Trump contro Mamdani in difesa di Little Italy: perché gli italoamericani contano per le midterm
- Postato il 12 ottobre 2026
- Di Panorama
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La rubrica - Outside the Beltway: cronache e analisi di politica Usa
Donald Trump si è schierato a difesa degli italoamericani. La scorsa settimana, il presidente statunitense ha infatti minacciato di sospendere i finanziamenti federali a New York, qualora le autorità della Grande Mela non inseriscano Little Italy nella nuova mappa dei quartieri cittadini abitati da immigrati.
«I funzionari di New York hanno recentemente pubblicato una mappa che mostra le comunità etniche nella città più grande del nostro Paese, e la loro mappa include Little Senegal, Little Guyana, Little Haiti, Little Yemen, ma non include un luogo chiamato Little Italy, un’omissione impensabile per New York», ha dichiarato l’inquilino della Casa Bianca. «Penso che sia una vergogna. Ci metteremo subito al lavoro su questo, altrimenti non invieremo loro nemmeno un centesimo dei miliardi e miliardi di dollari che vogliono sprecare continuamente», ha proseguito, per poi concludere: «Coloro che odiano il nostro Paese vogliono vedere la comunità italoamericana cancellata».
Lo scontro a New York fra Trump e Mamdani
Le polemiche sulla mappa newyorchese erano già esplose a luglio. All’epoca, un portavoce dell’amministrazione del sindaco Zohran Mamdani disse che l’intento della cartina era quello di «mettere in luce i quartieri di New York che ospitano una consistente popolazione di origine straniera proveniente da regioni e Paesi di tutto il mondo».
Tuttavia, come dimostrato dalle parole di Trump, la questione ha continuato a tenere banco. Il punto è che la vicenda si inserisce in un quadro più complesso e strutturale. Sono alcuni anni ormai che il Partito democratico statunitense ha delle difficoltà con gli italoamericani. E questo soprattutto a causa della demonizzazione che la sinistra dell’Asinello sta da tempo portando avanti nei confronti della figura di Cristoforo Colombo, dipinto alla stregua di un colonizzatore genocida.
Non a caso, nel suo discorso per i 250 anni dalla fondazione degli Stati Uniti, Mamdani ha elogiato «esploratori come Verrazzano e Hudson», evitando di citare il navigatore genovese. Non solo. La questione di Colombo entrò a gamba tesa anche nella campagna elettorale del 2024. In quell’occasione, l’allora candidata dem, Kamala Harris, festeggiò l’Indigenous People Day: la celebrazione con cui la sinistra americana vorrebbe sostituire il Columbus Day.
Le mire di Trump sulla Grande Mela
Inoltre, l’attuale candidata dem per il seggio senatoriale del Minnesota, Peggy Flanagan, non si oppose, da vicegovernatrice dello Stato, all’abbattimento della statua di Colombo a Saint Paul nel 2020. Di contro, Trump ha costantemente difeso la figura del navigatore genovese. È anche alla luce di questi fattori che, un tempo saldamente legati al Partito democratico, gli italoamericani hanno man mano iniziato a spostarsi verso l’orbita repubblicana.
Chiaramente Trump punta a conquistare larghe fette di questo elettorato in vista delle elezioni di metà mandato che si terranno il 3 novembre. Elezioni che, almeno al momento, si preannunciano in salita per il Partito repubblicano, a causa dell’alto prezzo del carburante che si registra negli Stati Uniti.
È in tal senso che il presidente statunitense sta cercando dei modi che possano far rapidamente abbassare il costo dell’energia. Ovviamente il nodo riguarda anche l’elettorato italoamericano. Ed è per questo che Trump si sta dando da fare per corteggiarlo.