovative Prison Systems, ha rappresentato un momento decisivo del progetto: dalla fase di studio e progettazione si è passati alla realizzazione concreta delle attività educative.

Durante le due giornate, i partner hanno esaminato i risultati della ricerca comparativa condotta nei diversi Paesi Europei. Dai primi risultati è emerso come la tratta si stia progressivamente diffondendo negli ambienti digitali: social network, applicazioni di messaggistica e falsi annunci di lavoro possono essere utilizzati per avvicinare, ingannare e reclutare potenziali vittime. Un altro elemento critico riguarda la difficoltà di identificare le persone coinvolte. Paura, stigma, scarsa fiducia nelle autorità e limitata conoscenza dei servizi disponibili impediscono spesso alle vittime di chiedere aiuto. Per questo motivo, sensibilizzazione, educazione e alfabetizzazione digitale sono state individuate come componenti fondamentali della strategia preventiva rivolta alle nuove generazioni.

Linguaggi creativi

A Lisbona è stato presentato il piano operativo del secondo Work Package, che include lo sviluppo di risorse educative fondate sull’arte e la realizzazione dei contenuti della piattaforma digitale di apprendimento Liberté Learning Platform. Sono state anche discusse le attività del terzo Work Package, incentrato sul coinvolgimento dei giovani, sulle attività di advocacy e sulle campagne di sensibilizzazione pubblica realizzate attraverso linguaggi artistici e creativi.

Il consorzio ha anche avviato la discussione sulla progettazione della Liberté Legal App, uno strumento digitale pensato per facilitare e reperire informazioni sui diritti, sui rischi dello sfruttamento e sui possibili canali di supporto. Tra i risultati previsti figurano anche la redazione di materiali formativi e attività che permetteranno ai giovani di apprendere attraverso esperienze interattive e partecipative.

Azioni educative

Un momento importante del meeting è stato il confronto con gli Advisor Board del progetto, chiamati a contribuire alla trasformazione delle evidenze scientifiche in azioni educative concrete. L’obiettivo è garantire che strumenti e contenuti siano rigorosi, efficaci e realmente utilizzabili nei contesti frequentati dai giovani.

Il team interdisciplinare dell’Università della Calabria, coordinato dal prof. Rocco Servidio, composto dalle prof.sse Anna Lisa Palermiti, Maria Giuseppina Bartolo, Giovanna Vingelli e dal dott. Alberto Polito dottorando presso l’Unical. Importante è anche la partecipazione dell’associazione partner “Piccola Opera Papa Giovanni” con sede a Reggio Calabria e dalla sua delegata dott.ssa Maria Rosa Impalà. Il team di ricerca dell’Unical contribuisce alla realizzazione delle attività del progetto partecipando attivamente alla definizione dei contenuti educativi rivolti ai giovani e alla progettazione delle strategie di sensibilizzazione attraverso l’arte.

Cooperazione internazionale

Il coinvolgimento dell’Ateneo conferma l’importanza della cooperazione internazionale e della ricerca interdisciplinare nell’affrontare fenomeni sociali che vanno anche oltre i confini nazionali.

Il meeting di Lisbona ha così consolidato una visione condivisa: la prevenzione della tratta non può basarsi esclusivamente sul contrasto giudiziario, ma deve partire dalla conoscenza, dalla capacità di riconoscere i segnali di rischio e dalla costruzione di comunità più consapevoli. Con FUTURE-ART, creatività e innovazione diventano strumenti di tutela, partecipazione e cittadinanza attiva, affinché i giovani possano essere non soltanto destinatari delle politiche di prevenzione, ma autentiche “sentinelle del futuro”.

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