Ufficiale, Alcaraz: "Salterò Wimbledon, purtroppo il polso destro non è ancora guarito". Autostrada per Sinner
- Postato il 19 maggio 2026
- Di Virgilio.it
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Aveva ragione Greg Rusedski: Carlos Alcaraz non giocherà a Wimbledon, e anzi salterà tutta la stagione sull’erba, di fatto lasciando a Sinner una vera e propria autostrada verso la gloria. Perché se la vetta del ranking è da considerare ormai blindata per l’anno corrente, anche la via che conduce al bis all’All England Club diventa una sorta di corsia preferenziale: il polso destro che ha costretto Carlitos a fermarsi a Barcellona non è ancora guarito, e lo spagnolo non può permettersi in alcun modo di forzare le tappe del rientro. Anche se per il tennis in generale la dipartita di Alcaraz dai prossimi due slam è una tegola pesante, anzi pesantissima.
- Il messaggio social: "Salterò due tornei davvero speciali"
- Sinner, che assist: cercasi rivale sull'erba (e non è facile...)
- Le prospettive di Carlitos: il ritorno a fine luglio negli USA?
Il messaggio social: “Salterò due tornei davvero speciali”
La notizia della rinuncia a giocare sull’erba da parte del numero due del mondo aveva preso piede nei giorni scorsi, perché di segnali che potessero andare nella direzione opposta se ne avvertivano pochi. Alcaraz è fermo da poco più di un mese, da quando ha battuto 6-4 6-2 Virtanen al debutto nell’ATP 500 di Barcellona, salvo poi annunciare poche ore dopo che non sarebbe sceso in campo nel match degli ottavi di finale contro Machac.
Da allora, tante illazioni, ma una certezza ormai piuttosto radicata nelle pieghe di una realtà che non può essere smentita: il problema al polso destro è piuttosto serio, tanto che da più di 30 giorni il murciano non riesce a tenere in mano la racchetta.
“La mia guarigione sta procedendo bene e mi sento molto meglio, ma purtroppo non sono ancora pronto per gareggiare, motivo per cui devo ritirarmi dai tornei sull’erba del Queen’s e di Wimbledon”, ha fatto sapere Carlitos sui suoi profili social. “Sono due tornei davvero speciali per me e mi mancheranno molto. Continueremo ad allenarci assieme al mio staff per tornare il prima possibile”.
Sinner, che assist: cercasi rivale sull’erba (e non è facile…)
Dalle parti di Londra oggi il cielo è decisamente più grigio del solito. Perché i britannici sanno di aver perso il tennista “prediletto” per tenere le competizioni aperte e più accattivanti, soprattutto pensando ai trascorsi nei due tornei londinesi per eccellenza del giocatore di Murcia. Che al Queen’s ha vinto due volte (2023 e 2025), mentre a Wimbledon s’è imposto due anni consecutivamente (2023 e 2024) prima di cedere in finale lo scorso anno a Jannik Sinner.
Che sulla carta è il primo a beneficiare del forfait del grande rivale: se al Roland Garros l’altoatesino avrà la grande occasione per completare il career grand slam, di sicuro a Wimbledon potrebbe trovare terreno fertile per andare a caccia di un bis che avrebbe a sua volta una portata storica enorme.
Orfana di Alcaraz, la schiera di potenziali rivali di Sinner si riduce drasticamente: c’è il solito Djokovic, che pure dopo la finale a Melbourne ha giocato la miseria di 4 partite (tre a Indian Wells e una a Roma: due vittorie e due ko. il bilancio), c’è Zverev che pure sull’erba non è mai stato un portento (lo scorso anno uscì al primo turno contro Rinderknech), ci sono Fritz e Draper che non sanno se saranno della partita, entrambi reduci da problemi fisici (Fritz tornerà in campo domani a Ginevra contro Popyrin, Draper ha già annunciato il forfait a Parigi), e poi i soliti Shelton, Norrie, de Minaur, Medvedev, Bublik e qualche possibile sorpresa come Mensik, Lehecka, Fonseca, Tien o Vacherot.
Le prospettive di Carlitos: il ritorno a fine luglio negli USA?
Alcaraz soffre di una tenosinovite-infiammazione dei tendini del polso destro, tale da costringerlo a restare a riposo per un periodo prolungato. Chiaro che anche nel ranking il crollo sarà notevole: dopo aver perso i 1.000 punti di Roma e i 2.000 conquistati lo scorso anno a Parigi, si aggiungono ora altri 500 riferiti alla vittoria del Queen’s dell’anno passato e i 1.300 della finale di Wimbledon, persa contro Sinner.
Considerando che nella seconda parte dell’anno saranno comunque tanti i punti da difendere, per la numero 1 stagionale è praticamente già finita la rincorsa all’italiano. Resta da capire soltanto quando scoccherà l’ora del ritorno in campo per lo spagnolo, che potrebbe dare appuntamento direttamente sul cemento americano (il 27 luglio scatta il 500 di Washington, il 3 agosto il Masters 1000 di Toronto), con gli US Open che diventano l’obiettivo al quale tendere per riprendere in mano le redini di una stagione che s’era aperta in modo trionfale in Australia, che strada facendo si sta rivelando alla stregua di un incubo.