Una bibita zuccherata al giorno è associata a un rischio più che doppio di tumore allo stomaco, secondo uno studio
- Postato il 26 agosto 2026
- Lifestyle
- Di Blitz
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Una lattina di bibita zuccherata, una bevanda sportiva, una limonata o un’altra bevanda dolce consumata ogni giorno potrebbero non essere un’abitudine così innocua per la salute. Un nuovo ampio studio statunitense ha infatti rilevato un’associazione tra il consumo quotidiano di bevande zuccherate e un rischio significativamente più alto di sviluppare il tumore dello stomaco.
Il dato che ha attirato maggiormente l’attenzione è questo: rispetto a chi consumava queste bevande meno di una volta al mese, le persone che ne bevevano almeno una porzione al giorno presentavano un rischio di tumore gastrico 2,45 volte superiore.
Il risultato, però, non significa che una bibita zuccherata provochi direttamente il cancro allo stomaco. Lo studio è osservazionale e può individuare un legame, non dimostrare un rapporto di causa-effetto. Ma le dimensioni della ricerca e il lungo periodo di osservazione rendono i risultati particolarmente interessanti e aggiungono un nuovo tassello alla discussione sugli effetti dello zucchero liquido sulla salute.
Lo studio su oltre 112mila persone
La ricerca, pubblicata il 17 agosto 2026 sulla rivista Gastro Hep Advances, ha analizzato i dati di 112.284 partecipantiprovenienti da due grandi studi americani che seguono la salute e le abitudini alimentari dei partecipanti per molti anni: il Nurses’ Health Study e l’Health Professionals Follow-Up Study.
Durante il periodo di osservazione, durato decenni e pari complessivamente a oltre 3,2 milioni di anni-persona, sono stati registrati 278 casi di tumore gastrico.
I ricercatori hanno confrontato le abitudini di consumo di diverse bevande, considerando come bevande zuccherate quelle gassate, le limonate e bevande alla frutta dolcificate e le bevande sportive. Dopo aver tenuto conto di numerosi possibili fattori in grado di influenzare il rischio, è emersa un’associazione significativa tra il consumo abituale di queste bevande e l’incidenza del cancro allo stomaco.
Una bevanda al giorno e il rischio più elevato

Il confronto più netto è stato osservato tra chi consumava abitualmente almeno una porzione di bevanda zuccherata al giorno e chi ne beveva meno di una al mese.
Nel primo gruppo il rischio di sviluppare un tumore gastrico è risultato 2,45 volte più alto. L’associazione è stata osservata sia nelle donne sia negli uomini, anche se alcune differenze tra i due gruppi richiederanno ulteriori approfondimenti.
Tra le donne, in particolare, il consumo di più di una bevanda zuccherata al giorno è stato associato a un rischio circa tre volte superiore rispetto al consumo molto raro.
Un altro elemento interessante riguarda il fruttosio. Un maggiore apporto complessivo di questo zucchero è risultato associato a una maggiore incidenza di tumore gastrico. Questo non dimostra che il fruttosio sia, da solo, responsabile dello sviluppo del cancro: potrebbe essere un indicatore di un modello alimentare o metabolico più complesso. Ma è un dato che i ricercatori considerano meritevole di ulteriori studi.
Perché le bevande zuccherate potrebbero essere coinvolte?
La domanda più importante, naturalmente, è capire il perché. Al momento non esiste una risposta definitiva.
Lo studio non è stato progettato per dimostrare il meccanismo biologico che potrebbe collegare le bevande zuccherate al tumore dello stomaco. I ricercatori hanno però indicato alcune possibili strade che dovranno essere approfondite.
Il consumo frequente di bevande molto zuccherate può contribuire, nel tempo, all’aumento di peso e a modificazioni del metabolismo. Entrano in gioco anche l’insulino-resistenza, l’infiammazione cronica e possibili cambiamenti del microbiota intestinale. Tutti questi fattori sono oggetto di ricerca nel rapporto tra alimentazione, metabolismo e sviluppo dei tumori.
Questo non significa che una bibita zuccherata arrivi nello stomaco e provochi direttamente una trasformazione tumorale. La relazione, se confermata, potrebbe essere molto più indiretta e dipendere dall’interazione tra zuccheri, metabolismo, peso corporeo, infiammazione e altri fattori individuali.
Attenzione: il rischio relativo non è il rischio individuale
Il dato del rischio 2,45 volte superiore può sembrare particolarmente allarmante, ma va letto correttamente.
Si tratta di un rischio relativo, cioè di un confronto tra due gruppi. Non significa che chi beve una bibita zuccherata ogni giorno abbia una probabilità del 245% di ammalarsi, né che il tumore allo stomaco diventi automaticamente frequente.
Nel complesso dello studio, i casi di tumore gastrico sono stati 278 su oltre 112mila partecipanti. Il tumore dello stomaco rimane quindi un evento relativamente poco frequente nella popolazione osservata.
Questo è un punto importante quando si parla di risultati scientifici: un aumento relativo del rischio può essere rilevante per la ricerca e la salute pubblica, senza poter essere tradotto automaticamente nella probabilità individuale di una singola persona.
E le bevande senza zucchero?
Un risultato dello studio riguarda le bevande dolcificate artificialmente. Nell’analisi condotta dai ricercatori, queste non sono risultate associate a un aumento dell’incidenza di tumore gastrico.
Ma anche questo dato non va trasformato nel messaggio secondo cui le bevande senza zucchero siano automaticamente benefiche o prive di qualunque possibile effetto sulla salute. Lo studio ha esaminato in modo specifico la relazione con il tumore gastrico e non può stabilire un giudizio generale su tutte le conseguenze del consumo di dolcificanti.
Il messaggio più prudente non è quindi «sostituire tutto con bevande diet», ma ridurre il consumo abituale di bevande molto dolci e privilegiare, nella quotidianità, acqua e altre bevande non zuccherate.
Il limite importante dello studio: non dimostra una causa
Questo è probabilmente l’aspetto più importante da sottolineare. La ricerca è osservazionale.
Gli scienziati hanno seguito le abitudini delle persone e hanno osservato quali partecipanti si sono ammalati nel tempo, ma non hanno assegnato casualmente a un gruppo il compito di bere bevande zuccherate e a un altro quello di evitarle.
Di conseguenza, non è possibile escludere completamente l’influenza di altri fattori. Le persone che consumano quotidianamente molte bevande zuccherate potrebbero avere anche altre caratteristiche legate al rischio di malattia.
Un altro limite riguarda Helicobacter pylori, uno dei più importanti fattori di rischio riconosciuti per il tumore dello stomaco. Le informazioni sull’infezione erano disponibili soltanto per una parte dei partecipanti, anche se nell’analisi di questo sottogruppo i ricercatori non hanno rilevato un legame tra il consumo delle bevande e l’infezione. La popolazione studiata era inoltre composta prevalentemente da persone bianche, un elemento che limita la possibilità di estendere automaticamente i risultati a tutte le popolazioni.
Studio di riferimento: Gweon TG, Ha J, Kim H, Du M, Song M, Chan AT. Association between sugar-sweetened and artificially sweetened beverage intake and gastric cancer incidence, Gastro Hep Advances (2026), DOI: 10.1016/j.gastha.2026.101097. Lo studio è stato condotto da ricercatori del Mass General Brigham Cancer Institute.
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