Truffatori in casa di anziani, i figli li scoprono in diretta via webcam. Ma il 112 risponde: “Non abbiamo pattuglie”
- Postato il 5 agosto 2026
- Cronaca
- Di Il Fatto Quotidiano
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A Corato, nel barese, un tentativo di truffa ai danni di una coppia di anziani è stato interrotto grazie alla vigilanza dei figli, che hanno monitorato l'accaduto tramite telecamere di sicurezza. I malintenzionati, spacciandosi per familiari, hanno forzato l'ingresso dell'abitazione ma sono stati bloccati in tempo. Tuttavia, emerge un grave problema: al momento della chiamata ai soccorsi, il 112 ha riferito l'indisponibilità di pattuglie per intervenire, evidenziando criticità nel sistema di sicurezza territoriale.
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“Zia, sono io, aprimi”. A Corato, in provincia di Bari, tre persone hanno provato a truffare una coppia di anziani fingendosi dei familiari ed entrando nell’appartamento, ma sono stati fermati in tempo: i figli della coppia, che tramite le telecamere di videosorveglianza hanno assistito alla scena in diretta, hanno subito lanciato l’allarme. Ma, come racconta il Corriere della Sera, la Polizia ha detto di non avere pattuglie disponibili.
I truffatori hanno suonato al citofono dicendo: “Zia, sono io, aprimi” e, una volta entrati, si sono comportati come se avessero avuto davvero a che fare con una familiare, salutandola e abbracciandola. I figli si sono subito accorti della presenza di sconosciuti in casa e hanno chiamato il 112, sentendosi rispondere: “Non abbiamo pattuglie“. Nel frattempo, mentre due dei tre complici trattenevano la coppia in balcone, il terzo è andato in camera da letto alla ricerca di oggetti di valore o denaro. Prima che si accorgesse di una telecamera e la staccasse, i figli sono riusciti ad attivare il microfono e urlare contro gli intrusi, facendoli scappare senza refurtiva, mentre altri parenti stavano già raggiungendo l’abitazione. “Abbiamo assistito a tutto in diretta, sette minuti di terrore, senza poter intervenire. La paura più grande era che potessero fare del male ai nostri genitori”, hanno raccontato i figli. I filmati di videosorveglianza sono ora in mano alla Polizia di Stato, che sta cercando di identificare i responsabili e non ha dato conferma ufficiale della risposta data dagli agenti che hanno ricevuto la chiamata.
I sistemi di allarme e videosorveglianza, che in questo caso hanno permesso di bloccare i malintenzionati, sono una delle misure proposte dal tavolo comunale con Polizia Locale e istituti di vigilanza convocato proprio a seguito dell’intensificarsi dei furti nelle abitazioni del territorio.
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