Tra le proposte di modifica alla legge elettorale spunta il ballottaggio in chiave anti-Vannacci
- Postato il 1 settembre 2026
- Politica
- Di Blitz
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Tentazione ballottaggio per il centrodestra sulla legge elettorale. Ancora nessuna decisione sarebbe stata presa e le valutazioni, soprattutto dal punto di vista tecnico e di costituzionalità, sarebbero in corso già dalla scorsa settimana. Ciò che teme il centrodestra è Vannacci. E la legge elettorale con ballottaggio servirebbe proprio a neutralizzarlo.
Le proposte e i limiti del ballottaggio
Forza Italia sta preparando un emendamento che prevede il doppio turno per i primi due che accedono ad almeno il 40%. Se nessuno ci arriva sarà proporzionale puro. Se invece si supera questa cifra uno solo prenderà il premio di maggioranza. Nel caso di secondo turno, il premio sarà fisso con 70 deputati e 35 senatori in base alle percentuali ottenute al primo turno.
C’è poi una seconda proposta presentata al momento a titolo personale dal deputato di FdI ed ex presidente del Senato Marcello Pera. La proposta prevede l’assegnazione del premio di governabilità alla coalizione che al primo turno ottiene il 48% dei voti.
La Lega, però, continua a non essere favorevole perché ritiene che il ballottaggio farebbe venire meno il concetto del “voto utile” che permetterebbe di limitare Vannacci.
Ci sono poi diversi ostacoli tecnici tra cui quelli legati al sistema bicamerale per cui, ad esempio, dovrebbero essere necessari due ballottaggi con la complicazione del possibile esito diverso. E ancora: senza una soglia e con il premio attribuito su un listino fisso, c’è il rischio che chi vince il secondo turno non arrivi, comunque, alla maggioranza.
Riflessioni e approfondimenti che verranno affrontati da qui ai prossimi giorni quando l’esame entrerà nel vivo. Ma cosa accadrebbe se fosse il ballottaggio a dare esiti difformi? “Il più grosso favore che si possa fare alle ‘estreme’ è il ballottaggio. Servirebbe solo a ‘uccidere’ il centro dello schieramento politico”, osserva il presidente della Fondazione Einaudi Giuseppe Benedetto. Il punto, insomma, è sia politico che tecnico ma un approfondimento è comunque in corso.
Preferenze di genere e la misura anti-frammentazione
I tecnici della maggioranza sono al lavoro in vista della scadenza del termine degli emendamenti in commissione Affari Costituzionali al Senato. Nelle scorse ore c’è stato un confronto via call da cui sono emersi punti in comune. dell’intenzione di presentare la proposta di modifica sulle preferenze già annunciata e oggetto di un’intesa nel centrodestra prima della pausa estiva. L’emendamento dovrebbe ricalcare quello bocciato alla Camera con l’alternanza di genere dal secondo nome (e non dal terzo) solo nei 70 nomi dei listini del premio circoscrizionale.
Verrebbe invece cancellata la misura anti-frammentazione inserita nella discussione alla Camera e che prevede che i voti di quanti sono sotto il 3% (salvo il miglior perdente coalizzato) non vengano computati ai fini del calcolo della cifra elettorale nazionale e dunque per il premio di maggioranza. Una misura che potrebbe prestarsi a dubbi di costituzionalità e che verrebbe dunque tolta.
L’opposizione contraria alle proposte di cui si parla
Riccardo Magi di +Europa, nelle scorse ore ha definito la legge elettorale in discussione ‘legge Frankestein’: “La legge elettorale assomiglia sempre più a un Frankenstein: un sistema finto proporzionale con liste bloccate o semi bloccate, premio di maggioranza e ballottaggio che non esiste in nessuna altra democrazia nel mondo. Non può nemmeno più essere chiamato Stabilicum, perché muta a seconda della convenienza elettorale di Giorgia Meloni: in questo caso cercare disperatamente di incastrare Vannacci con la mossa del ballottaggio. La premier farebbe meglio a ritirare questa legge elettorale piuttosto che consegnare al Paese un sistema peggiore persino del Porcellum”. Bonelli ha parlato invece di “blitz Meloni da baro” e chiama gli italiani alla mobilitazione.
Duro anche Calenda che ha dichiarato che il ballottaggio è utile solo a mettere una pezza per un pirla: “Ricapitolando il Governo si costruisce una legge elettorale su misura con un premio che scatta al 42% per assicurarsi la vittoria. Poi arriva un pirla che dice una idiozia al minuto, l’ultimo di una lunga serie, che sembra andar bene in sondaggi fatti con campioni ridicoli (1000 persone) e allora la maggioranza entra nel panico e inizia ad aggiungere altri pezzi di legge elettorale (ballottaggio) per cercare di mettere una pezza. Credo che neppure in un paese del terzo mondo avvengano cose del genere. Nel mentre inflazione, guerre etc. e altre cosucce irrilevanti. #anchebasta””.
Vannacci: “Ballottaggio mossa della paura, ma non eravamo irrilevanti?”
Della proposte del ballottaggio ha parlato anche il “diretto interessato” Roberto Vannacci. Il leader di Futuro Nazionale sui social ha scritto: “Una volta nella politica italiana, c’era chi si era specializzato nella mossa del cavallo. Ve la ricordate? ‘Enrico, stai sereno…’ Oggi invece la mossa più di moda sembra essere un’altra: LA MOSSA DELLA PAURA”.
“Per mesi Vannacci e Futuro Nazionale dovevano essere irrilevanti, una parentesi, uno zero virgola destinato a scomparire. Poi sono arrivati i sondaggi. E improvvisamente cambia tutto. Si parla di ballottaggi, di nuove formule elettorali, di meccanismi capaci di mettere al riparo il centrodestra dal rischio rappresentato da Vannacci”.
“E a questo punto una cosa mi sembra ormai chiara. La legge elettorale non viene pensata per gli italiani. Non viene pensata per garantire una migliore governabilità. Viene pensata per cercare di neutralizzare un avversario che, democraticamente, si sta consolidando nel panorama politico italiano. Se siamo così irrilevanti, perché tanta fretta di cambiare le regole?”.
“Se non contiamo nulla, perché costruire un argine? Forse perché il problema non è Vannacci. Il problema, per qualcuno, sono gli italiani che hanno deciso di votarlo. E quando la politica comincia a studiare le regole non per governare meglio, ma per difendersi dal consenso degli elettori, significa che la paura è già entrata nei Palazzi. SONDAGGI E VANNACCI FANNO PAURA ALLA DESTRA. E ALLORA SPUNTA IL BALLOTTAGGIO ANTI-VANNACCI”.
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