Trovata morta a Kiev la donna sospettata dell’attentato a Monaco: Anastasiia Berezovska uccisa a colpi d’arma da fuoco
- Postato il 7 luglio 2026
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- Di Il Fatto Quotidiano
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Anastasiia Berezovska, sospettata di aver tentato di assassinare a Monaco con un ordigno l’imprenditore Vadim Ermolaev – 58 anni, ricchissimo uomo d’affari originario dell’Ucraina e ora di nazionalità cipriota – è stata uccisa a colpi d’arma da fuoco. Il suo corpo è stato ritrovato nella notte del 6 luglio nei pressi di Kiev. Gli investigatori riferiscono che era rimasta fuori dall’Ucraina dal 22 marzo 2025 fino al 1° luglio 2026. Nell’ambito dell’inchiesta sono già state arrestate due persone: un ufficiale in servizio della Direzione principale dell’intelligence militare ucraina (Gur) e un ex appartenente alle forze dell’ordine.
L’esplosione, avvenuta il 29 giugno nel Principato di Monaco, ha ferito tre persone, due delle quali in modo gravissimo. Secondo i media, tra i feriti figura Ermolaev insieme ad alcuni suoi familiari. Dopo l’attacco era stata avviata una vasta caccia all’uomo nei confronti della sospettata, che avrebbe piazzato l’ordigno esplosivo, immortalata dalle telecamere di sorveglianza. Le autorità del Principato hanno successivamente escluso la pista del terrorismo, mentre la Procura generale di Monaco ha aperto un’indagine per tentato omicidio e collocamento di un ordigno esplosivo in un luogo pubblico. Secondo precedenti indiscrezioni riportate dai media ucraini, tra le ipotesi investigative figurerebbe anche un possibile coinvolgimento dei servizi di sicurezza ucraini (Sbu), circostanza che non è stata confermata ufficialmente. Ermolaev, imprenditore originario di Dnipro e fondatore del gruppo Alef, è stato in passato tra gli uomini più ricchi dell’Ucraina secondo Forbes. Nel 2019 ha rinunciato alla cittadinanza ucraina acquisendo quella cipriota. Era inoltre tra i protagonisti dell’inchiesta giornalistica ‘Battaglione Monaco‘, dedicata agli imprenditori e agli oligarchi ucraini trasferitisi in Costa Azzurra durante la guerra.
Berezovka, 39 anni, ucraina residente in Germania era abile nell’arte del travestimento. Sulle sue tracce c’erano le polizie di tutta Europa. Era stata localizzata in Germania, ovviamente non nella sua abitazione. Poi era tornata nell’ambiente dove sa di potersi muovere meglio, al termine di un periplo europeo: dalla casa dell’attentato alla famiglia dell’oligarca ucraino Vadim Ermolaev, è corsa a piedi attraversando la vicina frontiera del Principato di Monaco con la Francia. Primo paese, Beausoleil, dove ha trovato l’auto che aveva lasciato o che qualche complice le ha parcheggiato in un’area concordata. Poi la fuga, passando da Ventimiglia per entrare in Italia, poi puntare di nuovo al nord, verso Austria e Germania, secondo alcune ricostruzioni Svizzera, poi Germania. Gli inquirenti monegaschi si sono anche convinti, sia dall’esame dell’ordigno utilizzato, artigianale ma non troppo che necessita comunque di notevole perizia, sia dallo studio degli appostamenti e dei sopralluoghi effettuati dalla stessa Berezovka nei giorni precedenti l’attentato, che la donna “non può aver agito da sola”, ma non sono ancora stati individuati gli eventuali complici.
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