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Totti, la rivelazione sul ritorno in campo: “Como e Genoa mi volevano”. Il retroscena e i messaggi di Gilardino

  • Postato il 22 settembre 2026
  • Di Virgilio.it
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Totti, la rivelazione sul ritorno in campo: “Como e Genoa mi volevano”. Il retroscena e i messaggi di Gilardino
Francesco Totti, a sette anni dall’ultima partita ufficiale, si è trovato davvero a un passo dal ritorno in campo. Non una semplice battuta da intervista, non il classico scherzo dell’ex campione che si diverte a giocare con la fantasia dei tifosi. Nel suo nuovo libro Oltre, l’ex capitano della Roma racconta di aver preso seriamente in considerazione la possibilità di tornare a giocare a 48 anni, dopo aver ricevuto proposte concrete dal Genoa e dal Como.

Tutto è nato quasi per gioco. Totti continuava a mantenersi in forma con il calciotto del lunedì sera e, durante un’intervista, aveva scherzato come spesso gli capitava: «Sono pronto per tornare». Una frase detta con leggerezza che, però, qualcuno prese tremendamente sul serio. Da lì cominciò una storia che avrebbe potuto riscrivere, almeno per qualche mese, il finale della carriera del numero 10.

La telefonata del Genoa e gli allenamenti da professionista

I primi a farsi avanti, racconta Totti (che ora si è dato anche al basket), furono i dirigenti del Genoa. Il contatto fu diretto e la domanda molto semplice: «Ma allora, la vuoi fare o no questa nuova esperienza?». Non era una provocazione. Il club ligure faceva sul serio. Totti si prese del tempo per riflettere e, prima di dare una risposta, decise di capire se il suo corpo fosse ancora in grado di sostenere i ritmi del calcio professionistico. Cominciò così un programma di allenamento decisamente più intenso: al calciotto aggiunse tre sedute settimanali in palestra e due appuntamenti con il fisioterapista. Anche l’alimentazione cambiò radicalmente: «Via il pane, via i dolci, via tutto», racconta nel libro.

L’idea del Genoa lo affascinava anche per una ragione simbolica. Marassi era lo stadio in cui Totti aveva giocato la sua ultima partita con la maglia della Roma. Un dettaglio che rendeva l’eventuale ritorno ancora più suggestivo. Anche Alberto Gilardino, allora allenatore del Genoa, seguiva da vicino la situazione. «Allora?», gli scriveva su WhatsApp. Totti, nel frattempo, continuava ad allenarsi e scopriva che il fisico rispondeva meglio del previsto. Gli acciacchi c’erano, inevitabili a 48 anni, ma niente che gli impedisse di spingere con intensità.

Il vero ostacolo

Nel racconto di Totti c’è anche un elemento che rende surreale l’ipotesi di un suo ritorno. Gli allenatori con cui avrebbe potuto lavorare erano molto più giovani di lui. «Gilardino aveva 42 anni, Fabregas 37, quindi avrei avuto rispettivamente 6 e 11 anni in più di chi era pagato per dirmi cosa fare», scrive Totti. Un paradosso per un calciatore che, per quasi un quarto di secolo, era stato abituato a essere il riferimento tecnico e carismatico della propria squadra. L’ipotesi Como entrò infatti nel quadro delle possibilità. Anche in questo caso, l’idea di rimettersi in gioco sembrava tutt’altro che una semplice suggestione.

Totti racconta di essersi sottoposto a un vero e proprio test personale. «Con certi esercizi, a sette anni dal mio ritiro, ho dovuto ricominciare da zero», spiega, ma la risposta del fisico lo sorprese: «Pensavo peggio, tenevo botta. Spingevo come un professionista». La condizione atletica, dunque, non fu l’ostacolo decisivo. Il problema era soprattutto un altro: capire se dentro di sé esistesse ancora la volontà di indossare una maglia diversa da quella della Roma.

La domanda decisiva: si può giocare contro la propria storia?

È qui che il possibile ritorno prende una piega completamente diversa. Totti racconta di aver vissuto un confronto continuo tra testa e cuore. In alcuni giorni si convinceva di poter accettare, in altri prevalevano i dubbi. «Frà, ma che stai a fà?», si chiedeva. Aveva 48 anni, ma sentiva che l’età non rappresentava necessariamente un limite assoluto. La velocità può diminuire, la condizione fisica cambia, ma «il piede non invecchia», osserva. E proprio quel piede che aveva incantato per anni continuava a rispondere.

Alla fine, però, tornava sempre la stessa domanda: «Ma si può giocare in una squadra che non sia la Roma?». La risposta, dentro di lui, era già presente. Il cuore finiva per avere la meglio sulla possibilità di tornare protagonista in Serie A. La Roma, scrive Totti, non era «il problema» e non lo sarebbe mai stata. Era il punto. Così il ritorno rimase soltanto un’ipotesi concreta, arrivata molto più vicino alla realtà di quanto si potesse immaginare. Totti si allenò, valutò le proposte e arrivò persino a chiedersi seriamente cosa sarebbe successo tornando in campo a 48 anni. Poi scelse di non farlo.Il destino, in fondo, aveva già scritto l’ultima pagina: proprio contro il Genoa, a Marassi, era arrivata l’ultima partita ufficiale con la maglia della Roma. Un cerchio che Totti, alla fine, ha preferito lasciare chiuso.

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Virgilio.it

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