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Trasporto pubblico, Potenza rischia di restare a piedi: niente fondi ulteriori dalla Regione

  • Postato il 18 giugno 2026
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  • Di Quotidiano del Sud
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Trasporto pubblico, Potenza rischia di restare a piedi: niente fondi ulteriori dalla Regione

Il Quotidiano del Sud
Trasporto pubblico, Potenza rischia di restare a piedi: niente fondi ulteriori dalla Regione

Trasporto pubblico, Potenza rischia di restare a piedi: niente fondi ulteriori dalla Regione. L’assessore Pasquale Pepe non cede all’ultimatum del sindaco Vincenzo Telesca che si è disimpegnato del  trasporto pubblico per mancanza di fondi.


POTENZA – Niente fondi ulteriori dalla Regione. Firma del contratto con Miccolis. In caso di tagli chilometrici al trasporto pubblico meno contributi da via Anzio e dulcis in fundo nel caso in cui la Miccolis dovesse fare causa il Comune di Potenza sarà l’unico responsabile e la Regione potrebbe fare altrettanto. L’aut aut del sindaco Telesca alla Regione non ha sortito l’effetto sperato. Anzi. Gli si è ritorto contro. Se con l’annuncio dell'”Avvio della procedura di revoca della delibera di consiglio comunale n. 45 del 25.03.2024″   il primo cittadino del capoluogo sperava di ottenere, con un atto di forza,  i 5 milioni di euro  dalla Regione (Regione che, nei mesi scorsi, aveva approvato all’unanimità un ordine del giorno sullo stanziamento ndr.) si può dire che non li otterrà. Anzi si vedrà anche ridotto il contributo regionale qualora, dopo la firma del contratto con Miccolis, rimodulasse il servizio.

TRASPORTO PUBBLICO A POTENZA, IL TAGLIO AL BILANCIO COMUNALE E LA REPLICA AD HORAS DELLA REGIONE

Cinque milioni per coprire il taglio dal bilancio comunale delle stessa cifra richiesta.  Due milioni e mezzo hanno riguardato il trasporto pubblico locale. Cifra che, con effetto domino, ha fatto  “saltare” i 650.000 euro (per sei mesi ndr.)  necessari alla firma del contratto con la Miccolis. Con tutte le ricadute a livello lavorativo che hanno tenuto banco in questi mesi. Tornando a ieri il Direttore generale del Dipartimento regionale per le infrastrutture,  Antonio Altomonte ha immediatamente (o ad “horas” come intimato da Telesca ndr.) risposto, ribattendo punto per punto, all’atto di martedì inviato dal Comune.

I NODI DELLA PROCEDURA E LA DIFESA DEI FINANZIAMENTI REGIONALI

E’ ora necessario procedere con due precisazioni. La prima: il sindaco ha annunciato l’avvio della procedura di revoca anche se poi nell’atto ha di fatto detto   che dal prossimo primo luglio il servizio pubblico di trasporto urbano dovrà essere “gestito” dalla Regione. La seconda: la delibera di consiglio comunale (“Approvazione del bilancio di previsione 2024-2026” anche se sul sito del Comune è riportato un numero e una data diversa rispetto a quella menzionata ma sarà un equivoco ndr.) potrà essere modificata solo ed esclusivamente dal consiglio comunale. Consiglio comunale straordinario che dovrebbe essere convocato nel più breve tempo possibile visto che al 30 giugno mancano 12 giorni. Il  Direttore generale, Altomonte,  ha ribadito “con la massima fermezza – così nell’atto – l’infondatezza e la non veridicità delle premesse di fatto poste a fondamento della prospettata rinuncia alla delega in materia di trasporto pubblico locale”.

L’OBBLIGO SULLA CONTINUITÀ DEL SERVIZIO E LA CHIUSURA DEGLI IMPIANTI MECCANIZZATI

Non solo: “Si ribadisce, in particolare, che  nessun maggiore onere economico grava, né potrà gravare, sul bilancio del Comune di Potenza rispetto al costo storico, restando l’intero incremento del corrispettivo contrattuale a carico del bilancio regionale (la Regione già stanzia 5 milioni e 200 mila euro – prima  la cifra era 3 milioni e 500.000 –    come contributo al trasporto pubblico cittadino ndr.)”. Tra l’altro il “fondo regionale non risulta in alcun modo definanziato, potendo una sua eventuale riduzione operare unicamente in misura strettamente proporzionale al periodo di inattività degli impianti fissi meccanizzati interessati, e restando comunque dovuto per la quota relativa agli impianti regolarmente in esercizio”.

E come documentato dal “Quotidiano” oltre all’impianto “Prima”,  già fermo da tempo, dal prossimo 22 giugno chiuderà anche l’impianto di collegamento tra via Tammone e viale dell’Unicef ndr. “Resta fermo – ha scritto il Direttore generale del Dipartimento Infrastrutture della Regione –  in ogni caso, l’obbligo del Comune di Potenza di garantire la continuità del pubblico servizio di trasporto” e “si invita pertanto, in via perentoria e non ulteriormente procrastinabile, il Comune di Potenza a procedere in via prioritaria alla sottoscrizione della convenzione e del contratto di servizio” con la Miccolis.

TRASPORTO PUBBLICO A POTENZA, L’ULTIMATUM PERENTORIO E LA RESPONSABILITÀ ESCLUSIVA DEL COMUNE

“Solo successivamente, nell’esercizio della propria autonomia organizzativa” il Comune potrà “provvedere alle eventuali modifiche del proprio programma di esercizio individuando autonomamente i servizi da ridurre o sopprimere” il tutto  “con tempestiva comunicazione alla Regione, in modo da ricondurre la spesa comunale entro i limiti di bilancio che il Comune stesso ha inteso porsi, senza che ciò possa determinare alcun maggiore onere a carico della Regione”. Detto ciò “si intima, pertanto, al Comune di Potenza di procedere senza ulteriore indugio, e comunque entro il prossimo primo  luglio 2026, alla sottoscrizione della Convenzione e del Contratto di Servizio: ogni conseguenza derivante dall’eventuale interruzione del pubblico servizio di trasporto, ove imputabile al mancato adempimento di codesta amministrazione comunale nei termini sopra indicati, sarà da ritenersi di esclusiva responsabilità del Comune di Potenza, restando impregiudicata ogni azione, anche risarcitoria, a tutela delle ragioni della Regione Basilicata e dell’aggiudicatario”.

L’atto ufficiale del Dipartimento regionale ai Trasporti  è stato preceduto da una lettera – inviata per conoscenza al presidente della Regione, al presidente del Consiglio regionale, al Prefetto e alla Miccolis (volontariamente sono stati esclusi tutti i consiglieri regionali che  martedì scorso avevano, invece, ricevuto l’atto del Comune ndr.) – che l’assessore regionale Pepe ha inviato al sindaco.

TRASPORTO PUBBLICO A POTENZA, LA CHIAMATA ALLA RESPONSABILITÀ ISTITUZIONALE DELL’ASSESSORE PEPE

“L’auspicio  è che prevalgano il senso istituzionale e la consapevolezza che l’interesse di Potenza, dei suoi cittadini, dei lavoratori, degli utenti del servizio debba restare il riferimento prioritario per chi è chiamato a rappresentarla” e “Credo – questi i  punti centrali su cui si è soffermato l’esponente politico regionale – sia arrivato il momento delle decisioni responsabili, depurate da dichiarazioni di parte. Ciascuno è libero di assumere le determinazioni che ritiene opportune, ma deve essere consapevole delle conseguenze che tali scelte producono sulla città e sui suoi cittadini”.

In premessa Pepe ha esordito affermando che “Al di là dei profili tecnici e giuridici, sui quali la documentazione allegata parla da sé vi è un aspetto più importante su cui soffermarsi. La collaborazione tra Istituzioni rappresenta un valore a cui mai bisogna sottrarsi, ma la Regione, che già esercita un ruolo sussidiario e di supporto, non può sostituirsi alle responsabilità e alle competenze proprie del Comune”.

Il trasporto pubblico di Potenza “è un servizio essenziale – così nel testo –  che riguarda ogni giorno centinaia di cittadini, lavoratori, studenti, famiglie, persone fragili, che meritano una mobilità di qualità ed efficiente, e decine di dipendenti che hanno diritto a conoscere con certezza e serenità il loro futuro professionale. La Regione ha svolto e continuerà a svolgere integralmente il proprio dovere, garantendo tutte le risorse previste dalla programmazione regionale e va ricordato che l’incremento del costo complessivo del nuovo servizio è integralmente sostenuto dalla Regione, senza alcun aggravio per il Comune”.

Il Quotidiano del Sud.
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