Un tuffo negli anni Novanta, 50mila fan da tutto il mondo e un’esibizione a sorpresa di Ed Sheeran: ecco cos’è successo al primo PokémonXP di San Francisco
- Postato il 5 settembre 2026
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- Di Il Fatto Quotidiano
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Generazione sintesi AI in corso…
Quello dei Pokémon è un brand che riscontra un alto livello di apprezzamento lungo più generazioni, dai bambini ai ragazzi, fino agli adulti – si miei compagni millennial, non possiamo più sfuggire a questa definizione -. Se così non fosse non continuerebbe ad essere un nome influente a livello mediatico anche a distanza di 30anni dal lancio in Giappone.
Un ottimo riscontro a riguardo lo ha dato sicuramente il weekend appena passato – quello dal 28 al 30 agosto – quando San Francisco con l’area del Moscone Center ha fatto da cornice per il PokémonXP, la prima convention dedicata agli appassionati dei mostri tascabili nipponici che ha affiancato i Campionati del Mondo, ormai appuntamento fisso ogni anno ad agosto, attraendo circa 50.000 partecipanti da tutto il mondo.
L’evento, organizzato da The Pokémon Company (o TPC), ha accolto i Poké-fan con spettacoli, attività e panel in cui poter scoprire le novità in arrivo nei prossimi anni, come ad esempio la nuova serie con protagonisti Sirfetch’d e Pichu di cui vi abbiamo parlato alcuni giorni fa. Ad aprire le danze, dopo un video introduttivo, è stato il concerto dal vivo de “The 8-Bit Big Band” che ha ripercorso in due medley le colonne sonore prima dei giochi della prima generazione, poi dei restanti titoli vedendo man mano riprodotte sugli schermi del palco clip di gioco, il tutto accompagnato dall’esibizione di un gruppo di ballo.
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Passeggiando per i padiglioni, così come per la Rayquaza Road – che, per i giorni intorno all’evento, ha occupato gli spazi di Howard Street tra i due padiglioni del Moscone Center, trasformandola in un’area pedonale – l’aria che si respirava era quella di festa, bambini, ragazzi e adulti emozionati nell’incontrare il proprio Pokémon preferito, gente curiosa di scoprire i nuovi gadget e giocattoli dai vari partner e licenziatari di TPC, come Lego con i suoi mattoncini “smart” – prodotto che purtroppo, sottolineiamo a scanzo di equivoci, non arriverà in Italia -, o Funko con la sua nuova serie di personalizzazioni Pop! Yourself dedicata ai pocket-monsters nel quale potersi ritrarre come un allenatore; tra gli altri erano presenti con propri stand anche brand non legati al mondo di giochi e giocattoli, ma che hanno collaborato con Pokémon, come ad esempio Crocs.

Il PokémonXP durante il weekend ha occupato anche un’ampia area all’aperto nei Yerba Buena Gardens, luogo che ha accolto varie attività da giochi per i più piccoli, ad un palchetto da cui durante la giornata si sono alternate varie iniziative come momenti dedicati allo Yoga (accompagnati dai Pokémon) e momenti di storie e racconti per i bambini; una grande cupola “aperta” al centro dei giardini, invece, accoglieva un workshop con un occhio alla natura, organizzato dalla no-profit “Planet Bee Foundation“, in cui i partecipanti potevano creare delle “palline” di terra e semi da poter portare a casa e seminare nel proprio quartire, migliorando l’ambiente per le api. Nell’area del parco erano stati allestiti anche due tendoni dove i partecipanti potevano farsi preparare da makeup artist e stylist trucco e acconciature che richiamavano personaggi dall’universo deimostri tascabili.
Per chi invece fosse stato interessato a ripercorrere la storia dei Pokémon, quasi al centro, nel passaggio tra i due padiglioni era stato allestino una piccola area “museo”, con un percorso cronologico dedicato ai videogiochi e alle carte, oltre ad una grande esposizione di carte, peluche e gadget storici (inclusi degli skateboard), permettendo ai più “anziani” di fare un bel tuffo nella nostalgia.
Una cosa che ha lasciato un’impressione positiva è stata la possibilità di muoversi tra padiglioni e stand senza rimanere mai bloccati, senza mai trovarsi nella “calca”, nonostante tra postazioni per il ritiro delle spille collezionabili, pannelli per collezionare medaglie su Pokémon Home, set fotografici in cui potersi far scattare una foto insieme ai Pokémon più celebri, così come per il Pokémon Center – lo store allestito al Moscone West, a cui si accedeva su prenotazione -, le code siano state sicuramente lunghe; va certamente dato plauso sia ai partecipanti che allo staff per non averle mai trasformate in caos: anche finiti i cordoni di delimitazione chi attendeva rimaneva in fila in modo ordinato e senza diventare un’ostruzione al passaggio di altri.
Lo spettacolo però non si è limitato al solo PokémonXP, anche le finali dei Pokémon World Championships tenutesi al Chase Center – location che solitamente ospita l’NBA – hanno mostrato una cura degna delle migliori produzioni televisive. Il palco ad esempio, con il suo display integrato, durante le competizioni ha alternato decorazioni e informazioni sulle partite in corso, come ad esempio le squadre di Pokémon utilizzate dalla coppia di contendenti su Pokémon Champions, mentre l’arena con un pubblico sempre più numeroso e caloroso nel corso della giornata ha contribuito a far percepire emozioni non diverse da quelle di una competizione sportiva tradizionale.

Ciliegina sulla torta, dopo lo spettacolo finale che ha visto Loren Allred esibirsi accanto ai ballerini prima nel brano “Champions” dedicato all’evento, ed altri celebri brani dal repertorio Pokémon, sul palco, terminata la diretta streaming, è salito Ed Sheeran con la sua Celestial – brano presente in Pokémon Scarlatto e Violetto -, per poi chiudere la serata intonando il “Gotta Catch ‘Em All” della prima celebre sigla dei cartoni animati negli States.
Una cosa è certa, se i Pokémon sono stati in un qualsiasi momento parte della propria vita, che sia stato per i videogiochi su Game Boy, per i cartoni animati, o per le carte collezionabili, che sia stato alla fine degli anni ’90 o sia stato nell’ultimo decennio con Pokémon GO e la Switch, durante il weekend di PokémonXP e Mondiali era impossibile non emozionarsi o farsi scappare qualche lacrima.
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