Ultimate Championship, Tamberi è un mostro, si prende oro e montepremi. Pernici sbriciola il record italiano
- Postato il 13 settembre 2026
- Di Virgilio.it
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Immenso Gimbo. Tamberi si conferma campione di tutto e aggiunge alla sua nutritissima bacheca l’ennesimo trofeo, quello di una competizione che non avrebbe potuto conquistare prima visto che l’hanno appena inventata: l’Ultimate Championship. Il fuoriclasse marchigiano ha portato a casa il titolo e i 150mila dollari destinati al vincitore con la stessa misura di Tokyo, 2,37: un segno del destino. Bravissimo anche Francesco Pernici, quinto ma col record tricolore negli 800. Niente medaglie per Dariya Derkach nella finale del triplo e per la staffetta 4×400 mista.
- Tamberi porta a casa pure l'Ultimate Championship
- Francesco Pernici, record italiano negli 800
- Dariya Derkach sesta nella finale del salto triplo
- La staffetta 4x400 mista chiude al settimo posto
Tamberi porta a casa pure l’Ultimate Championship
Eccezionale Tamberi, capace di confermarsi una volta di più un “animale da gara”. “Alziamo, alziamo ancora”, l’urlo alla telecamera dopo aver superato la misura di 2,35 metri. Poi ha fatto ancora meglio saltando pure l’asticella posizionata a quota 2,37 metri e scherzando ancora col cameraman: “Allunghiamo, allunghiamo”. Vano il tentativo dello statunitense JuVaughn Harrison di mettergli il bastone tra le ruote nel finale, con l’errore a 2,39 che ha certificato l’oro dell’italiano. Tamberi ha poi provato a superare la famigerata quota 2,40, provando tre tentativi a 2,41: niente da fare. Ma tutto sommato: chi se ne importa.
Francesco Pernici, record italiano negli 800
Ottima anche la prestazione di Francesco Pernici negli 800. Dopo aver raggiunto la finale col secondo tempo, l’azzurro ha ritoccato il primato personale e italiano che poche settimane fa aveva strappato al leggendario Marcello Fiasconaro: 1’42”67 al termine di una gara velocissima, con una concorrenza di prim’ordine. Pernici ha retto alla grande fino agli ultimi metri, chiudendo con un tempo stratosferico. Davanti a lui l’algerino Djamel Sedjati, che si è preso l’oro e i 150mila dollari di montepremi in 1’41”91, quindi il canadese Marco Arop in 1’42”28 e il kenyano Emmanuel Wanyonyi 1’42”44. Quarto posto e medaglia di legno per lo statunitense Brandon Miller in 1’42”54.
Dariya Derkach sesta nella finale del salto triplo
Sesto posto per Darya Derkach, che ha superato il primo sbarramento ma non il secondo della finale del salto triplo. La formula dell’Ultimate Championship, infatti, è particolare: primi due salti per tutte e otto le concorrenti, poi le ultime due sono eliminate, quindi un turno di salti per le migliori sei ed eliminazione delle ultime due. L’ultimo salto, dunque, è riservato alle migliori quattro. La neo campionessa d’Europa è arrivata a completare tre salti, facendo registrare 13,82 metri come miglior misura. Piuttosto lontana dalla zona podio, a dire la verità, anche se la campionessa azzurra è arrivata all’appuntamento di Budapest con le batterie in riserva.
La staffetta 4×400 mista chiude al settimo posto
Niente exploit, infine, dalla staffetta azzurra 4×400 mista. I quattro italiani azzurri (Edoardo Scotti, Anna Polinari, Lorenzo Benati e Alessandra Bonora) si sono piazzati settimi col tempo di 3’11”56, precedendo soltanto Ungheria e Kenya. La medaglia d’oro è andata alla fortissima squadra statunitense, che col crono di 3’08”32 ha preceduto la selezione del Regno Unito (3’09”40) e quella dei Paesi Bassi (3’09”57). Fuori dal podio Belgio, Norvegia e Giamaica, ma a vincere è stato il format snello e avvincente di una manifestazione che promette di rivoluzionare l’atletica del prossimo futuro.