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Tour de France 2026: Philipsen risorge nella tappa 17 e riapre i giochi per la maglia verde. Un gregario di Pogacar in crisi

  • Postato il 22 luglio 2026
  • Di Virgilio.it
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Tour de France 2026: Philipsen risorge nella tappa 17 e riapre i giochi per la maglia verde. Un gregario di Pogacar in crisi

La diciassettesima tappa del Tour de France 2026, la Chambéry – Voiron da 174,7 km, non dava l’aria di essere adatta ai velocisti puri, avendo delle caratteristiche un po’ in contraddizione tra loro: pianeggiante, ma con quattro GPM (tutti di terza e quarta categoria), però al tempo stesso concentrati nei primi chilometri, ma comunque con un dislivello totale di 2.200 metri e un andamento nervoso sino alla fine. Insomma, oggi sembrava la giornata adatta per le fughe da lontano, facendo riposare la maglia gialla e gli uomini di classifica in vista della teoria di montagne alpine nei prossimi giorni. E invece a spuntarla è stato un velocista puro, Jasper Philipsen, al suo primo successo in questo Tour così avaro di tappe per gli sprinter.

Tappa 17: Mads Pedersen all’attacco, ma Philipsen lo beffa (grazie anche a Van der Poel)

Oggi è stata una giornata campale per una maglia, quella verde, attualmente sulle spalle di Mads Pedersen. Il corridore della Lidl-Trek sapeva di dover difendere la sua leadership in classifica, andando a conquistare il traguardo volante di Colombe al chilometro 147,5 in una tappa all’insegna della frenesia e degli attacchi. Lo stesso Pedersen si era unito alla fuga di circa 19 corridori che hanno animato la prima parte della frazione odierna. Philipsen invece ha avuto il fiuto e la resistenza per stare nel gruppo degli immediati inseguitori, molto più nutrito.

E il belga ha potuto giovare anche del supporto da parte del compagno di squadra alla Alpecin-Premier Tech, ovvero Mathieu van der Poel, che ha fatto praticamente da ultimo uomo lanciando Philipsen nella volata in cui ha avuto la meglio su Mauro Schmid della Jayco AlUla, secondo, ed Olav Kooij della Decathlon CGA CGM, terzo.

Philipsen si mette alle spalle il periodo buio

A differenza di questi due, il belga ancora non aveva vinto come abbiamo visto alcuna tappa di quelle poche dedicate ai velocisti in questo Tour. Ad oggi, i suoi migliori risultati sono i due terzi posti nelle tappe 11 e 12. Il decimo successo in carriera alla Grande Boucle ridà fiato a Philipsen dopo settimane complesse al Tour, dove non riusciva ad emergere e ha pure dovuto fare i conti con una squalifica nella tappa 11 per una presunta manovra irregolare nella volata finale, poi depennata grazie al provvidenziale intervento del team manager dell’Alpecin-Premier Tech Philip Roodhooft.

Ma non solo: il successo odierno rilancia ulteriormente le ambizioni di Philipsen per lottare sino a Parigi per la conquista della classifica a punti. Il belga infatti ne ha al momento 445, solo 7 in meno dell’attuale maglia verde Pedersen. Il quale troppo ha voluto e poco ha stretto nella tappa 17, dando fondo alla sua grinta per conquistare i 25 punti al traguardo volante (più 10 all’arrivo). Ma senza poter dire la sua nel finale, dove è stato Philipsen ad aggiudicarsi il bottino dei 50 punti totali per il vincitore.

Guai per Adam Yates, gregario di lusso di Pogacar

Per quanto riguarda le altre maglie, resta tutto invariato sul fronte della gialla in vista dell’imminente e decisivo trittico alpino. Tadej Pogacar svetta con un vantaggio di 4 minuti e 32 secondi su un Remco Evenepoel che si giocherà le sue ultime carte per una improbabile rimonta dopo il trionfo nella cronometro di ieri.

Isaac Del Toro è terzo a 6’51”, sebbene in questa giornata abbia avuto qualche difficoltà poi comunque superata. Ma in casa UAE Team Emirates XRG se l’è vista peggio un gregario di lusso di Pogacar, ovvero Adam Yates, alle prese con problemi di stomaco che si trascina da qualche giorno e che oggi hanno presentato il conto. Solo grazie all’aiuto di Tim Wellens il britannico è riuscito a finire la tappa entro il tempo limite.

Autore
Virgilio.it

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