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Turismo, in Liguria è “estate tutto l’anno”: presenze in crescita dell’8,8% da gennaio a maggio

  • Postato il 28 luglio 2026
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  • Di Genova24
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Turismo, in Liguria è “estate tutto l’anno”: presenze in crescita dell’8,8% da gennaio a maggio

Genova. Il turismo in Liguria non è più solo un fenomeno estivo. Oppure, letta da un’altra angolazione, è “estate tutto l’anno”, come recita lo slogan scelto dalla Regione. A certificare una tendenza ormai consolidata sono i dati raccolti dall’Osservatorio regionale nel periodo da gennaio a maggio 2026. Nonostante un calendario meno favorevole rispetto all’anno precedente, con meno ponti festivi e lunghi periodi di vacanza, gli arrivi sono cresciuti dell’8,09% (2.172.841, ben 162.566 in più) e le presenze dell’8,85% (5.998.044, con un incremento di 487.812 unità).

A rivendicare i risultati è il presidente Marco Bucci: “Vuol dire che abbiamo veramente destagionalizzato il turismo, cioè Genova e la Liguria rispondono molto bene alle esigenze dei turisti su tutto l’anno. È la dimostrazione che, quando si fa un certo tipo di lavoro, poi ci sono i risultati. E i risultati ottenuti ci fanno pensare che dobbiamo spingere ancora di più sull’acceleratore, perché 6 milioni di turisti in cinque mesi dell’anno significano una ricaduta economica e occupazionale di alto livello. Avanti così”.

In Liguria turismo tutto l’anno: l’analisi dei dati della Regione

In termini percentuali la crescita riguarda soprattutto gli stranieri, che in tutto il periodo pre-estivo hanno fatto registrare +7,99% di arrivi (71.398 in più, 965.502 in totale) e +10,4% di presenze (256.734 in più, nel complesso 2.718.654). Ma in termini assoluti sono gli italiani a trainare con 1.207.339 arrivi (91.168 in più, +8,17%) e 3.279.390 presenze (231.078 in più, +7,58%).

L’incremento maggiore in percentuale si è registrato a febbraio, quando si è passati da 207mila a 241mila arrivi (+16,54%), un aumento determinato in particolare dalla componente italiana (+17,12%). Ottimo anche l’andamento di maggio in cui la Liguria ha registrato un +10,23% di arrivi e un +11,39% di presenze, anche in questo caso soprattutto rappresentati dagli italiani. La Liguria si conferma inoltre la prima regione costiera per crescita degli arrivi di turisti italiani.

Nelle prime 10 località più gettonate, ci sono tre capoluoghi di provincia (Genova al primo posto per arrivi, La Spezia al quarto, Savona al decimo), che probabilmente beneficiano del fatto di essere home port di primarie compagnie crocieristiche che operano anche in periodi di bassa stagione, ma soprattutto offrono maggiore disponibilità ricettiva e soluzioni per un turismo meno strettamente legato al clima. In particolare Genova, Sanremo e Alassio sono sul podio delle mete preferite dagli italiani, mentre Genova, La Spezia (come hub per le Cinque Terre) e Sanremo svettano nella classifica degli stranieri.

Il maggior numero di arrivi tra i turisti italiani si conferma essere quello dei tradizionali bacini delle città di Torino e Milano e in genere da Piemonte e Lombardia, che ribadiscono la preferenza per la Liguria sempre più fuori stagione.

Anche i dati diffusi recentemente dal Viminale sulla proiezione del mese di giugno, confermano l’attrattività della Liguria, seconda meta a livello italiano dopo l’Umbria per aumento percentuale di arrivi italiani (+8,89%) rispetto al primo semestre dello scorso anno.

Turismo sempre meno stagionale e anche un po’ meno mordi e fuggi: in media ciascun visitatore soggiorna in Liguria per 2,76 giorni. “L’analisi dei dati – commenta il professor Luca Sabatini, consulente statistico della regione – ci consegna anche un interessante delta tra l’aumento degli arrivi (+8,09%) e delle presenze (+8,85%): con una permanenza media che registra un leggero incremento dello 0,7%, il maggior volume di turisti si traduce in un’espansione proporzionale dell’indotto economico complessivo per il territorio”.

Le ragioni della crescita e i tasselli mancanti

“Le politiche di destagionalizzazione attuate stanno ottenendo i risultati preventivati, come si evince da questi dati – aggiunge l’assessore al Turismo Luca Lombardi – le quasi 500mila presenze in più in cinque mesi rispetto al 2025 sono un ottimo segnale della crescita della Regione e della strategia intrapresa. L’aumento dei turisti stranieri è frutto della presenza della Liguria alle più importanti fiere internazionali del settore: quest’anno siamo stati a Utrecht in Olanda, Madrid in Spagna, Sydney in Australia, Monaco, Berlino e Francoforte in Germania, Lione in Francia, Oslo in Norvegia, Pechino in Cina e New York negli Usa”.

“Un grande impulso – prosegue Lombardi – si è avuto anche dal patto per il lavoro nel turismo, giunto alla nona edizione e firmato a gennaio con enti datoriali e sindacati. Aiutiamo imprese e lavoratori del settore con bonus assunzionali per un totale di 6 milioni di euro per stimolare la stipula di contratti a lungo termine o a tempo indeterminato: quest’anno le domande presentate sono state 585 per un totale di 2.425 contratti richiesti di cui 229 a tempo indeterminato. Inoltre abbiamo investito sugli eventi dei nostri meravigliosi borghi: nel 2026 sono 206 organizzati da Comuni, Pro Loco e associazioni locali, di cui un terzo programmati al di fuori dell’alta stagione estiva con un grandissimo ritorno in termini di presenze. Infine i turisti ci hanno scelto per tutte le attività outdoor da praticare anche nei mesi cosiddetti spalla: abbiamo investito nella rete dei cammini e delle ciclovie costruendo un’offerta che collega il mare con l’entroterra permettendo, grazie al nostro incomparabile clima, di vivere la Liguria per 12 mesi all’anno”.

Che cosa manca ancora? “Forse i contatti con tutte le agenzie mondiali – risponde Bucci -. Il turismo è gestito ad altissimo livello con agenzie, sistemi che organizzano tutto il mondo. E tutto il mondo vuol dire soprattutto il Far East, l’America Latina, tutte queste persone che oggi hanno abbastanza risorse economiche per poter passare lunghi periodi in vacanza, cosa che magari 50 anni fa non si poteva nemmeno immaginare. Ebbene, oggi queste risorse devono poter essere catturate anche dalla nostra regione. Ed è lì dove noi vogliamo lavorare per il futuro, per aumentare le presenze e quindi la ricaduta economica e occupazionale”.

Autore
Genova24

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