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In sintesi
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Era uno dei casi più intriganti tra quelli resi pubblici il 18 settembre 2026 dal Sistema presidenziale di divulgazione e segnalazione degli incontri con gli UAP (PURSUE): sei piccoli punti caldi, ripresi da un velivolo militare con una telecamera a infrarossi sopra l'isola di Qaruh, vicino al Kuwait. Il rapporto della missione parlava di un gruppo di oggetti in movimento a circa 480 miglia orarie, cioè circa 777 chilometri orari.
Oggi un nuovo studio propone una spiegazione: sarebbe uno stormo di uccelli. L'articolo, firmato come autore principale da Jacob Haqq-Misra insieme ad altri membri del Consiglio consultivo scientifico dell'UAP, ha un metodo semplice nell'idea: invece di cercare di stabilire a che distanza si trovino gli oggetti, dato che i video non la indicano, misura qualcosa che dalla distanza non dipende.. Il problema della distanza
Negli ultimi cinque mesi il Dipartimento della Guerra degli Stati Uniti ha rilasciato sei serie di registrazioni nell'ambito di PURSUE, tra cui decine di video da telecamere a infrarossi montate su aerei militari. Le informazioni mostrate a schermo sono state però in gran parte censurate, e nessuno dei filmati indica la distanza tra sensore e bersaglio. Senza questo dato, anche la velocità resta una stima incerta: un piccolo oggetto vicino al velivolo, come un insetto, un uccello o un pallone, può sembrare un oggetto più grande, più veloce e più lontano.. Il precedente più noto è il video "Go Fast", registrato dalla Marina statunitense nel 2015. L'oggetto che sembrava sfrecciare radente al mare si trovava in realtà molto più in alto, e si muoveva a una velocità vicina a quella del vento. Ma i dati che hanno permesso di risolvere quel caso, nei video di PURSUE, sono stati oscurati. Il filmato accompagna il rapporto DOW-UAP-D108, redatto da un equipaggio dell'aeronautica statunitense dopo un avvistamento del 29 luglio 2025.. Vi si descrivono sei piccoli oggetti raggruppati, "agili", che "cambiavano frequentemente direzione" e potevano farlo "rapidamente e simultaneamente". La velocità stimata, 480 miglia orarie, corrisponde al 63% di quella del suono (circa 215 metri al secondo), a un'altitudine stimata di 6,7 chilometri.. Il segnale nascosto nella luce
Gli uccelli si tradiscono con le ali. Ogni battito modifica la superficie che l'animale presenta alla telecamera e quindi ne modula la luminosità infrarossa, alla frequenza del battito o al suo doppio. In volo di crociera la frequenza va da circa 2,5 battiti al secondo per le specie più grandi a oltre 10 per i piccoli uccelli canori. E, soprattutto, non cambia con la distanza.. I ricercatori hanno analizzato fotogramma per fotogramma luminosità e dimensioni apparenti di ciascuno dei sei oggetti, che chiamano A-F. Tutti pulsano con regolarità, ciascuno al proprio ritmo, tra 7,11 e 7,85 volte al secondo. Lo stesso segnale compare misurando la luminosità, l'area in pixel e altri parametri (tra cui la larghezza gaussiana) e tutti portano portano a circa 0,13 battiti al secondo. I sei oggetti non battono all'unisono. A e C pulsano a 7,85 Hz, E e F a 7,60-7,64, B a 7,38 e D a 7,11. Anche le fasi sono sfalsate, da 30 a 170 gradi tra una coppia e l'altra, con otto coppie oltre i 90 gradi. Perfino A e C, che hanno la stessa frequenza, sono distanti 119 gradi.
Questo, secondo gli autori, esclude gli artefatti del video. Uno sfarfallio prodotto dalla compressione o dal sensore colpirebbe tutti gli oggetti con un'unica frequenza e un'unica fase. Test con oggetti a luminosità costante inseriti nel filmato hanno confermato che né la compressione né il sensore generano un effetto simile.. Il confronto con i dati di Las Vegas
Per verificare che un battito così regolare sia davvero compatibile con degli uccelli, il gruppo ha applicato lo stesso metodo ai video della rete di telecamere a infrarossi a terra vicino a Las Vegas. Al mattino e alla sera è stato facile individuare numerosi animali in volo, tutti con oscillazioni costanti di luminosità e dimensioni per l'intera ripresa. Le frequenze misurate vanno da 3,4 a 10,0 battiti al secondo, in linea con quelle degli uccelli in volo di crociera e con quelle dei sei punti di PR135.
Gli uccelli a confronto hanno inoltre dimensioni e luminosità simili a quelle dei punti del video militare. La frequenza non basta a individuare una specie, ma pone dei limiti ai tipi di uccelli possibili. E ciò che si osserva in PR135, cioè frequenze simili ma non identiche e movimenti fuori fase è esattamente ciò che ci si aspetterebbe da sei uccelli che volano insieme.. Quanto vanno veloci, davvero?
Resta la velocità di 480 miglia orarie. Secondo lo studio, potrebbe essere un effetto di parallasse: uno stormo quasi fermo o lento a un'altezza pari al 60-80% di quella del velivolo, produrrebbe esattamente quella velocità apparente se la si calcolasse proiettandola sul terreno sottostante. Gli uccelli, insomma, sarebbero più vicini all'aereo di quanto ipotizzato dall'equipaggio. Anche altri elementi tornano. Il numero degli oggetti, la loro disposizione mutevole (i punti si spostano l'uno rispetto all'altro di decine di pixel in un paio di secondi, disponendosi a turno in linea, ammasso, coppie e un anello approssimativo) e la descrizione di oggetti agili che cambiano direzione sono coerenti con uno stormo.. Gli autori ritengono meno plausibile l'ipotesi di droni coordinati a quella velocità: la limitata velocità di comunicazione tra droni renderebbe probabili le collisioni, mentre occhi e cervello degli uccelli sono abbastanza rapidi da consentire un movimento coordinato.
Va considerata anche l'altitudine. Studi sui migratori notturni tracciati dal radar mostrano che gli uccelli battono le ali più velocemente in aria rarefatta: la frequenza aumenta di circa 0,4 Hz per chilometro di quota nei planatori e di 1,1 Hz nei "balzanti". A un'altezza fino a 3 chilometri, dunque, gli stessi uccelli potrebbero battere le ali circa 3 Hz più in fretta che vicino al livello del mare.. I limiti dello studio
Il filmato è stato girato sull'isola di Qaruh, nel sud del Kuwait. A fine luglio, picco della stagione riproduttiva, cieli e acque intorno all'isola sono popolati soprattutto da uccelli marini che nidificano: in particolare quattro specie principali di sterne e i cormorani di Socotra.
Gli stessi autori riconoscono i limiti dell'analisi, dovuti alla scarsità di dati, soprattutto sull'altitudine della telecamera. Per arrivare a conclusioni definitive servirebbero la posizione del velivolo, la telemetria dei sensori e i video non censurati, in modo che le deduzioni possano essere verificate invece di restare interpretazioni ambigue. Il valore del lavoro, però, va oltre questo caso. L'analisi nel dominio del tempo, basata sulla variabilità periodica della luminosità, permette di caratterizzare un UAP anche quando la distanza è ignota e i dati dei sensori sono oscurati. Per gli autori, nel loro insieme i risultati forniscono prove convincenti che gli oggetti di DOW-UAP-PR135 siano un piccolo stormo di uccelli..
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