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Trump all’Onu: “Mentre altri parlavano, io ho realizzato la pace. L’Iran? O facciamo un accordo o li trascino all’inferno”

  • Postato il 22 settembre 2026
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  • Di Il Fatto Quotidiano
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Trump all’Onu: “Mentre altri parlavano, io ho realizzato la pace. L’Iran? O facciamo un accordo o li trascino all’inferno”

“Mentre altri parlavano, io ho agito. Mentre altri parlavano di pace, io l’ho realizzata. Mentre altri ignoravano le minacce, io le ho affrontate. Mentre altri parlavano di coraggio, l’America lo ha dimostrato. Mentre altri promettevano forza, io l’ho usata per rendere l’America il Paese più potente del mondo”. Lo afferma Donald Trump nel suo discorso dinanzi all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Il risultato, secondo il tycoon, è stato raggiunto: “L’America è tornata e il Paese non è mai stato così forte come oggi”. “La nostra economia è l’invidia del mondo, il nostro esercito il più potente”, ha proseguito il presidente Usa, fornendo un lungo elenco delle azioni intraprese dalla sua amministrazione.

Il tema principale della prima parte del suo discorso è stata la guerra all’Iran. “Abbiamo appena commemorato in America il 25esimo anniversario del peggior attacco terroristico della storia”, ha proseguito il tycoon riferendosi agli attentati dell’11 settembre 2001, costati la vita a circa 3mila persone. “Tra due settimane ricorderemo il terzo anniversario dell’attacco del 7 ottobre in Israele, quando terroristi finanziati dall’Iran hanno torturato, mutilato e ucciso 1.200 civili innocenti, tra cui decine di americani – ha proseguito Trump – La Guida Suprema dell’Iran ha celebrato quel massacro definendolo un ‘servizio all’umanità'”. “Lo stesso regime ha massacrato quest’anno oltre 72mila dei suoi stessi cittadini – ha aggiunto il presidente americano – Immaginate soltanto se un regime così vile fosse mai messo nelle condizioni di condurre attacchi terroristici su larga scala protetto da uno scudo nucleare”. “Questa era la realtà che dovevamo affrontare, una realtà che troppi hanno preferito ignorare”, ha proseguito.

“Noi abbiamo agito con decisione per risolvere i problemi del mondo“, fra questi il “fanatico regime dell’Iran. Erano i bulli del Medio Oriente ma ora non lo sono più. Da quando mi sono insediato il mio impegno è stata incrollabile nel non far avere” a Teheran l’arma nucleare. Ora “ho una grossa decisione da prendere: fare un accordo” o “annientare la Repubblica islamica”, ha detto Trump . “Ma credo che faremo un accordo dopo le elezioni. Non ha senso per loro non farlo, vogliono vedere come andrò nelle elezioni di midterm, ma vinceremo a valanga, non sono io a correre ma i repubblicani, ma io li aiuterò”. Ora, ha detto ancora Trump, “ho una grande decisione da prendere, se fare un accordo con l’Iran che permetta di ricostruire e creare un Paese ancora più grande di quello che era prima, o se lo devo annientare e devo farlo velocemente, trascinarlo all’inferno senza possibilità di recupero”.

Una cosa è certa, secondo il miliardario newyorkese: “Gli Stati Uniti non permetteranno più che le minacce contro l’America mettano radici in alcuna parte dell’emisfero occidentale. E, se necessario, useremo la nostra ineguagliabile potenza militare per tutelare gli interessi nazionali vitali degli Stati Uniti”. E il Dipartimento della Difesa che nei giorni scorsi ha ammesso di essere in difficoltà con le munizioni? Come non detto: gli Stati Uniti dispongono di “più munizioni di quante possiamo immaginare di usare”. E ora “ne stiamo fabbricando a livelli mai visti prima”, ha assicurato il presidente Usa.

“Voglio ringraziare il Consiglio di Sicurezza dell’Onu per aver approvato a larghissima maggioranza una risoluzione che condanna i deplorevoli attacchi terroristici dell’Iran contro le navi commerciali”, ha proseguito Trump. “Tale risoluzione ha ottenuto un numero di co-sponsor tra gli Stati membri dell’Onu superiore a qualsiasi altra risoluzione del Consiglio di Sicurezza nella storia”, dice ancora il presidente americano.

“Non esiste un governo globale e, finché sarò Presidente, non ci saranno tasse globali“, ha detto ancora Trump. “La libertà non è stata un dono che gli americani hanno ottenuto facilmente e, dopo 250 anni, non è qualcosa a cui rinunceremo mai”, afferma il presidente americano secondo le anticipazioni fornite dalla Casa Bianca.

Non manca un riferimento alla presunta minaccia costituita da Cuba: “E’ uno Stato fallito e cadrà“, ha detto Trump e le sue parole hanno spinto la delegazione cubana in aula ad alzarsi e ad allontanarsi dall’aula dell’assemblea generale. “Il regime cubano ha trascorso decenni a coordinarsi con radicali di sinistra e reti comuniste qui negli Stati Uniti”, ha detto il tycoon. “Come ha dettagliatamente illustrato il nostro dipartimento di Stato, essi hanno coltivato legami con gruppi sovversivi e radicali come il Partito Comunista Usa, Antifa e i Democratic Socialists of America“.

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Il Fatto Quotidiano

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