“Tu dici genocidio, io dico guerra. Sto con gli ebrei, i musicisti declamano come pecore. Giovani donne sono state uccise per il crimine di ballare”: la canzone pro Israele di Boy George fa discutere
- Postato il 29 luglio 2026
- Musica
- Di Il Fatto Quotidiano
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“Tu dici genocidio, io dico guerra“. Boy George torna a schierarsi a sostegno Israele. Il cantautore britannico ha pubblicato sui suoi profili X e Instagram una canzone dal titolo “We will dance again“, un chiaro messaggio sulle sue idee riguardo alla questione israelo-palestinese e al massacro attuato da Netanyahu nella Striscia di Gaza. “Quando vieni attaccato è anche a questo che serve l’esercito. Diventa brutta? Puoi scommetterci“, scrive nei suoi versi con riferimento all’attacco di Hamas del 7 ottobre al Nova Festival, in cui furono uccise 378 persone, di cui 344 civili.
Nonostante non sia israeliano, Boy George ha più volte ribadito il suo supporto allo Stato Ebraico, anche per vicinanza ai suoi affetti ebrei. “Non significa che non provi compassione per i palestinesi (…), ma difenderò sempre le persone che amo. Ho molti amici ebrei e non mi sognerei mai di voltare loro le spalle”, aveva chiarito in una recente intervista al Telegraph. Nel testo della canzone, l’artista parla di “giovani donne violentate contro gli alberi, uccise brutalmente per il crimine di ballare“. Nessuna menzione al genocidio palestinese, alla distruzione di case e famiglie, alle migliaia di bambini morti e ai crimini perpetrati dal governo del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, che è anche ricercato dalla Corte Penale Internazionale.
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