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In sintesi
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La città di Ústí nad Labem, in Repubblica Ceca, è famosa per diversi motivi: le sue porcellane, il fatto che si trova alla confluenza tra i fiumi Elba e Bílina, uno spettacolare castello. Di recente però il suo nome è diventato famoso soprattutto tra i paleontologi: come raccontato in uno studio pubblicato sul Journal of Archaeological Science, quelli che nascevano come scavi di un cantiere per la costruzione di un palazzo si sono rivelati in realtà un deposito di ossa di mammut – e i resti trovati in loco raccontano che non si trattava di animali selvatici ma di vittime di caccia.. Una necropoli di animali
La scoperta è avvenuta nel 2024, con l'apertura del cantiere per la costruzione del nuovo Palazzo di Giustizia in città. Gli scavi sono durati poco: appena "rotta" la terra, gli operai si sono trovati di fronte a un vero e proprio cimitero di ossa di mammut lanoso. Gli esperti dell'Accademia delle Scienze ceca che sono stati contattati non credevano ai loro occhi: in totale, in un'area di circa 1.000 metri quadrati, sono stati ritrovati più di 3.500 fossili diversi, dominati dai resti di mammut lanosi – almeno 20 esemplari diversi, secondo lo studio. Nello scavo sono stati trovati anche resti di rinoceronti lanosi, cavalli, renne e lepri.. Non c'erano però solo resti animali: ulteriori analisi dell'area hanno rivelato attrezzi di pietra sagomati, tracce di fuoco e anche numerose chiazze di ocra rossa, un pigmento spesso usato dai nostri antenati il cui scopo però, almeno in questo sito, non è chiaro.
Tutti i resti di attività umana sono stati fatti risalire alla cosiddetta cultura Gravettiana, diffusa in tutta Europa tra 33.000 e 24.000 anni fa: il sito ceco è stato datato a 27.000 anni fa, quando questa industria paleolitica era al suo apice.. Macelleria preistorica
Mettendo insieme tutti i pezzi del puzzle, emerge dunque un quadro molto chiaro: il sito ceco non era semplicemente un luogo dove i nostri antenati accumulavano le carcasse di mammut, ma una vera e propria "azienda" dove veniva processata la carne delle prede riportate a casa dai cacciatori.
Lo studio spiega che non è possibile ricostruire l'organizzazione di queste battute di caccia preistoriche, ma le dimensioni degli animali cacciati suggeriscono che si trattasse di uno sforzo di gruppo.. C'è poi il fatto che sia gli strumenti di pietra sia le ossa dei mammut portano segni di una qualche forma di lavorazione: è possibile che gli "operai" del sito macellassero la carne e separassero la pelle dalle ossa, per usarla come pelliccia.
La prova definitiva del fatto che i mammut ritrovati a Ústí nad Labem fossero vittime di caccia arriva dalla loro età: erano tutti giovani maschi, che raramente morivano di cause naturali e che, essendo spesso individui solitari, erano prede più facili per i cacciatori umani..
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