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Trump chiude Epic Fury: mossa tattica per evitare il Congresso

  • Postato il 1 maggio 2026
  • Estero
  • Di Agi.it
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  • 4 min di lettura
Trump chiude Epic Fury: mossa tattica per evitare il Congresso
Trump chiude Epic Fury: mossa tattica per evitare il Congresso

AGI - L'amministrazione Trump, ai fini della Risoluzione sui Poteri di Guerra, intende dichiarare formalmente concluse le ostilità con l'Iran iniziate lo scorso 28 febbraio. È quanto riferisce un alto funzionario di Washington alla Nbc, alla vigilia della scadenza dei 60 giorni che sono il termine massimo entro il quale il presidente degli Stati Uniti può portare avanti un intervento armato senza l'autorizzazione del Congresso.

La posizione del Pentagono e il cessate il fuoco

"Attualmente siamo in un cessate il fuoco, il che significa - dal nostro punto di vista - che il conto alla rovescia di 60 giorni è sospeso", aveva dichiarato ieri il Segretario alla Difesa, Pete Hegseth, durante un'audizione al Senato. "Le ostilità iniziate sabato 28 febbraio sono terminate", aveva sottolineato in precedenza un alto funzionario dell'amministrazione ad Afp, "non ci sono stati scambi di fuoco tra le forze armate statunitensi e l'Iran da martedì 7 aprile".

La strategia per aggirare il voto del Congresso

Dichiarare le ostilità concluse è una tattica per tentare di aggirare il Congresso più drastica del sostenere, come ha fatto Hegseth, che il cessate il fuoco fermi il conteggio dei 60 giorni. In questo modo la Casa Bianca intende probabilmente lasciarsi aperta l'opzione di lanciare un nuovo attacco alla Repubblica Islamica e di dichiararlo una seconda operazione, distinta da 'Epic Fury', avviata il 28 febbraio.

Il quadro legale: la legge del 1973

Secondo la Costituzione degli Stati Uniti, solo il Congresso ha il potere di "dichiarare" guerra. Tuttavia, una legge approvata nel 1973 consente al presidente di avviare un intervento militare limitato in risposta a una situazione di emergenza creata da un attacco contro gli Stati Uniti. La stessa legge prevede che, se il presidente impegna truppe americane per più di 60 giorni, debba ottenere l'autorizzazione dal potere legislativo, che è distinta da una dichiarazione di guerra.

Scadenza dei termini e pressioni politiche

Il conflitto con l'Iran è iniziato il 28 febbraio ma la notifica ufficiale della Casa Bianca al Congresso sull'inizio delle ostilità è arrivata solo due giorni dopo. Oggi scade quindi il termine di 60 giorni per ottenere l'autorizzazione del Congresso a proseguire il conflitto, senza la quale Trump sarebbe obbligato a ritirare le truppe.

Nonostante il cessate il fuoco, la Marina statunitense mantiene ancora il blocco dello Stretto di Hormuz. Dall'inizio del conflitto, i Democratici hanno piu' volte cercato senza successo di approvare una legge che limitasse i poteri militari del presidente contro l'Iran. Una fonte di preoccupazione più seria per Trump sono quei parlamentari repubblicani che hanno gia' avvertito della loro intenzione di spingerlo a chiedere l'autorizzazione del Congresso per una prosecuzione delle ostilità, trascorso il limite dei 60 giorni. 

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Autore
Agi.it

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