“Una truffa scollegata dalla realtà”: scoppia la polemica per la pagnotta da 60 dollari. Ma fuori dalla panetteria di New York ci sono file chilometriche per fotografarla e assaggiarla
- Postato il 24 settembre 2026
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- Di Il Fatto Quotidiano
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Larga, schiacciata, dalla crosta scura e screziata che ricorda un dolce delle feste. All’interno, una mollica umida, compatta, dal sapore tostato e leggermente acidulo. Sull’etichetta, un prezzo fuori mercato: 60 dollari per poco meno di un chilo e mezzo di pane (3,3 libbre). È la pagnotta di segale che in questi giorni sta bloccando il marciapiede di Lafayette Street, nel cuore di SoHo a Manhattan, creando una spaccatura netta tra chi fa la fila per fotografarla e assaggiarla, e chi denuncia l’ennesima speculazione culinaria newyorkese.
Il teatro di questa operazione commerciale è Rye by Martin Auer. Più che un panificio tradizionale, i quasi 300 metri quadrati (3.000 piedi quadrati) del locale ricordano uno showroom di arredamento di design: pareti grigio-beige, forme minimaliste, la pagnotta esposta come un’opera d’arte e una grande vetrata che incornicia il laboratorio interno. Una “show bakery”, la definiscono i proprietari, in cui i clienti possono osservare i panificatori al lavoro. Il progetto porta la firma di Martin e Tim Auer, padre e figlio, eredi di una dinastia di fornai che da quattro generazioni opera in Austria, tra Graz e Vienna, e che ha deciso di esportare la cultura del pane nero a lievitazione naturale negli Stati Uniti.
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