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Tragedia al Luna Park di Spotorno: arrestati due giostrai per la morte del 15enne Alessio Colletti. Proseguono le indagini

  • Postato il 25 settembre 2026
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  • Di Il Vostro Giornale
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Tragedia al Luna Park di Spotorno: arrestati due giostrai per la morte del 15enne Alessio Colletti. Proseguono le indagini

Spotorno. Possibile svolta nelle indagini sulla tragica scomparsa del 15enne Alessio Colletti, deceduto tra il 16 e il 17 luglio scorsi al Luna Park di Spotorno.

Questa mattina (25 settembre) il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Savona ha disposto la custodia cautelare in carcere nei confronti dei coniugi T.M. e G.S., gestori di attrazioni itineranti. Le accuse a loro carico sono di omicidio colposo e frode processuale.

I drammatici fatti risalgono alla metà di luglio, quando il ragazzo ha perso la vita mentre si trovava sul “calciometro”, un’attrazione di proprietà di un altro gestore, anch’esso iscritto nel registro degli indagati. I primi riscontri medico-legali avevano già confermato la causa del decesso: un arresto cardiocircolatorio provocato da una violenta scarica elettrica.

Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Savona e condotte insieme da polizia municipale, Sezione di Polizia Giudiziaria e carabinieri di Spotorno, hanno permesso di formulare una prima ricostruzione della dinamica dell’incidente.

Secondo l’ipotesi d’accusa, il “calciometro” in cui è avvenuta la folgorazione sarebbe stato collegato abusivamente a un cavo elettrico proveniente dalla vicina “giostra seggiolini”, gestita proprio dai due coniugi arrestati.

Subito dopo la tragedia, la coppia avrebbe cercato di depistare le verifiche: gli inquirenti contestano loro di aver fornito testimonianze false, di aver alterato lo stato dei luoghi, rimosso e nascosto i cavi di collegamento e persino modificato l’impianto della propria giostra prima dei controlli.

Elementi chiave che sono emersi dal confronto tra le foto scattate nell’immediato e quelle scattate dopo il sequestro, oltre che dal ritrovamento di materiale nascosto durante una successiva perquisizione.

L’ordine di arresto in carcere si è reso necessario per impedire l’inquinamento delle prove e scongiurare il rischio di reiterazione del reato, garantendo così il corretto proseguimento delle indagini.

Gli accertamenti tecnici per delineare con precisione la dinamica degli eventi sono ancora in corso. La perizia delle parti non è stata ancora depositata e sarà decisiva per valutare l’esercizio dell’azione penale. Gli inquirenti hanno ricordato, infine che, trattandosi ancora della fase di indagini preliminari, per tutti gli indagati vale la presunzione di non colpevolezza fino a un’eventuale condanna definitiva.

Autore
Il Vostro Giornale

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