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Tutto il potere ai giovani. L’hub per l’energia di domani di Enel Foundation

  • Postato il 14 luglio 2026
  • Economia
  • Di Formiche
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In sintesi

La transizione energetica globale rappresenta una sfida cruciale per le nuove generazioni, che dovranno gestire la complessità della diversificazione tra fonti tradizionali e rinnovabili. Enel Foundation ha creato un hub innovativo dedicato ai giovani, offrendo loro strumenti, conoscenze e opportunità per diventare protagonisti della rivoluzione energetica. Questo spazio formativo mira a sviluppare competenze strategiche nelle infrastrutture e nella sostenibilità, preparando i leader di domani a vincere le sfide della decarbonizzazione e dell'autonomia energetica.

Sintesi generata automaticamente con intelligenza artificiale a partire dal contenuto originale della testata. Standard editoriali.

Tutto il potere ai giovani. L’hub per l’energia di domani di Enel Foundation

L’energia è una cosa seria. Ma, soprattutto, è una questione che riguarda da vicino, e molto, i giovani. D’altronde, gli equilibri globali si giocheranno in futuro su gas, petrolio, nucleare, rinnovabili. E tutto quello che c’è in mezzo, a cominciare dalle infrastrutture. Chi è più efficiente, più autonomo, oggi, è il vincitore di domani. Ma come muoversi? Questo l’humus nel quale ha preso forma il convegno Giovani ed energia: dialoghi intergenerazionali sul futuro dell’energia organizzato e promosso da Enel Foundation presso il Teatro della Cometa, un gioiellino incastonato tra Piazza Venezia e il Teatro Marcello. L’Italia, ancora alla ricerca di una vera autonomia energetica che le consenta di mettersi al riparo dagli shock globali, non può fare a meno di guardare ai giovani. Cogliendo le loro paure, le loro speranze, i loro suggerimenti per una vera e tangibile efficienza, senza lasciare nulla al caso.

E proprio con questa visione, Enel foundation ha lanciato per l’occasione l’Hub giovani ed energia, un’iniziativa interdisciplinare nata per coinvolgere le nuove generazioni nel definire le priorità del sistema energetico del futuro. L’Hub nasce dalla convinzione che le grandi trasformazioni del nostro tempo possano essere governate solo attraverso un dialogo continuo tra chi oggi guida il cambiamento e chi sarà chiamato a proseguirlo. L’obiettivo è creare una comunità di giovani professionisti capace di mettere competenze, ricerca ed evidenze scientifiche al servizio delle politiche pubbliche e delle strategie industriali, contribuendo a rendere la transizione energetica sempre più sostenibile, equa e resiliente.

Il messaggio di apertura è stato affidato al ministro per l’Ambiente, Gilberto Pichetto Fratin. “Enel foundation si conferma un attore di primo piano per la promozione dei temi legati alla transizione energetica e per l’analisi, attenta e puntuale, delle sue implicazioni economiche e sociali. Il contributo dei giovani talenti rappresenta uno sforzo lodevole per arrivare a una risposta su quale futuro energetico vogliamo per le nuove generazioni. Abbiamo bisogno di un sistema che sia in grado di supportare la decarbonizzazione e promuovere la sostenibilità ambientale e questo è possibile solo se saremo in grado di trasferire ai settori produttivi interessati i progressi tecnologici. Penso in particolare al grande contributo che può arrivare dall’Intelligenza Artificiale e dalla digitalizzazione”, ha premesso il ministro.

Di efficienza, invece, ha parlato nelle considerazioni iniziali il ministro dello Sport, Andrea Abodi, subito dopo i saluti  di Maria Grazia Chiuri, titolare del Teatro della Cometa e di Elisabetta Colacchia, consigliere Fondazione centro studi Enel. “Oggi l’efficientamento energetico degli impianti sportivi italiani è una sfida e un obiettivo non più rimandabile. La riqualificazione urbana e sociale dei luoghi dove poter praticare gratuitamente attività motoria è il miglior modo di mettere l’energia al servizio dello sport”, ha spiegato Abodi. “Abbiamo il dovere di intervenire, questo governo sta investendo risorse finanziare e attuando progetti diffusi, come mai successo nella storia della Repubblica, mettendo a disposizione delle comunità nuove infrastrutture pubbliche. Infrastrutture che debbono, per prima cosa, essere efficienti da un punto di vista energetico”. E ancora, “l’importanza di questo hub è la possibilità di dialogo e di confronto per intervenire in un settore importante come quello dell’energia. Le nuove generazioni cominciano ad avere esigenze nuove, per questo devono contribuire al dialogo in corso sulla transizione energetica entrando nelle tematiche con competenze e con assunzioni di responsabilità”.

Il dibattito si è poi snodato attorno a tre grandi direttrici che plasmeranno il futuro: l’evoluzione del sistema energetico, il ruolo delle tecnologie e i nuovi equilibri tra le generazioni. Temi profondamente interconnessi, che individuano nei giovani il punto di incontro tra innovazione, responsabilità e visione di lungo periodo. Saranno infatti le nuove generazioni a sviluppare le soluzioni tecnologiche, assumere le decisioni di domani e vivere gli effetti delle scelte compiute oggi. Voce autorevole salita sul palco del piccolo teatro romano, quella dell’ex direttore generale di Confindustria e oggi consigliere del ministero dell’Università, Marcella Panucci.

“Cosa conta oggi? Formare e innovare, perché proprio su questo si fonderanno e si metteranno alla prova le politiche energetiche del Paese. La comunità di giovani è il nostro futuro, ma senza un buon bagaglio le sfide rischiano di non essere vinte”, ha chiarito Panucci. Il punto di caduta resta comunque la creazione di reti tra generazioni e istituzioni, tra imprese e politica. D’altronde, non si può certo dire che ai giovani di oggi manchi una coscienza ambientale e dunque anche energetica. Questo rende “ancora più necessario far sì che ci sia un dialogo tra le diverse generazioni, un dialogo con le istituzioni, con chi deve poi mettere a terra le politiche energetiche”.

Quando si parla di energia, però, non è possibile non tirare in ballo la tecnologia. E qui sono entrati in campo gli esperti. Stefano Paolo Corgnati, rettore del Politecnico di Torino, ha sottolineato per esempio, come “quello che deve cambiare oggi è la struttura dei modelli formativi universitari, adattandosi alla velocità della tecnologia. C’è un’offerta formativa che ha un passo troppo lento, troppo diverso da quello della tecnologia. Il tema vero oggi è la gestione dei dati, applicati all’energia. C’è un cambiamento di paradigma in atto, una grande velocità nel leggere i dati, serve ancora più competenza di prima. Questi sono elementi dai quali non è possibile prescindere per una corretta gestione dell’energia di domani. Quello che bisogna capire oggi è che non bisogna avere paura delle tecnologia, che non va respinta, ma abbracciata, senza timore. Quindi, quando sento o leggo che la tecnologia, a cominciare dall’Intelligenza Artificiale, spegnerà il cervello, non è assolutamente vero”.

Una chiave di lettura complessiva è arrivata poi da Giulia Genuardi, direttore Fondazione centro studi Enel. Per la quale “il contesto globale è decisamente mutato con una concatenazione di eventi che hanno riverberato turbolenze a tutti i livelli. Sfide che non conoscono confini. Gli scenari attuali geopolitici sono in grandissima evoluzione, l’Intelligenza Artificiale, lo sappiamo sta pervadendo gran parte delle attività con implicazioni rilevanti sui processi e sui profili professionali. La nostra attività, lo spirito di Enel Foundation, mira proprio a questo, ovvero costruire ponti tra il sapere tecnico e le istituzioni, favorendo una lettura integrata delle sfide e delle opportunità. La sfida oggi non è solo produrre conoscenza per i giovani, per le generazioni, ma produrre conoscenza utile alle decisioni, e per farlo serve una visione ampia, multidisciplinare e internazionalmente connessa”.

Autore
Formiche

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