Torna il Teatro edicola nel Foggiano
- Postato il 4 maggio 2026
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- Di Quotidiano del Sud
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Il Quotidiano del Sud
Torna il Teatro edicola nel Foggiano
Nel cuore del Foggiano, tra le strade di San Severo, un’edicola dismessa è diventata molto più di un simbolo di recupero urbano: è oggi il “teatro più piccolo del mondo” e, soprattutto, un laboratorio culturale che sta già attirando l’attenzione nazionale.
SAN SEVERO (FOGGIA) – Nel Foggiano il teatro torna a sorprendere, e lo fa in uno spazio che sfida ogni convenzione: sei posti a sedere, meno di un metro tra attori e pubblico, repliche a intervalli di quindici minuti. È il Teatro edicola di San Severo, nell’Alto Tavoliere, che dopo il debutto delle scorse settimane si prepara a tornare in scena dall’8 al 10 maggio con nuove performance già in gran parte sold out.
Torna il Teatro edicola nel Foggiano
Nato da un’idea della compagnia Teatro Foyer 97 con la direzione artistica del regista Francesco Gravino, il progetto ha riportato vita a un’edicola abbandonata, trasformandola in quello che viene ormai definito “il teatro più piccolo del mondo”. Un esperimento che ha superato rapidamente i confini locali, attirando attenzione e richieste da tutta Italia. Il debutto, tra il 27 e il 29 marzo, ha registrato il tutto esaurito nelle dodici repliche giornaliere, confermando un interesse inatteso per una formula che ribalta la tradizione teatrale: prossimità estrema, rotazione continua del pubblico, intensità concentrata in pochi minuti di rappresentazione.
Nuovi spettacoli
Per la nuova tornata di spettacoli, la compagnia propone estratti di autori che attraversano epoche e linguaggi diversi: da Goldoni a Cechov, da Ibsen a Maraini, passando per Comencini, Euripide, Winterson, Benni, Valerik e Gaber. Un mosaico teatrale che si inserisce perfettamente nello spirito del progetto: essenziale, ravvicinato, sperimentale.
«Le tantissime richieste che ci stanno arrivando ci hanno spinto a strutturare nuove date, a cui ne seguiranno certamente altre» ha dichiarato Francesco Gravino all’Ansa. Ma il dato che più colpisce, sottolinea il regista, è un altro: «Le numerose chiamate di artisti da tutta Italia che vogliono esibirsi nel nostro minuscolo teatro. È la conferma di una voglia diffusa di cultura e di esperienze nuove. Il teatro sta uscendo dagli schemi convenzionali».
Non solo spettatori, dunque, ma anche altri territori pronti a replicare il modello. «Ci contattano da Lucca e da Testaccio, dove esistono edicole abbandonate che potrebbero diventare presidi culturali» racconta Gravino. L’idea, nata quasi come gesto locale di rigenerazione urbana, si sta trasformando in una possibile rete nazionale di micro-teatri.
Il Teatro Edicola di San Severo diventa così più di una curiosità scenica: un laboratorio culturale minimo nelle dimensioni, ma potenzialmente enorme nelle implicazioni. In un tempo in cui molti teatri faticano a riempire le sale, il Teatro edicola ribalta la prospettiva: non cerca grandi numeri, ma piccoli gruppi, quasi confessionali, dove ogni replica diventa irripetibile. E proprio in questa sottrazione di spazio nasce, paradossalmente, una nuova idea di espansione culturale.