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Una palestra di arrampicata a cielo aperto nel Ghetto del centro storico, il progetto prende forma

  • Postato il 23 settembre 2026
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  • Di Genova24
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Una palestra di arrampicata a cielo aperto nel Ghetto del centro storico, il progetto prende forma

Genova. Vederla prendere forma, presa dopo presa, spit dopo spit, per qualcuno è un sogno che si avverà: sono praticamente ultimati i lavori per la palestra di arrampicata a cielo aperto presso i ruderi di Santa Sabina, nella zona del Ghetto del centro storico di Genova.

Un progetto voluto e spinto ormai nel 2020 dall’associazione Via del Campo e Caruggi, proposto alla passata amministrazione comunale – che ha avviato i lavori grazie a fondi Pnrr e Pinqua – e portato avanti da quella attuale, che sta seguendo il percorso di partecipazione che, forse entro fine anno, porterà all’affidamento della gestione dello spazio.

“L’obiettivo sarebbe partire con l’inizio del 2027 – dice Christian Spadarotto, fondatore dell’Aps Via del Campo e Caruggi e figura molto nota per le sue battaglie per la rinascita della zona – sperando che i tempi di bandi e burocrazie possano essere celeri. Per noi questo progetto rappresenta una pietra miliare. Crediamo davvero possa portare alla rivitalizzazione di una zona che per anni è stata invasa dai topi o utilizzata come discarica abusiva”.

“La presenza di topi in colonie massicce è stata uno degli elementi, insieme al fatto di trovarsi su macerie della seconda guerra mondiale che hanno reso sfidante l’obiettivo di chiudere i lavori entro le scadenze imposte dal Pnrr – spiega Massimo Ferrante, assessore ai Lavori pubblici e attuazione del Pnrr del Comune di Genova – la direzione Opere pubbliche e la ditta incaricata hanno dato il massimo per arrivare alla conclusione di questo cantiere che prevede ora, una sistemazione finale dell’area”.

Il progetto della palestra di arrampicata nel Ghetto è stato inserito dal Comune di Genova nell’ambito del programma “fuori dal Comune”, che si propone appunto di riqualificare spazi non utilizzati attraverso un percorso di partecipazione condiviso con il territorio.

“A novembre si chiuderà la prima fase – spiega l’assessora all’Urbanistica del Comune di Genova, Francesca Coppola – che comprende anche altri immobili nel centro storico, abbiamo avviato una prima ricognizione sui possibili soggetti interessati attraverso una manifestazione di interesse per capire chi e come gestirà questi spazi”.

Spazi che non sono rappresentati solo dalla parete da climbing nella piazza limitrofa alla “Casa della Giovane” ma anche da un giardino antistante e da alcuni locali di servizio che saranno utilizzati dai gestori della palestra come magazzino e come spogliatoio per ragazze e ragazzi, a piano terra, in vico Superiore Santa Sabina 11r e 13r e Vico dell’Olio 5r nonché la sistemazione del locale di vico Fregoso 43r.

Secondo quanto risulta dal documento di aggiudicazione dei lavori e dal portale ministeriale sui progetti Pnrr il costo dell’intervento è stato di 1,6 milioni e i cantieri sono stati seguiti dall’impresa Saracino, di Genova. I lavori, avviati durante il governo Bucci, hanno subito alcuni rallentamenti a causa di ritrovamenti archeologici (per la ripartenza sono serviti il via libera e le prescrizioni della sovrintendenza)

La parete da arrampicata è costituita da una struttura portante in profili metallici rivestita da una struttura in legno cui si fissano i pannelli della parete stessa. Le inclinazioni sono fisse mentre le prese, già studiate in fase di progettazione, saranno comunque modificabili da parte di chi gestirà la struttura. Sotto la parete sarà realizzata una piazza con nuova illuminazione e sedute il tutto accessibile tramite rampe laterali.

“Dai percorsi di ascolto e co-design condotti con cittadini e realtà locali è emersa una vocazione chiara – dicono dal Comune – creare un polo aperto alla città, dedicato allo sport, alla socialità e al benessere inclusivo. L’area integrerà spazi e strutture per l’attività motoria accessibili a tutti, affiancati da locali polifunzionali destinati a iniziative culturali, formative e di aggregazione giovanile”.

Ancora non si sa, quindi, chi gestirà la palestra di arrampicata, verosimilmente una delle realtà già attive a Genova nella promozione di questa disciplina sportiva (si contano sulle dita di una mano) ma quello che è fondamentale, secondo Christian Spadarotto, tra gli padri dell’idea, è che si tenga sempre conto del valore sociale del nuovo futuro impianto.

“Nell’ultimo di una serie di incontri con l’amministrazione, venerdì scorso – sottolinea Spadarotto – è stato chiarito che prenderà in mano la palestra di arrampicata dove tenere conto del contesto circostante e quindi prevedere delle agevolazioni, attraverso gratuità o tariffe calmierate, per fare in modo che possano accedere anche i giovani e i residenti di questa parte della città, questo ci è stato garantito ed è fondamentale per fare sì che la struttura sia davvero al servizio del territorio, poi è ovvio che dovrà esserci una sostenibilità economica ma questo dovrà andare di pari passo con il fine sociale”.

I ruderi di Santa Sabina, ormai ex ruderi, sono sul limite di una delle aree più critiche del centro storico, il cosiddetto Ghetto: una zona più volta finita al centro delle cronache per situazioni di degrado o per la convivenza difficile tra il “drop-in” di vico della Croce Bianca e la vita dei residenti.

Tuttavia le iniziative per rilanciarla esistono, dalle attività presenti in piazza Don Gallo alla creazione di spazi per l’arte come “Florida”, in piazzetta dei Fregoso. La palestra di arrampicata a cielo aperto potrebbe essere un ulteriore tassello per modificare la frequentazione del quartiere.

“Su questo fronte – conclude Spadarotto – attendiamo anche che si parta con il riutilizzo dei locali di palazzo Rebuffo Serra, proprietà dell’università data in concessione gratuita al Comune per potenziare un’attività al piano strada, chiuso da anni”.

Autore
Genova24

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